Cronaca
"Non si placa il fenomeno della criminalità nelle campagne"

Criminalità, in 3 mesi rubati a Foggia 100 km di cavi di rame

"I nostri agricoltori sono tanto sconfortati – aggiunge il Direttore di Coldiretti Foggia, Michele Errico – da non denunciare più gli atti criminali di cui sono vittime"

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Foggia. In soli 3 mesi sono stati rubati in provincia di Foggia quasi 100 chilometri di cavi di rame, quasi quanto la distanza tra le città di Foggia e Bari. Non si placa il fenomeno della criminalità nelle campagne, anzi la situazione continua a peggiorare. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio quali danneggiamento, incendi, furti, abigeato, usura, pascolo abusivo, estorsione con ‘cavallo di ritorno’ rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. “Dopo aver oramai rinunciato a vivere nelle campagne – è la dura denuncia di Giuseppe De Filippo, Presidente di Coldiretti Foggia – adesso gli imprenditori agricoli chiuderanno le aziende. Prima di notte, adesso anche di giorno, vittime di ogni tipo di razzia e malversazione. Non si conosce il limite a quello che bisogna subire. La nascita di comitati spontanei di agricoltori che si organizzano in ronde la dice lunga sul livello di barbarie al quale siamo arrivati. Incalcolabili i danni all’economia rurale e alla competitività delle nostre imprese. L’aspetto più inquietante sta nel non intravedere alcuna manifestazione di interesse da parte istituzionale al dramma delle nostre famiglie”. Al vertice della piramide criminale si colloca, e non potrebbe essere diversamente, il mix di reati e di situazioni di illegalità strisciante che maggiormente devastano e destabilizzano la sana imprenditoria agricola ed agroalimentare della Puglia.

“I nostri agricoltori sono tanto sconfortati – aggiunge il Direttore di Coldiretti Foggia, Michele Errico – da non denunciare più gli atti criminali di cui sono vittime. Pertanto, si ingenera un circolo vizioso secondo cui le stesse forze dell’ordine non hanno più neppure l’esatta cognizione della drammaticità dei fenomeni. La pericolosità che ormai contraddistingue le aree rurali mette a repentaglio non solo l’attività economica, quanto la stessa incolumità delle persone. In provincia di Foggia l’agricoltura è il traino dell’economia e pertanto va salvaguardata in tutti i sensi, ad iniziare dalla sicurezza nelle campagne”. Non è certo sufficiente che le imprese agricole installino videocamere e sistemi di videosorveglianza, per Coldiretti è urgente un’attività di forte repressione, oltre che di prevenzione. “Per due volte la mia azienda è rimasta isolata per quasi 60 giorni – racconta il Presidente dei giovani imprenditori di Coldiretti Foggia, Andrea Suriano – a causa del furto dei cavi di rame. Il gestore dell’energia, a mano a mano che avvengono i furti, sta sostituendo i cavi di rame con quelli di alluminio. La resa e la conducibilità elettrica non sono le stesse del rame e i disagi e i maggiori costi ovviamente ricadono sempre e comunque sulle nostre aziende e sulla nostra attività”. Per questo Coldiretti Puglia chiede un impegno immediato del Governatore Emiliano, della sua Giunta e delle forze dell’ordine già quotidianamente impegnate sul territorio, nell’ottica di garantire alle imprese agricole controlli ancora più serrati contro furti, sofisticazioni e agropirateria, un neologismo coniato da Coldiretti per descrivere la punta di diamante del panorama criminale che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e che diventano “made in Puglia” e “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni pugliesi.

Redazione Stato Quotidiano.it



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