Foggia
"I dipendenti della Biblioteca Provinciale e le loro famiglie vivono esattamente lo stesso travaglio dei mesi scorsi"

Vertenza “La Magna Capitana”, Landella: spingere per soluzione

"Oggi, dunque, è tempo di abbandonare la fase delle promesse affinché innanzitutto la Regione Puglia apra, finalmente, quella della concretezza sul piano delle azioni da mettere in campo"

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Foggia. «Per senso delle istituzioni in queste settimane ho evitato di rilasciare dichiarazioni sul futuro della Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana”, anche perché fiducioso che alle parole e agli impegni assunti dall’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese, seguissero i fatti. Purtroppo, però, con rammarico sono costretto a constatare che ad oggi nulla di ciò che è stato promesso ha trovato concreta realizzazione e la nostra biblioteca sembra avviarsi mestamente verso un futuro di ridimensionamento significativo in termini di numero e qualità dei servizi erogati alla comunità della provincia di Foggia. I dipendenti della Biblioteca Provinciale e le loro famiglie, infatti, vivono esattamente lo stesso travaglio dei mesi scorsi, senza che vi sia stato un solo passo in avanti verso gli obiettivi che Piemontese aveva indicato in modo imperativo, peraltro in aperta polemica con coloro i quali – compreso il Direttore della Biblioteca Provinciale, Franco Mercurio – avevano la sola colpa di avanzare perplessità e preoccupazioni circa la reale fattibilità del “salvataggio” de “La Magna Capitana” e conseguentemente dell’intera platea dei suoi dipendenti annunciato dall’assessore regionale al Bilancio.

È una riflessione che sviluppo nella profonda convinzione che attorno al destino della Biblioteca Provinciale, messo in discussione dalle sciagurate conseguenze della riforma “Delrio”, fosse necessario ieri e sia ancor più necessario oggi usare parole di verità, senza alimentare aspettative o speranze che corrano il rischio di essere deluse. All’esito della riunione congiunta dei Consigli comunale e provinciale dedicata proprio a questa vicenda, ebbi modo di apprezzare il profilo tenuto sulla questione dall’assessore regionale alle Politiche Agricole Leonardo Di Gioia, il quale in quella sede evitò facili assicurazioni preferendo dimostrare correttamente un atteggiamento più pragmatico e coerente con le reali prospettive di lavoro del governo regionale. Un profilo che non tutti hanno considerato doveroso adottare nel rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori in ansia per il futuro della struttura. Allo stesso modo devo constatare con rammarico che gli organi di vertice politico della Provincia di Foggia, l’Ente che più di ogni altro dovrebbe avere a cuore il destino della Biblioteca “La Magna Capitana”, pare non abbiamo avvertito il dovere di inserire questo tema in cima alla loro agenda delle priorità politiche, facendola scivolare rapidamente in fondo al cassetto. Un atteggiamento inspiegabile, perché l’Amministrazione provinciale avrebbe dovuto essere in prima fila non soltanto nel sollecitare la Regione Puglia a chiarire in modo puntuale la sua strategia operativa ma anche nel richiedere la promozione dell’apertura di quel tavolo di confronto con il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo finalizzato a dare corso ad una “statalizzazione” della Biblioteca Provinciale. Percorso, questo, che i parlamentari Michele Bordo e Colomba Mongiello avevano ipotizzato ed al quale avevano lavorato e sul quale le Assemblee consiliari di Comune e Provincia si erano espresse favorevolmente in modo ufficiale e formale.

Oggi, dunque, è tempo di abbandonare la fase delle promesse affinché innanzitutto la Regione Puglia apra, finalmente, quella della concretezza sul piano delle azioni da mettere in campo. Da questo punto di vista torno a rimarcare come la strada dell’intesa con il Ministero guidato da Dario Franceschini appaia al momento l’unica realmente percorribile e come, in quest’ottica, sia urgente imprimere una netta accelerazione, evitando che questo ritardo renda impraticabile l’opzione migliore, più concreta e con la più larga condivisione politico-istituzionale».

Redazione Stato Quotidiano.it



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