Crisi agricoltura, Prencipe a Santarella: i suoi dei proclami elettorali

di Nicoletta Marchitelli
Pubblicato il 1 marzo, 2010

scioperoagricolturaFoggia – “L’ASSESSORE Savino Santarella farebbe bene ad occupare il proprio tempo e le proprie energie alla soluzione dei problemi del comparto agricolo foggiano, piuttosto che a compiere esercizi di polemica elettoralistica in difesa del ministro leghista Zaia, destinato a passare alla storia come il liquidatore dell’agricoltura meridionale”. E’ il commento di Antonio Prencipe, capogruppo del PD, alle dichiarazione dell’assessore provinciale all’Agricoltura “dal quale gli agricoltori e la comunità foggiana attendono risposte su come, concretamente e rapidamente, la Provincia intende muoversi per sostenere il settore primario”. “Basta una semplice lettura delle norme che regolano la dichiarazione dello stato di crisi del comparto agricolo – continua Prencipe – per comprendere quali siano i torti di Zaia e le ragioni dell’assessore regionale all’Agricoltura. A questa valutazione tecnica se ne può aggiungere una politica e scoprire che solo le regioni governate da Lega e PdL hanno ottenuto benefici dal Governo; mentre al Sud, ad eccezione della Sicilia autonomista, dobbiamo elemosinare l’assegnazione delle risorse e dei contributi che ci sono stati assegnati dall’Unione Europea e dallo Stato italiano”. “Santarella eviti le polemiche elettorali e ci dica, invece, come intende rispondere alla nostra proposta di utilizzare la Tosap per sostenere le aziende in crisi finanziaria o a quella di istituire l’osservatorio dei prezzi per tutelare produttori e consumatori dalle speculazioni. Oppure – incalza il capogruppo del PD – si impegni a trovare il modo di svolgere un ruolo attivo nella trattativa tra produttori e trasformatori di pomodoro, che ad oggi si annuncia a dir poco disastrosa per i nostri agricoltori. Se fosse confermato il prezzo indicato dagli industriali, a settembre ci ritroveremmo con la crisi del settore e gli agricoltori sempre più disperati”. “Di lavoro da fare per tutelare, sostenere e valorizzare l’agricoltura e l’agroalimentare ce n’è tanto, l’assessore Santarella e la Giunta Pepe non si sono dimostrati all’altezza del compito – conclude Antonio Prencipe – un motivo in più per porre fine alla inconsistente esperienza amministrativa della destra a Palazzo Dogana e consentire agli elettori di scegliersi amministratori all’altezza delle emergenze e delle sfide da affrontare per risollevare la Capitanata dalla crisi e costruire un futuro migliore”.

COSA AVEVA DETTO SANTARELLA – “IL pressapochismo politico e la superficialità tecnica della Regione Puglia si rivelano ancora una volta pericolosissimi nemici dell’agricoltura della nostra regione e della Capitanata. Piuttosto che urlare alla discriminazione politica, il presidente Vendola e l’assessore Stefàno farebbero bene ad assumersi, una volta tanto, le loro responsabilità”. Così Savino Santarella, assessore provinciale alle Politiche agricole, commenta la mancata dichiarazione di crisi per l’agricoltura pugliese da parte del Governo nazionale a causa di irregolarità tecniche nella formulazione della richiesta. “Quello che è accaduto – afferma Santarella – rappresenta la beffa che la Regione Puglia ha inflitto, dopo il danno, agli operatori agricoli pugliesi. L’assenza dei requisiti necessari perché l’Unione Europea potesse adottare il provvedimento nella richiesta avanzata dalla Regione Puglia ha poca attinenza con la polemica politica o con le presunte angherie della Lega Nord. Questa sciatteria riguarda invece dati di fatto inoppugnabili, che neppure il populismo del governatore può riuscire ad oscurare”. “Non siamo mai stati appassionati sostenitori della politica del ministro Zaia – aggiunge l’assessore provinciale – ma in questo caso, purtroppo, non possiamo che ammettere che ha ragione. È bene, dunque, che dopo questa pessima figura si smetta di inveire contro il governo Berlusconi e si cominci a dire la verità agli agricoltori della Puglia. La Giunta regionale ammetta con onestà la sua inadeguatezza di fronte alle difficoltà del comparto agricolo, che avrebbe bisogno di attenzione e di interventi efficaci”. “Dal canto suo – conclude Santarella – la Provincia di Foggia continuerà ad essere convintamente al fianco delle rivendicazioni degli operatori agricoli, le cui istanze sono state miseramente calpestate con questo scivolone della Regione Puglia”.

Antonio Prencipe (capogruppo Pd-Capitanata)

Antonio Prencipe (capogruppo Pd-Capitanata)

CIA: NUOVO PROGETTO PER USCIRE DALLA CRISI – Le imprese agricole hanno difficoltà ad agire in un mercato sempre più ampio e concorrenziale. È necessario un salto di qualità delle politiche, un progetto per lo sviluppo dell’agricoltura, per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il “made in Italy” alimentare. Occorre una politica agraria nazionale che consenta al nostro sistema produttivo di superare le difficoltà ed essere parte attiva della ripresa economica del Paese. E gli agricoltori devono svolgere un ruolo di veri protagonisti. Questo uno dei messaggi scaturito oggi nella prima giornata della V Assemblea elettiva nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Messaggio che è stato accolto con favore dai diversi rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, economiche e sociali che hanno partecipato ai lavori. L’esigenza di un radicale cambiamento di rotta nella politica agraria nazionale è stata messa in risalto sia negli interventi in Assemblea (è il caso del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, del segretario del Pd Pierluigi Bersani, del presidente dell’Idv Antonio Di Pietro, del presidente di “Libera” Don Luigi Ciotti e del coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefano) che nelle dichiarazioni rilasciate a margine dei lavori, nonché dai messaggi inviati dalle tre più alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Tutti d’accordo, pur con alcuni distinguo sulle strategie da attuare, sulla necessità di fronteggiare la grave situazione in cui versano le imprese con politiche propulsive ed incisive al fine di rilanciare sviluppo e competitività. Da tutti è stata rimarcata la precarietà della situazione agricola italiana, che sta attraversando una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Un quadro reso complesso dal crollo dei prezzi sui campi, dal calo record dei redditi degli agricoltori, dall’aumento vertiginoso dei costi produttivi, contributivi e burocratici. Aspetti, questi, che sono stati sottolineati dallo stesso presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi nella sua relazione di apertura ai lavori. Una relazione attraverso la quale è stata sollecitata l’attenzione di istituzioni e forze politiche sui pressanti problemi del mondo agricolo italiano che richiedono risposte immediate e soprattutto concrete. Su questi temi, e in particolare sull’unità del modo agricolo (che Politi ha richiamato più volte nella sua relazione), si svilupperà il dibattito in Assemblea che si concluderà nella tarda mattinata di venerdì prossimo 26 febbraio.Tra i partecipanti, molti dei quali di organizzazioni agricole internazionali (Fipa e Copa), alla prima giornata dell’assemblea Cia, ricordiamo, Sergio Marini, presidente della Coldiretti, Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura, Franco Verrascina, presidente della Copagri, Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, Marco Venturi, presidente della Confesercenti.

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