Cinema

Romanzo di una strage – M. T. Giordana, 2012


Di:

Marco Tullio Giordana

Marco Tullio Giordana (fonte: ilcinemaniaco.com)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: Romanzo di una strage
Nazione: Italia, Francia
Genere: drammatico, storico

CAVALCANDO la modaiola tendenza, non esclusivamente italiana, radicata tra ipotesi complottiste e scetticismo anti-Stato, Marco Tullio Giordana, noto ai più per il successo de La meglio gioventù, si cimenta per il suo ultimo lavoro nel recupero di una ben nota tragedia della storia italiana, la strage di Piazza Fontana a Milano del 69, ripercorrendone le dinamiche che l’hanno preceduta e seguita e proponendone interpretazioni su autori e intenzioni. Ci prova con un cast di attori dalla recente consolidata carriera, aggiungendo un nuovo titolo al già lungo e inflazionato elenco del cinema storico-politico impegnato italiano.

Come tristemente prevedibile, dal giorno di uscita nelle sale le polemiche e il chiacchiericcio da salottino televisivo stanno occupando la scena attorno al film di Giordana, confermandone l’esigenza sociale che è forse – e ancora una volta: tristemente! – dietro l’operazione. Gioco fin troppo facile, è difficile escludere una mirata compiacenza del regista nella scelta del tema e della trattazione, nient’affatto nuovo a drammi irrisolti su volti e accadimenti del passato – e pertanto di indiscutibile fascino sul grande pubblico. La temuta ruffianeria da un lato e la necessità della massa di crogiolarsi nel dipinto di un mondo minaccioso da cui ben guardarsi e di cui parlottare col vicino d’appartamento sono, tuttavia e per fortuna, disgiunte dall’analisi filmica, che premia o condanna restando felicemente oltre i confini della terra dei dibattiti, spesso sterili, sui contenuti e, talvolta, delle intenzioni.

Romanzo di una strage - Locandina

Romanzo di una strage - Locandina

Romanzo di una strage, tratto liberamente dal libro di Paolo Cucchiarelli Il segreto di Piazza Fontana, è cinema italiano con la C maiuscola, anche se non in grassetto.
Già abituati ai validi lavori de I cento passi e La meglio gioventù, non si viene sorpresi dalla fattura di questa bella pellicola, che cattura e intriga fino ai titoli di coda senza un passo falso per oltre due ore. E’ merito di una sceneggiatura molto ben calibrata, aiutata dalla numerosità dei fatti ma diligente nella cernita e nel dosaggio. Come accade già in altre opere contemporanee italiane a sfondo storico-politico, appare sempre minacciosa l’ombra del retaggio televisivo, della formazione d’impianto didascalico, ma Giordana è in grado di superarla di quel tanto da farla dimenticare o assolvere, ed il rischio di stare assistendo ad una moralistica e didattica fiction della RAI è largamente scongiurato. Non c’è, tuttavia, ancora un’idea completa di cinema, di narrazione radicata nella cinefila necessità di emozionare per il come più che per il cosa, ed a fronte di momenti quasi intensi, visivamente cinematografici per soluzioni di inquadrature o montaggio, ve ne sono altri più descrittivi, quasi giornalistici, che dicono ma non trasmettono all’anima.

L’intera compagine degli attori è ben scelta e riesce nel suo compito con discreti risultati, ma, in franchezza, contro ogni volontà comune di rendere star alcuni interpreti di “largo consumo”, siamo ben lontani dall’eccellenza. Valerio Mastandrea è un umano commissario Calabresi, ma recita con dignità giacché sottotono, svelando ancora una volta i limiti delle sue abilità interpretative, a proprio agio solo nel solito personaggio sotto le righe; il Pinelli-Favino sembra attore più consumato e abile, ma, al contrario di Mastandrea, tende spesso ad un istrionismo non sempre adeguato; e poi Luigi Lo Cascio, che si preferisce ricordare ne I cento passi; Fabrizio Gifuni, con un Aldo Moro astratto e surreale ma non chiarissimo; Laura Chiatti, ai minimi sindacali. Paiono eccellere, invece, personaggi minori come il questore Marcello Guida (Sergio Solli).

Cinema per tutti, provocatorio nelle sue licenze interpretative e ricco di strizzatine d’occhio a certa fascia di pubblico, ma finalmente Cinema, almeno nelle intenzioni se non costantemente nei risultati.
Non ancora abbastanza lontano dalla televisione, Marco Tullio Giordana avrebbe da imparare molto dall’ultimo Michele Placido.

Valutazione: 7/10
Spoiler: 2/10

AltreVisioni

Ruggine, D. Gaglianone (2011) – grande cinema italiano in uno Stand by Me nostrano affascinante e suggestivo * 8
Il figlio più piccolo, P. Avati (2010) – un Avati poco convincente, intravisto a malapena nel personaggio del figlio. Non necessario * 5

In Stato d’osservazione

I colori della passione, L. Majewski (2011) – * 30mar
Diaz, D. Vicari (2012) – * 13apr

Romanzo di una strage – M. T. Giordana, 2012 ultima modifica: 2012-04-01T15:53:31+00:00 da Alessandro Cellamare



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