A seguito dell'inchiesta della magistratura

Scandalo Basilicata, Marsiglia: “ENI ridotta a una pattumiera”

"La motivazione era chiara e semplice, nel sommario degli argomenti dell'audizione sulle Politiche Energetiche Europee (Energy Union) che FederPetroli Italia aveva inviato"


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Roma. A seguito dell’inchiesta della magistratura di Potenza che da ieri sta investendo l’indotto petrolifero della Basilicata e che ha provocato le dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, il Presidente della FederPetroli Italia – Michele Marsiglia esce allo scoperto su alcune punti non chiari delle politiche energetiche nazionali di questi ultimi anni. Le parole di Marsiglia “Quando con FederPetroli Italia qualche anno fa lanciammo l’iniziativa ‘Operazione Trasparenza’ per far capire ai cittadini, alle comunità locali, alle pubbliche amministrazioni ed alla politica il funzionamento dell’indotto petrolifero italiano fummo bloccati, denigrati e quant’altro fino a sospendere una nostra Audizione in 10° Commissione Attività Produttive e 13° Commissione Ambiente e Territorio del Senato della Repubblica senza alcuna motivazione, siamo stati la prima Federazione chiamata in calendario audizione e l’unica mai udita. Non tutti i membri delle commissioni erano al corrente della cosa, nonostante avessimo in mano osservazioni scritte e contrarietà da esporre da parte di multinazionali dell’indotto energetico ed altre aziende rappresentate. La 10° Commissione continuava a chiederci Dossier (tra cui il Dossier Libia) ma annullava le nostre audizioni. La motivazione era chiara e semplice, nel sommario degli argomenti dell’audizione sulle Politiche Energetiche Europee (Energy Union) che FederPetroli Italia aveva inviato c’erano anche i seguenti punti scottanti e scomodi per qualcuno: ruolo dell’azienda energetica nazionale ENI, conflitti di interessi sulle autorità autorizzate al rilasciato dei permessi e concessioni ed Operazione Trasparenza nell’indotto energetico italiano. Oggi capiamo il perchè di tante cose. Chiediamo al Parlamento che intervenga in tale vicenda e che faccia chiarezza, invalidando l’Indagine conoscitiva Affare Assegnato pacchetto Energy Union inviata alla Commissione Europea, perchè priva di importanti note e problematiche sull’energia e sulle strutture in Italia. Non posso dimenticare tutte le aziende che in questi ultimi anni ho incontrato e che mi chiedevano attraverso FederPetroli Italia di entrare nell’affare Tempa Rossa, ma allontanavo le possibilità perchè alcune cose non erano chiare, nonostante il buon nome della TOTAL.

Hanno infangato il nome della FederPetroli Italia e del sottoscritto, con offese e diffamazioni ma abbiamo sempre deciso di non avviare nessuna azione, tanto prima o poi sarebbe venuto alla luce il tutto. Il problema non era solo la Basilicata ma anche altre location italiane come l’Abruzzo, ecco il perchè di tanti importanti progetti petroliferi bloccati, si pensa, da comitati No Triv e Ambientalisti, mentre erano forze interne al sistema che bloccavano il tutto, facendo ricadere colpe su ambientalisti, regioni, provincie e comuni”.

Il Presidente Marsiglia continua in merito al ruolo dell’ENI “Ho sempre difeso l’ENI, è l’azienda che ha creato il mio background petrolifero, l’ho sempre considerata un gioiello dell’economia energetica mondiale ma non ho mai risparmiato di denunciare il ruolo sbagliato dell’ENI con le aziende dell’indotto italiano e non solo. Ho sempre detto che l’ENI deve svolgere un ruolo di Madrina e non di matrigna. Hanno ridotto l’ENI una pattumiera, un gioiello di cui tutti in Italia, dovremmo essere fieri”. “Adesso basta. E’ il momento di mettere uno stop, chiaro e definito, accreditando aziende sane in tutti i sensi e rivedendo le politiche nelle procedure fornitori, investendo in settori strategici italiani, con uno sviluppo sostenibile, meno inquinamento e risorsa umana italiana. La Politica Energetica Nazionale va ridisegnata e delineato anche il ruolo dell’azienda energetica di Stato, che non è l’ENI di ‘qualcuno’ ma è l’ENI di TUTTI. Quando dichiarammo che la Basilicata era un pozzo nero irreversibile, forse avevamo un pò di ragione!” in conclusione Marsiglia.

Redazione Stato Quotidiano.it

Scandalo Basilicata, Marsiglia: “ENI ridotta a una pattumiera” ultima modifica: 2016-04-01T11:26:48+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    INCHIESTA PETROLIO: CODACONS LANCIA AZIONE COLLETTIVA CONTRO TOTAL E GOVERNO E INVITA CITTADINI A BOICOTTARE POMPE DI BENZINA TOTAL

    ASSOCIAZIONE CHIEDE DI ABROGARE SUBITO EMENDAMENTO DELL’EX MINISTRO GUIDI

    L’emendamento voluto dall’ex Ministro Federica Guidi al centro dello scandalo portato alla luce dalla magistratura di Potenza, deve essere immediatamente annullato, e i partiti di ogni colore politico devono unirsi contro la lobby del petrolio e indire un referendum abrogativo della norma. Lo chiede il Codacons, che lancia oggi una azione risarcitoria contro il Governo e la Total.

    “Da quanto emerso in queste ore appare evidente l’intenzione dell’esecutivo di favorire la compagnia petrolifera – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo produce un danno diretto ai cittadini, sia sul fronte economico che su quello ambientale, perché un singolo operatore del mercato ha potuto godere di illegittime agevolazioni grazie a rapporti di parentela con un ministro della Repubblica. Per tale motivo gli utenti italiani possono oggi costituirsi parte offesa nel procedimento penale e chiedere un risarcimento danni nei confronti del Governo e della Total, attraverso la pagina che sarà pubblicata oggi sul sito http://www.codacons.it”.

    Il Codacons lancia infine il boicottaggio del marchio Total, ingiustamente favorito dal Governo nella vicenda dei lavori per il centro oli in contrada Tempa rossa, e invita i cittadini a non effettuare rifornimento di carburante presso i distributori della nota compagnia petrolifera, come forma di protesta per il grave scandalo lucano.

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