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"Quanto avevamo preconizzato si sta puntualmente verificando"

Red, Caroppo: “Milioni per la macchina, neanche 1 euro ai cittadini”

"Con RED il grosso dei soldi stanziati non va nel portafoglio dei più bisognosi della nostra comunità"

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Bari. “La televendita di Emiliano con il Reddito di Dignità continua: stanziati 3,5 milioni euro per i costi di funzionamento, ma ad oggi nessuna famiglia pugliese in difficoltà ha visto un euro”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo. “Quanto avevamo preconizzato si sta puntualmente verificando: con RED il grosso dei soldi stanziati non va nel portafoglio dei più bisognosi della nostra comunità, ma viene assorbito dai costi di programma rimpinguando le casse di aziende private, agenzie ed enti di formazione, a esclusivo vantaggio degli addetti ai lavori, come già accaduto per programmi quali ‘Garanzia Giovani’”.

“Ora che Emiliano è candidato alla segreteria nazionale del PD – conclude Caroppo – è chiaro a cosa servisse la televendita. Ma giocare sulla pelle dei pugliesi in difficoltà è irresponsabile”.

INFO REDDITO DI DIGNITA’
ReD cosa è. Il Reddito di Dignità regionale è una misura di integrazione del reddito definita “universalistica” poiché possono accedervi tutte le persone che si trovano in difficoltà tali, anche temporanee, da essere al di sotto di quella soglia economica minima. Il ReD è uno strumento di contrasto alla povertà assoluta e di supporto a un percorso più ampio di inserimento sociale e lavorativo. In questo percorso individuale, l’aiuto economico è di sicuro importante, ma è anche una delle componenti del Patto di Inclusione Sociale Attiva. Si tratta, infatti, di un’indennità per la partecipazione a un tirocinio o ad altro progetto di sussidiarietà. Il patto di inclusione è una sorta di “sodalizio” tra chi beneficia del ReD (un soggetto o un nucleo familiare) e i Servizi Sociali dell’Ambito Territoriale. La sottoscrizione del patto rappresenta una condizione necessaria per fruire del beneficio. Il Patto di Inclusione è un patto forte tra chi beneficia del ReD, con il suo nucleo familiare, i Servizi Sociali dell’Ambito Territoriale e la comunità in cui si vive.

ReD chi può accedervi. Possono accedere al Reddito di Dignità regionale, tutte le persone e tutte le famiglie residenti in Puglia da almeno dodici mesi dalla data di presentazione della domanda. Possono beneficiare del ReD solo soggetti e nuclei familiari con ISEE inferiore e 3mila euro annui, in corso di vigenza. Inoltre è necessaria la disponibilità a sottoscrivere il Patto individuale di inclusione sociale attiva. Possono accedervi anche i cittadini comunitari, ovvero i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, ma solo se questi possono dimostrare di avere la propria residenza in un Comune pugliese da almeno dodici mesi.

ReD come fare la domanda
I cittadini dovranno obbligatoriamente presentare la domanda per il ReD, attraverso la piattaforma telematica e possono farlo o direttamente con propri mezzi, oppure attraverso gli sportelli dei CAF e dei patronati abilitati. La procedura è aperta, “a sportello” e completamente dematerializzata.

ReD come funziona. I cittadini dovranno obbligatoriamente presentare la domanda per il ReD, attraverso la piattaforma. È attivo un catalogo per i soggetti ospitanti (pubblici, privati e del privato sociale), ovvero quei soggetti che sono interessati a ospitare progetti di tirocinio per l’inclusione e altri progetti di prossimità. Una volta individuati i destinatari del ReD, dopo una meticolosa istruttoria su piattaforma informatica, questi sono inviati dal Comune di riferimento, grazie ad un’equipe multi professionale, coadiuvata dal Servizio Sociale professionale e dal Centro per l’Impiego territoriale, a definire il proprio Patto Individuale di Inclusione Sociale Attiva. Ogni patto individuale contiene sia gli obiettivi di inclusione, sia altri obiettivi mirati a ridurre il rischio di marginalità per l’intero nucleo familiare. Il patto tiene conto delle preferenze e dei fabbisogni del richiedente, anche rispetto all’adeguatezza tra il soggetto e il tipo di progetto di tirocinio

ReD quali tirocini e come proporli. Possono proporre progetti di tirocinio per i beneficiari del ReD, tutti i soggetti pubblici e privati con personalità giuridica (con esclusione, dunque, delle persone fisiche), dotate di autonomia operativa e che abbiano almeno una sede operativa sul territorio regionale pugliese. Tra gli Enti Pubblici che possono presentare manifestazioni di interesse per i tirocini, a mero titolo esemplificativo, ci sono: le ASL, le Aziende di Servizi alla Persona, gli Istituti scolastici, le Istituzioni Museali, le Agenzie pubbliche, i Consorzi tra i Comuni, le altre Aziende pubbliche. Essi andranno a popolare un Catalogo di Ambito Territoriale distinto in 3 sezioni: – Tirocini per l’inclusione: Soggetti pubblici; – Tirocini per l’inclusione : Soggetti privati; – Progetti di sussidiarietà e prossimità nelle comunità locali: Soggetti Privati. Ciascun soggetto proponente definisce le sedi di svolgimento del progetto e dei relativi tirocini. Ogni sede indicata verrà automaticamente attribuita nel Catalogo dei “Progetti di tirocinio per l’inclusione sociale e Progetti di Sussidiarietà” dell’Ambito territoriale in cui è ubicata la stessa. La presentazione del progetto avviene esclusivamente mediante piattaforma informatica dedicata nel Portale
http://www.sistema.puglia.it/red.

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT

Red, Caroppo: “Milioni per la macchina, neanche 1 euro ai cittadini” ultima modifica: 2017-03-01T20:04:58+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Dany

    Bla bla bla, ma quando finiranno tutte queste prese in giro e sperperio di denaro pubblico e fondi europei, compresi sti altri ed ennesimi corsi di formazione e progetti del nulla…
    E pensare che abbiamo dei tecnici alla Regione che sono pagati per questo, non parlando del personale competente locale, stiamo apposto!
    Una sola parola: Basta, serve una svolta radicale e Rivoluzione sociale


  • bla bla

    Non e’ vero che si viene incontro ai fabbisogni dei richiedenti tantevvero che l’elemosina che danno non copre ne’ i costi di spostamento ne’ x pagare personale che tenga i bimbi nelle ore di lavoro.Che c…….serve ? A fare mangiare i soliti.Poi , perche’ il personale dei servizi sociali valuta i ragazzi e non il personale che gia’ esiste dell’ufficio di collocamento?e la storia gia’ si puo ‘ intuire….


  • ciro

    e’ tutta pubblicita’ niente di sostanzioso per il popolo.


  • MammaGuerriera

    Sono una dei beneficiari “a chiacchiere” fino ad ora. 3,5 milioni di euro ad agenzie che dovrebbero valutare chi ? Cosa ? Ma quali competenze e professionalità si arrogano o gli vengono riconosciute da chi ?
    Agenzie che tra l’altro non dovrebbero neanche esistere, sono obiettivamente illegali e qualcuno ha avuto il coraggio di renderle lecite. Speculare sui precari, sui bisognosi o sfortunati, ma che se lo vadano a trovare anche loro un lavoro !
    Nei CPI, sparsi capillarmente su tutto il territorio, c’è tanta gente che sarebbe ben felice di fare il suo lavoro, che incontra ogni giorno gente disperata, che ha competenza e sarebbe felice di rendersi utile. A chi servono queste agenzie ? Ma quando si decidono a chiuderle ?


  • Dany

    Ma che teatrino!
    Fanno lavorare qualcuno in quegli uffici, perché fino ad adesso…
    Gente incompetente piazzati lá da qualche politico o sindacati; certi uffici come il Cpi dovevano pure chiudere per mancanza fondi, ed ora hanno trovato delle risorse dai fondi europei, ma quanto ci sveglieremo tutti, solo si festeggia in questo paese.

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