Manfredonia

Contratto d’Area: le industrie che resistono. Lauriola: “Puntare su porto e ferrovia”


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Sede Sealed Air Mf (St)

CdA, sede Sealed Air Mf (St)

Tre storie. Tre interpretazioni imprenditoriali diverse: successo, fallimento e voglia di andare avanti. Tre volti di un Primo Maggio, la festa dei lavoratori, che di anno in anno diventa sempre meno festa.

di Pasquale Gatta

Monte Sant’Angelo – IL Contratto d’area è stato un fallimento o una vittoria per questo territorio? Credo che sarà sempre più difficile rispondere a questa domanda. Al di là della soggettività, ildiariomontanaro.it analizza, dati alla mano, una delle realtà industriali più grandi di tutto il Mezzogiorno raccontandovi storie di aziende che ce l’hanno fatta, aziende che “resistono” e aziende che si sono arrese. Tre le aziende analizzate: la Sangalli Vetro, della Sealed Air e della Mdj Film. In attività. Revocata. Fallimento. Liquidazione. Crisi aziendale. Società fusa. Se si legge la relazione “Il Contratto d’area, risultati e prospettive” (dicembre 2010) ( Focus), saltano subito all’occhio moltissime di queste “diciture”. Ma andiamo per ordine.

IL CONTRATTO D’AREA – “Il Contratto d’Area, disciplinato dalla legge 23 dicembre 1996 n. 662, è uno strumento negoziale con la finalità specifica di recuperare, bonificare e riconvertire la produzione di vaste aree industriali dimesse, attraverso la promozione di nuove attività produttive e la riqualificazione e rioccupazione del maggior numero di lavoratori espulsi dai processi di ristrutturazione e di dismissione aziendale.” – si legge nella relazione. 3 i protocolli aggiuntivi messi in atto.

L’OCCUPAZIONE – Dal 1999 al 2003 il trend dell’occupazione nell’ambito del Contratto d’area è complessivamente cresciuto (in quattro anni si è passati da 220 a 1.570 occupati), per poi stabilizzarsi. Nonostante questo andamento positivo, al 31/12/2003 risultavano occupate 1.570 persone contro le 3.173 previste per la stessa data, cioè solo il 49%.

L’AZIENDA CHE CE L’HA FATTA – “SANGALLI VETRO”. La Sangalli Vetro si è insediata nel 2001 e vanta circa 200 dipendenti (è l’azienda più grande per estensione e per numero di dipendenti, ndr). È la spina dorsale di tutto Contratto d’area, specialmente dell’area industriale di Monte Sant’Angelo. L’azienda si è insediata con il vetro float, successivamente con la realizzazione dello stabilimento delle seconde lavorazioni del vetro. Dall’anno scorso con la produzione del magnetronico, vetro tecnologicamente avanzato a risparmio energetico e con il Sangalli vetro satinato. Non ha utilizzato cassa integrazione. Anche nei momenti di crisi ha fatto investimenti in ambiente e sicurezza.

L’AZIENDA CHE RESISTE – “MDJ FILM”. La Mdj fa parte del gruppo Syrom (con sede centrale a Vinci, in Toscana) e produce film per nastri adesivi. Attualmente ha 41 dipendenti (ne aveva 49. 8 sono stati messi in mobilità). Produce il 50% per la casa madre e il restante posizionato direttamente sul mercato. La difficoltà della Mdj è dovuta al costo della materia prima, il granulo che sarà fornito grazie ad un accordo con la multinazionale Treofan. Strategia che dovrebbe rilanciare l’azienda. Il piano di ristrutturazione prevede 350 mila euro di abbattimento dei costi fissi, il consolidamento delle 40 unità e l’attività produttiva su Manfredonia. Per “salvare” la Mdj sono stati attivati tutti gli ammortizzatori sociali. Fondamentale è la volontà di un’azienda non del territorio, ma che ha investito e vuole rimanerci.

L’AZIENDA CHE NON CE L’HA FATTA – “SEALED AIR”. La società americana (con stabilimenti in Inghilterra, Francia e Milano) si occupava di produrre film plastici per alimenti e packaging. Aveva circa 80 dipendenti. 2 anni fa le prime avvisaglie. 20 persone in mobilità. Da 80 a 60. Nel frattempo ha continuato a perdere economie. In 10 anni ha prodotto perdite per oltre 1 milione di euro l’anno. Nonostante il piano di ristrutturazione e il piano di costi, l’azienda chiudeva il 2010 in perdita e, al 31 dicembre 2010, la società americana comunicava l’intenzione, poi concretizzata, di chiudere definitivamente (probabilmente ha deciso di andare a produrre in Egitto). I motivi che hanno indotto la società a lasciare sono il costo delle materie prime, il costo dell’energia e la mancanza di infrastrutture e servizi. Tre storie. Successo, fallimento, voglia di andare avanti. Tre volti di un Primo maggio, la festa dei lavoratori, che di anno in anno diventa sempre meno festa.

(A cura di Pasquale Gatta, redazione ildiariomontanaro.it)
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Il segretario provinciale della Filctem Cgil Gino Lauriola

L’INTERVISTA


Lauriola (Filctem Cgil): “Le amministrazioni non si rendono conto del potenziale del settore industriale”. “Il porto e la ferrovia possono diventare elementi di svolta per questo settore”

Ildiariomontanaro.it ha intervistato Luigi Lauriola, segretario provinciale Filctem CGIL Foggia (Federazione Italiana lavoratori chimici, tessili, energie, manifatture), da anni interessato agli sviluppi lavorativi e sindacali del Contratto d’Area di Manfredonia-Monte Sant’Angelo e Mattinata.


Il contratto d’aria è stato un fallimento?
“Assolutamente no. Il contratto d’area è stato un investimento lungimirante ma dopo una crisi così forte, che ha attraversato tutto il mondo, sicuramente si sono avute delle defaillance. Queste situazioni sono ascrivibili a delle situazioni locali in merito a infrastrutture che specialmente in parte del contratto d’area non sono ancora oggi presenti e alla crisi di mercato che si è avuta.”

Quanto è importante l’industria per il territorio di Monte Sant’Angelo e per quello provinciale?
“L’industria per il territorio di Monte Sant’Angelo è importantissima, anche se non ce ne rendiamo conto. Nella nostra zona industriale abbiamo oltre 800 dipendenti. Abbiamo una zona industriale che è una parte di sbocco non solo per il nostro territorio così come l’abbiamo configurato tra Mattinata-Monte Sant’Angelo-Manfredonia, ma è una parte di sbocco naturale per tutta la Capitanata. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo un porto alti fondali e un asse ferroviario che sicuramente ci possono mettere in connessione con il resto del mondo. Noi, come Cgil-Cisl-Uil continuiamo a rivendicare la necessità da parte delle istituzioni e del territorio locale di una maggiore attenzione specialmente nelle infrastrutture materiali, come la manutenzione del porto alti fondali, la riattivazione del tratto ferroviario Frattaruolo-Manfredonia e dell’interconnessione con Foggia. Non dimentichiamo che negli assi che si dovranno sviluppare abbiamo il corridoio 1 che si deve intrecciare col corridoio 8. Ciò significa aprire il porto a tutti i paesi dell’Est per andare nel Nord Europa. Bisognerebbe sfruttare queste grandi opportunità.”


Cosa possono o dovrebbero fare le amministrazioni locali?

“Le amministrazioni, o meglio l’amministrazione di Monte Sant’angelo, non si rende neanche conto del grande potenziale di questo settore. Manfredonia in realtà è presa da una fase storica che l’ha sempre caratterizzata: da una parte l’industria, dall’altra il turismo. In realtà noi non vediamo una grande presa di posizione a favore dell’industria, soprattutto per 2 opere, che noi riteniamo fondamentali per il rilancio della Capitanata, che sono il porto alti fondali e l’interconnessione modale con la ferrovia. Abbiamo da sfruttare necessariamente una grande potenzialità con la retro portualità di cui nessuna parla e, quindi, si dirotta su altre situazioni.”

Quindi non c’è la giusta attenzione per l’industria?
“Io credo che non si possa vivere di solo turismo.”

(A cura redazione ildiariomontanaro.it)

Contratto d’Area: le industrie che resistono. Lauriola: “Puntare su porto e ferrovia” ultima modifica: 2011-05-01T19:01:56+00:00 da Redazione



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Commenti


  • ristoratore

    con i soldi a fondo perduto del contratto d’area destinati ad un inutile porto turistico, potevano essere sfruttati meglio magari recuperando quello industriale.


  • Il Sipontino

    Come già scritto su queste colonne in precedenza, il Porto Alti Fondali di MANFREDONIA con la costruzione del TERZO BRACCIO sarebbe la soluzione unica affinché il nostro territorio, martoriato da una profonda crisi che dura ormai da più di 20 anni, riviva lo splendore economico degli anni 70-80 e che i suoi padri 2000 anni fà le avevano dato puntato tutto sui traffici marittimi. Mi rende orgoglio, il vedere i cugini di Monte Sant’Angelo interessarsi al Porto Alti Fondali di MANFREDONIA e mi desta preoccupazione. Preoccupazione per il fatto che fuori si dia l’impressione di sottovalutare questa immensa risorsa che la Citta di MANFREDONIA ha.
    Per quando riguarda il Contratto d’AREA (ARIA?), non riesco a vedere e a capire la lungimiranza, vedo solo 1000 miliardi stanziati dalla comunità e per la comunità locale (Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata). Certo come tutto anche qui non bisogna demonizzare quello che di buono è stato fatto. Forse una scelta più attenta del tessuto produttivo avrebbe veramente visto con lungimiranza questo Contratto d’Area. Un tessuto produttivo che doveva venire e deve venire dal nostro territorio. Noi ricchi di materia grigia.

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