Manfredonia

Porto turistico, 747 barche in attesa d’ormeggiare


Di:

Manfredonia – RIUSCIRE a trasformare il territorio, a proprio vantaggio, è una capacità insita degli esseri viventi. Come gli uomini, gli animali sono soliti trasformare il proprio habitat naturale per assolvere alle loro esigenze. Riuscire a plasmare il terreno per costruirvi delle tane come le talpe, o perforare le rocce marine per i molluschi, consente un’azione di trasformazione dell’assetto naturale perseguita da millenni. Di recente si è visitato il museo del mare di Genova; lungo il percorso della mostra si spiega indirettamente, partendo da tavole pittoriche risalenti sin dal ‘400 del secolo scorso, la trasformazione della costa del porto ligure. I genovesi hanno avuto la capacità di definire un nuovo tratto costiero intervenendo con darsene e porti prima inesistenti. Manipolando quel habitat naturale a loro consentito c’è stata l’evoluzione di una città marinara; impressionante il lavoro svolto sin dal Rinascimento: tra sbancamenti di terra e costruzioni di darsene. I dipinti che storicizzano ogni intervento di manomissione equivalgono ad una sequenza in stile satellitare: passo dopo passo si recinta un pezzo di costa, si svuota l’acqua all’interno e si creano nuove protesi marine. L’affaccio al mare, Genova lo ha conquistato.

I TRE PORTI DI MANFREDONIATre volte Manfredonia si è affacciata sul mare: porto vecchio, porto industriale ed ora porto turistico. La Marina del Gargano, questo il nome del nuovo porto turistico di Manfredonia e che si inaugurerà nei primi mesi del 2013, è un intervento notevole tanto dal punto di vista dell’investimento economico quanto progettuale; l’importo dei lavori è pari a 58 milioni di euro di cui il 33% pubblico ed i restanti della GESPO, cordata di investitori privati. Partendo da questo primo punto di riflessione si potrebbe motivare l’audacia degli imprenditori pronti ad investire in un territorio già arso d’economia. Sì è parlato anche di una “scommessa” riguardo al buon esito del progetto, nonostante le stesse (scommesse) appartengano solo ai tavoli da gioco. Pianificare, valutare e stimare la fattibilità con un business plan non è infatti un azzardo ma una certezza, con variabili negative che si cercano di eliminare sin dal principio del progetto. Immaginare di voler attuare un’idea di tale portata senza contenuti di indicazioni di mercato, concorrenza, strategia di marketing e piani di sviluppo futuro, è solo una chimera. Non bisogna avere lungimiranza sul futuro ma costruire un presente eliminando il futuro incerto.

POSSIBILITA’ D’ORMEGGIO PER BARCHE FINO AI 60 METRI Il bacino di utenza del nuovo porto turistico di Manfredonia sarà pari – da progetto – a 747 barche, distribuite in due moli distinti a vela e a motore; attività commerciali e rimessaggio faranno da sponda alle stesse. La Marina sarà dotata inoltre da un rimessaggio coperto con travel lift e piattaforma di atterraggio per elicottero. Il tipo di target a cui si rivolge il porto è orizzontale: l’intento è quello di lavorare ad un livello medio-alto d’imbarcazione; ciò vuol dire che potranno ormeggiare barche sino a 60 m di lunghezza ma non gommoni, come a dire che si dovrebbe avere un parcheggio di Ferrari galleggianti sul mare. Un tipo di intervento che dovrebbe originare di conseguenza un indotto di economia derivata dal sostentamento di questo tipo di natanti: meccanici per i motori, tappezzieri per gli interni, logistica di cantiere, vele da costruire ed equipaggi da mantenere a bordo. Veicolare e non perdere un’eredità di mare che appartiene al territorio cittadino: questa la vera scommessa.

UN POLMONE VERDE DI OLTRE 11 MILA METRI QUADRI – VERSO UN PROLUNGAMENTO DELLA PASSEGGIATA SUL MARE – La composizione architettonica del porto turistico si compone essenzialmente di due banchine: l’una aggangiata al molo di Ponente, per l’attracco delle barche a vela, l’altra come prosecuzione a mare del lungomare del Sole sipontino. Si attestano su questi lati servizi tecnici, negozi, ristoranti, parcheggi privati, bar, velerie, broker nautici, yacht club. L’entrata è caratterizzata in testa da un edificio per uffici sospeso su pilastri, una soluzione questa che non dovrebbe interrompere la vista ai visitatori del mare. Infatti una caratteristica peculiare della progettazione attuata per questo intervento è stata quella di eliminare il più possibile qualsiasi forma di barriera visiva in rapporto con il mare. Tutto il porto è visitabile per entrambe le banchine lunghe 300 mt senza alcuna interruzione di vigilanza; questo dovrebbe consentire ai cittadini-visitatori di camminare indisturbati lungo tutto il porto turistico, assicurando una permeabilità con la città difficile da trovare in altre marine. Una fascia di verde concilia il distacco dell’entrata principale sviluppando un polmone verde di oltre 11mila mq, pareggiabile quasi alla pineta di Siponto! Verde che sarà gestito dalla Gespo ad usufrutto di tutti. Il soleggiamento sarà risolto con una copertura leggera che coprirà la passeggiata lungo i servizi delle banchine, riprendendo l’idea di vela delle imbarcazioni. In questo modo dovrebbe realizzarsi un prolungamento del lungomare sipontino dove la passeggiata in riva al mare dovrebbe correlarsi con il porto turistico. Facile ipotizzare famiglie, sportivi, e persone in bicicletta che scorrazzano dalla primavera all’autunno inoltrato avendo a disposizione 600 mt in più di camminamento a ridosso dell’acqua.

PORTO O BALNEAZIONE – Questi gli aspetti che riguardano l’intervento tanto dal punto di vista economico quanto progettuale; altro è il sentimento di una costa che viene a mancare per la balneazione nel tratto in questione. Intervengono memoria di un luogo che non sarà più, amarezza per ciò che era. Valori di rispetto che devono essere considerati in virtù di una società che desidera avere il bene comune per tutti. Questo il bene comune per tutti. Ora cancelliamo tutte le riflessioni che ne sono seguite: la tipologia di progetto, il suo inserimento nel contesto, il parterre di verde annesso, le 747 barche, i servizi, le attività commerciali, il battage pubblicitario che ne deriverebbe per il territorio. Ecco:non abbiamo più nulla!

Annibale disse: noi troveremo una strada o la costruiremo.

Porto turistico, 747 barche in attesa d’ormeggiare ultima modifica: 2011-05-01T14:04:15+00:00 da Francesco Trigiani



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • ristoratore

    noi cittadini volevamo il mare, ci avete scippato un pezzo della città marinaresca.

    ma chi cacchio viene in questa città priva di tutto?

    il porto privo di infrastrutture e senza mare decente è destinato a fallire.

    Manfredonia la città dei porti vuoti


  • ZORRO

    EH CIRCA UN TERZO DELLA POPOLAZIONE SENZA LAVORO….GRAZIE!!!!!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This