Lavoro
Su base annua il numero di occupati è in crescita dell'1,3% (+299 mila), mentre calano sia i disoccupati

Disoccupazione giovani gennaio a 39,3%

La stima dei disoccupati a gennaio è stabile, sintesi di un calo tra gli uomini e di una crescita tra le donne


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Roma. Dopo il calo di dicembre 2015 (-0,2%), a gennaio 2016 la stima degli occupati cresce dello 0,3% (+70 mila persone occupate), tornando al livello di agosto. La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili. L’aumento di occupati riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente.

La stima dei disoccupati a gennaio è stabile, sintesi di un calo tra gli uomini e di una crescita tra le donne. Il tasso di disoccupazione è pari all’11,5%, pressoché invariato dal mese di agosto. A gennaio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,4% (-63 mila). Il calo è determinato dalla componente femminile e riguarda soprattutto le persone tra i 50 e i 64 anni. Il tasso di inattività scende al 35,7% (-0,1 punti percentuali). Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo novembre 2015-gennaio 2016 si registra il calo delle persone inattive (-0,3%, pari a -43 mila) a fronte di un lieve incremento dei disoccupati (+0,3 %, pari a +9 mila) e una sostanziale stabilità del numero delle persone occupate.

Su base annua il numero di occupati è in crescita dell’1,3% (+299 mila), mentre calano sia i disoccupati (-5,4%, pari a -169 mila) sia gli inattivi (-1,7%, pari a -242 mila). Nella nota metodologica sono riportati gli intervalli di confidenza dei principali indicatori non destagionalizzati.

Redazione Stato Donna.it

Disoccupazione giovani gennaio a 39,3% ultima modifica: 2016-03-01T12:46:25+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    Disoccupazione: tasso ancora su livelli allarmanti. Torna a crescere la disoccupazione giovanile.

    Urgente avviare un Piano Straordinario per il Lavoro che restituisca futuro e prospettive al Paese.

    La disoccupazione a gennaio si conferma stabile all’11,5%. Un tasso pressoché invariato che testimonia come la mancanza di lavoro rappresenti la vera piaga del nostro Paese.
    Ad allarmare ancora di più contribuisce la nuova crescita della disoccupazione giovanile, che sale al 39,3%, con un aumento di 0,7 punti percentuali su base mensile.
    Dati medi, già estremamente drammatici, che diventano sconfortanti se ci si focalizza sulla situazione del Sud Italia. In quest’area la percentuale di giovani senza occupazione sfiora il 60% e il lavoro ormai è solo un lontano miraggio.
    Da tale andamento appare evidente e urgente la necessità di agire con determinazione, non solo per rimettere in moto il mercato del lavoro, ma anche per eliminare le enormi disparità esistenti a livello territoriale in materia occupazionale.
    In questo senso la legge di stabilità introduce novità pressoché inconsistenti.
    “Se si vuole avviare una vera ripresa del mercato occupazionale bisogna intervenire seriamente, no con semplici annunci, in direzione dello sviluppo e della crescita. Per una svolta concreta bisogna avviare immediatamente un serio Piano Straordinario del Lavoro.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
    Un piano che, in assenza di iniziative di carattere privato, stanzi i necessari investimenti per:
    – l’innovazione e la ricerca;
    – la realizzazione di infrastrutture, soprattutto al Sud;
    – la realizzazione di un programma di sviluppo per il settore del turismo, vera risorsa del nostro Paese;
    – la messa in sicurezza del patrimonio culturale e scolastico.
    Non dimentichiamo che combattere la disoccupazione significa agire positivamente per una redistribuzione dei redditi in termini generali, facendo crescere così la domanda interna. Inoltre dare lavoro soprattutto ai giovani significa restituire prospettive e futuro all’intero Paese.
    Non dimentichiamo che ogni disoccupato pesa sulle spalle delle famiglie (nonni, genitori, parenti), che rappresentano la vera forma di welfare, con un onere di circa 450 euro mensili.

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