Manfredonia
A cura di Benedetto Monaco

Manfredonia, “Il dott. Bova illustra nuove strategie nella cura del dolore cronico”

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Manfredonia. Lo scorso weekend a Manfredonia presso la sala Valentino Vailati il dott. Aldo Bova ha illustrato nuove strategie nella cura del dolore cronico. Tutto questo non prima della presentazione di Maria Antonietta Totta rappresentante locale dell’AMMI, che prima di introdurre il dott. Bova saluta e ringrazia la fiduciaria regionale Amalia Antonacci e Michela D’Errico, vice presidente nazionale AMMI, fiore all’occhiello della sezione di Manfredonia. E’ sempre Maria Antonietta Totta a ricordare come: “L’Associazione Mogli dei Medici Italiani opera attivamente in stretta collaborazione con la classe medica e con tutte quelle associazioni che perseguono lo stesso obiettivo per un’educazione sanitaria e una corretta divulgazione della medicina preventiva in favore della popolazione ed è sempre molto attenta alle problematiche sociali che emergono quotidianamente nel campo della salute. In quest’ottica organizza eventi su argomenti di rilevante interesse scientifico e sociale e come nel caso di questo convegno in compartecipazione dei Lions Club, nella persona del dott. Antonio Mondelli presidente della sezione di Manfredonia Host.”

Quando si parla di dolore è necessario assumere un atteggiamento di rispetto nei confronti della persona che soffre. Il dolore altrui non va mai sminuito e non va mai preso alla leggera. Non a caso oggi c’è una nuova concezione di ospedale quando si parla di creazione di “Ospedale senza dolore”. In questi ospedali si prevedono: interventi, tempistiche e modalità necessarie per controllare il dolore e le sofferenze evitabili. È necessario orientarsi verso l’umanizzazione delle cure in una sanità sempre più tecnologicamente avanzata in cui diventano imprescindibili La qualità della degenza; Le relazioni con il paziente; Il processo di cura; La presa in carico del cittadino al centro di ogni intervento sanitario ed assistenziale. L’ospedale senza dolore costituisce l’espressione più alta di dignità della persona. Poi ci sono i LEA, cioè i livelli essenziali di assistenza, cure per l’appunto essenziali da erogare al cittadino e che sono il cuore del servizio sanitario nazionale. Con il varo dei nuovi LEA, in sanità si alza l’asticella della tutela della salute in Italia. Gli operatori del settore devono avere, ancor prima di curare la persona, una propensione empatica nei confronti della persona che soffre per prendersene cura. È indispensabile curare sia dal punto di vista etico che scientifico.

Questi punti di vista non sono sicuramente mancati al prof. Aldo Bova che ha voluto mettere a frutto il suo sapere per alleviare il dolore altrui. Di qui la domanda introduttiva della dott.ssa Maria Antonietta Totta. Combattere il dolore inutile è possibile? A cui il Dott. Aldo Bova così risponde: “ Combattere il dolore inutile è importante stando vicino a chi soffre per motivare a vivere, per questo curare è anche carezzare la persona sofferente tenendola per mano. Tutto ciò non è solo una cosa sentimentale, l’essere vicini stimola l’organismo e migliora gli stati della mente, il tono ed il desiderio di continuare a vivere. “L’amore è curativo” quindi tenere per mano la persona ha un importanza enorme. Questo probabilmente lo sapeva anche Giuseppe Moscati, nominato coPatrono dell’AMCI anche grazie al contribuito dell’eminente relatore e del dott. Giuseppe Grasso. Infatti lo stare assieme crea la cosiddetta tempesta di cervelli, assieme vengono fuori dei valori che migliorano le finalità comuni con significati conquistabili. Importante è far passare i messaggi culturali ed informativi: Per questo il dott. Bova parte da dei dati statistici che inquadrano la problematica: “In Europa il dolore colpisce 100 milioni di persone, con una prevalenza del 50% nelle persone anziane. Le donne appaiono più colpite degli uomini. Mentre recenti indagini hanno evidenziato che in Italia son più di dodici milioni le persone affette da dolore cronico, a causa del quale vengono perse ogni anno circa un miliardo di ore lavorative e vengono spesi oltre 11 miliardi di euro in visite mediche e terapie, con un costo sociale complessivo di 36,4 miliardi di euro l’anno. Quella del dolore cronico e persistente è una problematica di salute, ma, anche sociale, familiare ed economico-finanziaria.”

Da un punto di vista prettamente medico l’ortopedico Aldo Bova ha sottolineato come il dolore appare lì dove c’è artrosi, ernia discale oppure per cause diverse: fratture ed altri danni all’organismo, che spesso sono accompagnati da depressione con riduzione della capacità lavorativa. Il dottor Bova, dopo aver esposto diversi casi clinici, ha sottolineato come ci voglia una grande attenzione alla questione del dolore mediante la ricerca di metodiche nuove. Il dolore va bloccato, quello osteoarticolare va prima capito interpretando i sintomi del paziente di qui le indagini paragonabili ad una finestra, che si affaccia sulla verità; e l’importanza delle strumentazioni diagnostiche: dalla radio ecografia alla scintigrafia per poi passare alla terapia medica, fisica, riabilitativa. L’utilizzo delle radiofrequenze è sostanzialmente una tecnica di interruzione dello stimolo del dolore, usata spesso dove altre terapie non sortiscono il risultato voluto. Tecnicamente l’elettrodo isolato si collega per generare impulsi di radiofrequenza ad un ago, da ciò scaturisce il campo elettromagnetico, che da una sensazione di calore, stordendo le cellule nervose lenendo il dolore. Questa terapia a scopo antalgico è raccomandabile per coloro che soffrendo di dolori cronici sono cardiopatici, nefropatici, epatopatici, compresi gli allergici ad alcuni analgesici, è inoltre indicata per la terapia dei soggetti anziani, quando le terapie farmacologiche non sortiscono effetto. Il medico conosce il paziente e lo deve saper ascoltare. A conclusione del convegno il dott. Bova è stato anche un attento ascoltatore delle domande pervenute dalla nutrita ed attenta platea, fornendo risposte soddisfacenti.

(Pubblicazione a cura di Benedetto Monaco, Manfredonia)

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REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA

Manfredonia, “Il dott. Bova illustra nuove strategie nella cura del dolore cronico” ultima modifica: 2017-02-01T11:29:43+00:00 da Benedetto Monaco



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