Inaugurato il Luc: presente Manfredonia e Manfredonia (futuro)
di Giuseppe de Filippo
Pubblicato il 1 febbraio, 2010
Manfredonia – FORSE una delle inaugurazioni più attese, fra le più sentite negli ultimi anni, quella avvenuta stasera a Manfredonia, relativamente al Luc, acronimo che sta per Laboratorio Urbano Cuturale. Un’inaugurazione simbolica, proselica, profetica. Un evento famelico. Una inaugurazione che ha avuto la magia di unire, da un lato, una vecchia classe dirigente (oramai a fine mandato) ad una nuova, prossima a gestire la struttura, da poco inaugurata.
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IL PROGETTO – Il Laboratorio Urbano Culturale (L.U.C.), situato nei pressi del Piazzale Diomede, sembra pertanto destinato a divenire “uno spazio pubblico nuovo” dedicato, in primis, ai “giovani della Capitanata”. Dopo alcune vicissitudini passate, relative anche alla sede, il Luc è stato inaugurato questo pomeriggio, 31 gennaio, dalla ristrutturazione del vecchio mercato ittico. Il progetto gode di un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del programma Bollenti Spiriti -Riqualificazione Urbana – . Al suo interno sono stati destinati degli spazi destinati ad accogliere: laboratori musicali, fotografici e produzione video, laboratori multimediali e grafici, corsi teatrali ad ampio spettro, seminari culturali, eventi, rassegne, cineforum e “quant’altro offra uno stimolo concreto per la creatività giovanile, lo sviluppo di nuove competenze professionali, l’acquisizione del senso di inclusione sociale e partecipazione attiva alla vita comunitaria, la riscoperta della memoria, degli antichi mestieri e la valorizzazione di competenze e professionalità artigiane, con particolare riferimento alla cultura del mare e al rispetto dell’ambiente e del territorio che ci ospita”. La gestione delle attività all’interno del L.U.C. è stata affidata, a seguito della vincita del bando di gara comunale previsto dal programma Bollenti Spiriti, alla Cooperativa Pandemia di Manfredonia in A.T.I con il Cerchio di Gesso di Foggia, la presidente del centro sarà la giornalista Sissi Ferrara.
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LA STRUTTURA INTITOLATA ALLA MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO – Il centro, su iniziativa e proposta va detto di una ragazza di Manfredonia, Sonni Pinto (che aveva comunque proposto una strada, una via, una piazza alla memoria del giornalista siciliano) è intitolata alla memoria di Peppino Impastato, alla nascita Giuseppe (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978), politico e conduttore radiofonico italiano, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia, fondatore di Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui continuò a denunciare i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, fino all’assassinio tra la notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale (con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia). Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.
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LA SERATA, TRA CAMPO, NICHI E ‘LUCI A SAN SIRO’ – Come si diceva, grazie anche ad una promozione mediatica eccessiva, forse ‘in lustrini’ e senza precedenti, l’inaugurazione di stasera del Luc, nella sede del vecchio Mercato Ittico, ha radunato giovani di Manfredonia, rappresentanti delle forze dell’ordine locali (fra gli altri il Tenente Fazio dell’Arma dei carabinieri, il Tenente F.Pisaniello della Finanza, il comandante dei vigili urbani M.Ciritella), rappresentanti della destra locale e regionale, la sinistra sipontina, quella con la S cosidetta maiuscola: dunque il deputato Michele Bordo, l’assessore alle Opere Pubbliche Antonio Prencipe, l’assessore all’urbanistica Franco La Torre, oltre naturalmente all’assessore alle Politiche Sociali Paolo Cascavilla, ai diversi consiglieri comunali, e al sindaco Paolo Campo. Forse è stato quello di Campo uno dei discorsi più interessati: “La mia ultima inaugurazione – ha detto il sindaco, che ha lasciato tagliare il nastro d’ingresso della sede alla madre – una struttura che lascio in gestione alla nuova amministrazione”. Ma un sindaco che ha anche rimarcato “le difficoltà avute nel corso della sua gestione amministrativa”, durante la quale sarebbe stato quasi costretto “ad affrontare amici, un tempo solo amici, come oppositori e relazionatori politici”, in considerazione della sua nuova veste dirigenziale. Un Campo che saluta pertanto la città di Manfredonia, e che ha cercato in tutti i modi di evitare commenti e/o riferimenti elettorali. Riferimenti elettorali evitati anche dal Governatore Nichi Vendola, che ha ripercorso il suo passato da “artista e musicista con gli amici”, quando con “due soldi si cantava, a squarciagola, in box e scantinati”, anche per evidenziare la valenza che un ‘Laboratorio Urbano Culturale’, come quello appena nato, potrà avere per il centro di Manfredonia “ma anche per tutti i 170 comuni pugliesi che potranno beneficiare delle stesse strutture”. Un Vendola che ha cercato, in riferimento a Campo, di sottolineare la valenza del Potere “come possibilità, capacità, la facoltà ovvero l’autorità di agire, esercitata per fini personali o collettivi, e/o di influenzare i comportamenti di gruppi umani) rispetto al potere “come verbo”, come “azione, come poter fare qualcosa, specie per i soggetti diversamente abili”, come una splendida ragazza in prima fila, che sorridendo ha assistito con piacere all’intera serata. Fuori dal coro il cantautore Roberto Vecchioni, bravissimo nel musicare la celeberrima ‘Luci a San Siro’ (lucciconi in sala: oh yes ), meno nei suoi riferimenti al presidente del Consiglio, Berlusconi, chiamato, in modo del tutto inappropriato (in considerazione della serata) ‘lo psicopatico’. Non si era in un centro sociale, e neanche in un covo di nostalgici di Mussolini (visto che di recente vanno molto di moda, soprattutto per via iper-fonica): forse Vecchioni deve averlo, per un attimo, dimenticato. Sul palco era presente anche don Salvatore Miscio, responsabile del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile, e l’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, Michele Castoro.
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CONCLUSIONI – Forse non si dovrebbe scrivere, non si dovrebbe avere il permesso di incidere, con troppe malinconie nella testa, forse dovrebbe essere vietato agli uomini “gravi, malinconici, che diventano più leggeri e salgono, a volte, alla superficie proprio a causa di cio’ che rende gravi altri, a causa dell’amore e dell’odio (Nietzsche , Al di là del bene e del male)”, di sviluppare testi, ma a rappresentare stasera l’inaugurazione del Luc di Manfredonia non c’era solo una struttura che ospiterà con certezza i sogni, i progetti, le speranze, ma anche le florenti possibilità economiche e i piani commerciali di una determinata classe imprenditoriale; no, a rappresentare stasera il Luc di Manfredonia c’era la stessa Manfredonia: giornalisti, giovani, vecchi, giovanissimi, redazioni unite e poi sciolte, redazioni nuove e che fingono (ci vorrà tempo) di raffigurare professionisti, nonchè giovani e vecchi pescatori, segretarie di Presidenti, belle donne, manager rampanti, buonsamaritani, fotografi e fotografe quasi in attesa. No, a rappresentare il Luc di Manfredonia, stasera, c’era la stessa Manfredonia: la nuova, quella vecchia, quella che c’è stata, quella che ci sarà, quella che fra qualche anno rappresenterà una nuova pagina di storia del recente tessuto socio-urbano-economico.
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in realtà la fotografa più che “quasi in attesa” è “quasi nel quinto mese di gravidanza” non so del resto come si possa essere quasi in attesa.
Licenza di rima, auguri per l’evento, Redazione ‘Stato’