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Cent’anni fa, Padre Pio cavalcando un asino raggiunse Rignano

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Rignano Garganico. Corre quest’anno il centenario della prima visita di Padre Pio, a Rignano Garganico. Si tratta del 10 maggio 1917. E questo si concretizza, a seguito della sua affettuosa amicizia con Don Pietro Ricci del posto, suo primo confidente spirituale in terra garganica*. Rapporto, quest’ultimo, testimoniato da una intensa corrispondenza, interrottasi nel dicembre del 1920, per via della scomparsa dell’anzidetto canonico, ultra settantenne assai stimato in paese e nei dintorni per la sua proverbiale bontà, ricordato non a caso nella cronaca, come “pacifico”. La prima lettera a firma di San Pio parte da Foggia, l’anno antecedente. Forse l’approccio viene favorito dalla presenza nel Capoluogo della nipote del prelato rignanese, Suor Gerarda (al secolo Teresa Ricci), superiora al Conventino e poi Madre Generale delle Suore di Carità in quel di Roma. Il resto della corrispondenza proseguirà con ritmo più intenso da San Giovanni Rotondo fino ed oltre la ricordata morte del sacerdote rignanese. La missiva è del 10 agosto del 1916: “Reverendissimo Signore. Gesù sia sempre con voi e vi faccia santo. Sono lietissimo della grazia divina di aver conosciuto i vostri ambiti e preziosi caratteri. Piaccia al buon Dio darmi anche l’altra grazia di conoscervi personalmente.

Nella mia indegnità non cesserò da questo momento di far sempre continua memoria davanti a Gesù di voi e di tutte quelle persone da voi raccomandatemi, si curo che anche voi non mi dimenticherete nelle vostre fervide preghiere. Riguardò a ciò che mi chiedete non condivido affatto con voi il mio modo di vedere. Regolatevi del resto come meglio vi aggrada nel Signore. A mezzo del porgitore della presente vi fo tenere alcune medagline assieme ad alcune figurine e dovete compatirmi se non posso disporre di altro perché presentemente non ne o . Con profonda stima vi riverisco e nel dolcissimo Gesù mi dico Vostro devotissimo F.Pio, cappuccino”. L’altra è del due novembre dello stesso anno: “Stimatissimo don Pietro, profitto di questa bellissima occasione che Gesù mi offre per presentarvi i miei profondi ossequi, e per assicurarvi in pari tempo che non cesso giammai di fare continua memoria di voi e di tutte le persone a voi care davanti a Gesù. Piaccia a Dio ed alla Vergine santissima renderci degni della gloria eterna. Ho cominciato a recitarvi le due Ave Maria con i due Gloria Patri per i vostri bisogni spirituali e corporali e sono risolutamente deciso a continuare per sempre. A me mancano le parole per potervi ringraziare del fastidio presovi nell’inviarmi i fazzoletti, non che per la miracolosa acqua della bella Vergine di Lourdes. Mi vado sforzandomi di rimediare a tutto con la povera preghiera. Gesù vi rinumeri a cento doppi di tanta vostra fiorita carità.

Nella speranza e con la fiducia che anche voi mi preghiate il buon Dio, affinché l’anima mia non divenga a lui infedele, con grandissima stima passo a salutarvi nel bacio santo del Signore. Vostro umile servo F.Pio, cappuccino”. La successiva è del 7 gennaio del 1917: “Stimatissimo don Pietro, Gesù possegga sempre il vostro cuore e di dia la grazia di possederlo eternamente nella gloria! Ritornando ieri sera, dopo un lungo mese d’assenza per ragioni di servizio militare, trovo giacente sul tavolino assieme ad altre corrispondenze la vostra pregiatissima lettera. Mi affretto perciò a darvi sollecito riscontro significandovi che sono vivamente compenetrato delle vostre sventure che vogliono visitare i vostri cari congiunti. Non ho mancato mai da che ebbi la fortuna di conoscervi di sempre raccomandarvi al buon Dio nelle mie povere si, ma pure assidue preghiere. Ho pregato pure secondo tutti quei fini da voi voluti e vi assicuro di raddoppiare le mie preghiere per voi e per le persone a voi acre, e nutro fiducia che Gesù voglia consolarvi. La mia dimora è stata fissata qui dal p. provinciale perché è conosciuto che questo clima è di giovamento al mio stato fisico. Quindi fateci qualche sorpresa quando il Signore ci regalerà qualche bella giornata. Qui tutti vi ricordano con affetto. Continuate ad usarmi la carità che mi avete usata per l’addietro col ricordarmi nel tesoro delle vostre preghiere ed anche io non cesserò di far continua memoria di voi davanti a Gesù. Con ogni stima vi bacio la mano e fraternamente vi abbraccio. Sempre vostro aff. mo amico di Gesù F. Pio, Sacerdote cappuccino”. In queste tre lettere si parla delle reciproche sventure e della possibilità di soluzione con l’unica arma della preghiera. Per D. Pietro si tratta dei nipoti in guerra (Pietro e Matteo Giuseppe); per P. Pio del servizio militare (Il 18 dicembre 1916 rientra al corpo militare di Napoli; il 30 dello stesso mese mandato in licenza straordinaria) e della cagionevole salute risolta con il suo trasferimento definitivo in San Giovanni Rotondo dal 2 settembre in poi. Per ciò che concerne la conoscenza fisica tra i due religiosi. Data l’età avanzata (più di 70 anni) del rignanese, sarà il frate delle stimmate a recarsi per primo in paese. A quanto si evince dalla lettera del giorno successivo, la visita avrà luogo, come già accennato all’inizio, il 10 maggio 1917. Con ogni probabilità il percorso sarà effettuato, come l’evangelico Gesù delle Palme, a cavallo di un pacifico asinello.
* Angelo e Antonio Del Vecchio, Padre Pio e Rignano, Edizioni”Padre Pio da Pietrelcina” srl, 1 e. 2009; 2e. 2010.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 01.03.2017)



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