Politica
Con 30 voti favorevoli e 9 contrari il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che contiene norme per “promuovere una strategia complessiva di contrasto al disagio socioeconomico

Reddito di dignità, approvazione a maggioranza. Giubilo Emiliano

Per concorrere al perseguimento degli obiettivi suddetti la Regione Puglia promuove un sistema integrato di interventi

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Bari. Con 30 voti favorevoli e 9 contrari il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che contiene norme per “promuovere una strategia complessiva di contrasto al disagio socioeconomico, alle povertà e all’emarginazione sociale, attraverso l’attivazione di interventi integrati per l’inclusione sociale attiva”, cosiddetto Red. Con questa iniziativa legislativa la Regione Puglia promuove politiche di inclusione sociale attiva attraverso un sistema integrato di interventi e servizi negli ambiti sociosanitario, delle politiche attive del lavoro, formazione, diritto allo studio e casa. La Regione Puglia promuove altresì l’inclusione sociale attiva delle persone e dei nuclei familiari che vivono situazioni di disagio socio economico, organizzando e coordinando un sistema integrato di interventi e promuovendo azioni di prossimità, al fine di riattivare capitale sociale ed economico, a partire dalle persone beneficiarie degli interventi.

Nel quadro della strategia complessiva di contrasto al disagio socioeconomico e per l’inclusione attiva, la Regione Puglia promuove il coinvolgimento degli attori socio-economici espressi dai territori, nei percorsi di sussidiarietà orizzontale fondati sulla partecipazione attiva di cittadini e di associazioni, sulla responsabilità sociale e civile delle imprese, sulle collaborazioni tra soggetti pubblici e soggetti privati, con particolare attenzione al settore del privato-sociale.

Gli obiettivi che la legge si prefigge sono: favorire la costruzione e il potenziamento di una rete territoriale di interventi e servizi per la protezione, l’inclusione e l’attivazione delle persone e dei rispettivi contesti familiari, promuovendo, in un quadro di politiche integrate, l’inserimento al lavoro nonché sostenendo l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità economica e vulnerabilità sociale; promuovere l’attivazione di misure di sostegno economico, quale strumento privilegiato per una presa in carico complessiva dei singoli e delle famiglie fragili, all’interno delle rete integrata di politiche per la protezione e l’inclusione; sostenere la sperimentazione di percorsi di innovazione sociale, di rigenerazione urbana e di cittadinanza attiva, a supporto di comunità accoglienti e capaci di interagire con l’economia sociale per promuovere opportunità di inclusione.

Per concorrere al perseguimento degli obiettivi suddetti la Regione Puglia promuove un sistema integrato di interventi. Innanzi tutto l’istituzione del Reddito di Dignità regionale, per il sostegno economico e l’inclusione sociale attiva delle persone e dei rispettivi nuclei familiari, la cui situazione economica non consenta di disporre dei mezzi sufficienti ad una vita dignitosa; erogazione tramite gli Ambiti sociali di zona di servizi sociali, socioeducativi e sociosanitari e attivazione di interventi volti a favorirne l’accessibilità, al fine di contrastare la marginalità sociale, rispondere ai fabbisogni, anche di cura, della popolazione più fragile e promuovere la qualità della vita del nucleo familiare; attivazione di politiche attive per il lavoro e politiche formative rivolte a favorire l’inserimento socio-lavorativo e la crescita personale e professionale, nonché ad accrescere l’occupabilità e le opportunità di accesso al mondo del lavoro e di accompagnamento all’auto-impresa, in favore di soggetti svantaggiati in condizioni di rischio di disagio sociale ed economico; attivazione di percorsi di tirocinio di orientamento, formazione, inserimento e/o reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione in favore di persone già prese in carico dai servizi sociali e sanitari professionali; attivazione di misure di microcredito sociale e altri strumenti di micro-finanza a supporto dei percorsi di attivazione connessi, a titolo esemplificativo, all’autocostruzione o social housing, all’auto-impresa, al superamento di condizioni di particolare e transitoria difficoltà; attivazione di misure di sostegno per l’accesso alla casa e per la riqualificazione dei contesti abitativi; promozione di percorsi sperimentali per la attivazione di una piattaforma regionale per la condivisione e la valorizzazione delle risorse individuali al servizio delle comunità locali, in ottica di mutuo-aiuto per favorire comunità accoglienti, strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, condivisione di risorse individuali per interessi collettivi, percorsi di cittadinanza attiva.

Il Reddito di Dignità è una misura di integrazione del reddito, considerata come strumento di contrasto alla povertà assoluta e un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui l’indennità economica è accompagnata da un patto di inclusione sociale attiva che il nucleo familiare beneficiario, attraverso un suo componente, stipula con i servizi sociali locali, il cui rispetto è condizione per la fruizione del beneficio. Il patto è differenziato a seconda delle caratteristiche individuali e finalizzato alla presa in carico complessiva del nucleo familiare.
Il Reddito di Dignità regionale mira a fornire i mezzi sufficienti per una vita dignitosa e a favorire l’inclusione lavorativa e sociale delle persone e delle famiglie in condizione di povertà.

Possono accedere al Reddito di Dignità regionale, tutte le persone e le famiglie residenti in Puglia da almeno dodici mesi dalla data di presentazione della istanza che si trovino in una condizione di fragilità e vulnerabilità socioeconomica e che siano disponibili a sottoscrivere il patto individuale di inclusione sociale attiva.

Accedono, inoltre, i cittadini comunitari ovvero i cittadini stranieri che possano dimostrare di avere la propria residenza, ovvero il luogo in cui hanno la dimora abituale in uno dei Comuni pugliesi da almeno dodici mesi. Ai fini della valutazione della condizione di fragilità e vulnerabilità delle persone concorrono:
la situazione reddituale e patrimoniale familiare; altre eventuali condizioni di maggiore fragilità sociale tra le quali la composizione del nucleo familiare con particolare riferimento alla presenza di figli in minore età, la presenza nel nucleo familiare di persone con disabilità, nuclei mono-genitoriali, la durata del periodo di assenza di occupazione o di esclusione dal mercato del lavoro e la condizione abitativa. Potranno accedere al Reddito di Dignità i richiedenti con ISEE familiare non superiore ad euro 3.000,00, soglia che potrà essere elevata in presenza di ulteriori disponibilità finanziarie, con apposito provvedimento di Giunta regionale.

In prima applicazione, l’ammontare mensile del Reddito di Dignità regionale non potrà superare l’importo di 600,00 euro erogabile per un nucleo familiare con 5 componenti, limite massimo che è rimodulato per le famiglie di diversa composizione applicando la scala di equivalenza ISEE. Con un Regolamento la Giunta regionale assicura la coerenza con gli indirizzi attuativi delle misure statali in materia di sostegno al reddito e l’integrazione tra la misura regionale di sostegno al reddito e inclusione sociale attiva con le altre politiche di settore, definendo le specifiche modalità attuative della misura del Reddito di Dignità. E’ istituita presso la Presidenza una Cabina di regia regionale per favorire la cooperazione interistituzionale in tutte le fasi di attuazione degli interventi di cui alla legge, a cui partecipano rappresentanti dell’Amministrazione Regionale, rappresentanti delle principali Amministrazioni periferiche dello Stato, competenti per materia, il Presidente di ANCI Puglia e il Sindaco della Città Metropolitana.

La Regione, ai fini della realizzazione degli interventi previsti dalla legge, assicura il coordinamento tra tutte le linee di attività e le rispettive fonti di finanziamento a scopo ricognitivo, in particolare: Fondo Sociale Europeo – Programma Operativo Regionale 2014 – 2020 con riferimento alle risorse assegnate alle azioni di cui agli Obiettivi Tematici VIII, IX e X per l’integrazione lavorativa e la riqualificazione professionale, nonché per l’acquisizione di servizi qualificati per l’orientamento e l’affiancamento a progetti di autoimpiego e auto-impresa e per il rafforzamento dei servizi per l’impiego accreditati in Puglia; Fondo Sociale Europeo – Programma Operativo Nazionale “Inclusione” 2014 – 2020 con riferimento alle risorse assegnate nell’ambito dell’Asse III per le azioni a supporto del funzionamento degli Uffici di Piano e delle reti territoriali con servizi pubblici per il lavoro; altri fondi di derivazione nazionale a destinazione vincolata; Fondo nazionale per l’estensione della carta per l’inclusione alle regioni del Mezzogiorno, per la quota assegnata alla Regione; ulteriori risorse statali con destinazione coerente rispetto alle misure di cui alla legge; le risorse da bilancio regionale; le risorse già ripartite agli Ambiti territoriali e non ancora assegnate ai beneficiari alla data di entrata in vigore della legge, a valere sulla dotazione finanziaria; le risorse del Bilancio regionale, con riferimento alle azioni di monitoraggio e valutazione delle misure di cui alla legge, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali.

Per le finalità di cui alla legge, nell’ambito del bilancio regionale autonomo, è istituito il capitolo “Misure per l’inclusione sociale attiva e il contrasto delle povertà”, e il capitolo “Spese per il riconoscimento del Reddito di Dignità nei percorsi di inclusione attiva”, con una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2015 in termini di competenza e cassa di euro 5 milioni.

Il presidente Emiliano chiude il dibattito in Aula sul reddito di dignità. “Essendo i primi in Italia ad adottare un provvedimento simile in una grande regione di più di quattromilioni di abitanti con un investimento di 70milioni di euro l’anno – Emiliano ha sottolineato che – statisticamente il fallimento dell’azione di recupero sarà superiore al numero dei successi. Ma anche solo pochi successi rappresenteranno un traguardo. Una risposta completamente diversa rispetto all’inerzia che qualcosa cambi in attesa del mercato”.
“Proprio nei momenti difficili un paese serio e una regione che ha senso di umanità considerano il costo della deprivazione come un elemento che danneggia anche l’economia”.
“Superando la soglia di povertà miriamo ad avere benefici anche dal punto di vista sanitario, se è vero che la deprivazione è considerata un costo aggiuntivo anche per il sistema sanitario”.
“Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare il parere del M5S e spiace vederli sugli spalti. Mi auguro che nella fase applicativa si possa riprendere un dialogo”.
“Non c’è nulla di male quando tieni molto ad una cosa nel vedere che altri la realizzano”.

“Specie, come in questo caso, se la maggioranza dimostra umiltà, curiosità infinita e voglia di ascoltare tutti. In politica non può esistere la logica di appropriarsi di una idea. Ci sono delle volte in cui ci si limita a fare la critica dagli spalti, ed oggi ne abbiamo la rappresentazione icastica. E delle volte in cui si rischia di commettere degli errori prendendo delle decisioni. Noi siamo esseri umani, tendiamo all’imperfezione e l’unico modo per limitare gli errori è riflettere collettivamente, come avvenuto con il ReD”. “Avevo detto che il Consiglio avrebbe avuto centralità e così è stato. Io sono restato nel mio ruolo di garante e questo è il mio primo intervento nel percorso legislativo”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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Commenti


  • Redazione

    Red, Congedo: “Al trionfalismo di Emiliano corrisponderà il caos per i Comuni”

    Dichiarazione del consigliere regionale dei COR, Erio Congedo.
    “Nei giorni scorsi abbiamo più volte ribadito che il nostro ‘No’ al Reddito di Dignità derivava essenzialmente dalla diversa concezione dei metodi con i quali si intende contrastare la povertà. Per cui abbiamo criticato una misura temporanea e di mero carattere assistenzialistico che – e a nostro avviso – è inadatta a sviluppare lavoro e dare risposte ai bisogni sociali ed economici del territorio. In altri termini più funzionale ad uno spot politico-demagogico che a garantire un reddito di dignità reale.
    Oggi che, però, la legge è entrata in vigore alla non condivisione della filosofia di fondo, si aggiungono le criticità di un provvedimento dai tempi incerti, dai benefici tutti da verificare, dalle procedure complesse, dall’organizzazione elefantiaca, che prevede il coinvolgimento di decine di Enti diversi (dalla Regione ai Comuni passando dagli Ambiti sociali, i Centri professionali, l’Anci, l’Agenzia per la casa, i sindacati, le associazioni datoriali, i soggetti di ricerca, i forum del terzo settore, le equipe multi professionali, le amministrazioni periferiche dello Stato).
    Vorremmo sbagliarci, ma riteniamo che alla fine a pagare i limiti e le incoerenze di questo provvedimento saranno i Comuni sui quali si sta scaricando la patata bollente di gestire una massa di disperati che si presenteranno ai loro sportelli pretendendo un reddito e ai quali non si sarà in grado ne un centesimo ne informazioni.
    Quindi al trionfalismo di Emiliano e del centrosinistra corrisponderà da qui a breve una situazione di caos per i Comuni”./comunicato


  • Pasquale

    Caro Emiliano, la vera DIGNITÀ per l’uomo e’ il vero LAVORO, e non l’assegno di povertà per propaganda politica.
    Se veramente avete le capacità di farlo, allora potreste anche vantarvi di essere un buon amministratore.
    Regalare soldi senza far niente, e’ stato un errore dei vostri precedenti compagni di partito, e ci cresciamo gente che da 30 anni percepiscono assegni pur svolgendo un lavoro in nero, a discapito di chi con un misero stipendio di 1.100 euro mensili viene dissanguato di tasse da un Governo ladr..


  • libero

    Questo provedimento ame par prop na strunzat alla puglies .adeso vi spiego perche fano questi provedimenti di asistenzialismo primacosa sono dei parasiti che usufruiscono dei finanziamenti per fareusciere il lavoro che e la veradignita mentre quei soldi si perderano per strada ei poviri sarano sembre di piu.la poverta non si combate cosi ma dare un lavoro serio .basta guardare la germania che e’ laprima in europa .con questo sistema aumanta il laviro nero e poi i soldi non ariverano ai citadini ma si asumerano altri impiegati nei comuni perche non celaffarano con questi che stano ora .lo stato sa tutto dei riditi che hanno i citadini basterebe che lagenzia delle entrate atraverso lise farebe un versamento mensile ai monoredito in base ai consumi giornalieri di vita.cosi non ci sarebe quel pasamani inutili e speculativi che stano amazando litalia .sono sei anni che ho perso il lavoro e siamo ai servizi sociali di manfredonia e come andare al cimitero ci sendiamo come dei cadaveri che caminano altro che servizi sociali non sano pure cosa fare ti mandano alla caritas e dicono che non posono fare nula loro. poi asumono nel comune dirigenti .Questa politica non fara mai nula ci vuole una politica fondata sul lavoro onesto e non schiavismo di stato una famigla ha bisogno di vivere non sopravivere cone un verme carisimo emigliano e pure sei cosi istruito ma non ai capito un cazo parlanto con riseto stiamo morendo da questa mafia politica.


  • antonio

    serve il lavoro non l’elemosina…lo volete capire?

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