Manfredonia
"A Manfredonia gli ultimi ricordi della Festa del lavoro si fermano alla fine dell’esperimento del Contratto d’area"

La festa del lavoro perduto

"Dall’industria abiurata, alla pesca svigorita, all’agricoltura ignorata, al porto tradito e via via a cascata a qualsiasi altra attività cosiddetta indotta, artigianato in prima fila, tutto è finito nel mare magnum del disfacimento"

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Manfredonia. Il calendario annuale, all’1 di maggio, assieme all’indicazione del santo del giorno, san Giuseppe artigiano, annovera anche “Festa del Lavoro”. Una ricorrenza, quella riferita al Lavoro, da tempo ormai, almeno una dozzina di anni, privata a Manfredonia del significato che ha espresso e celebrato dal 1886 quando venne istituzionalizzata a Chicago da dove si è poi estesa in tutto il mondo.

A Manfredonia gli ultimi ricordi della Festa del lavoro si fermano alla fine dell’esperimento del Contratto d’area innestato su quello Anic-Enichem. Quando il lavoro c’era e c’erano i lavoratori. E c’era anche la Festa del Lavoro. Le varie sigle sindacali facevano a gara a esporre i rispettivi potenziali di iscritti. Le piazze gremite di lavoratori in festa con bandiere e vessilli, le vie principali della città percorse con grande sfoggio di slogan inneggianti al lavoro. Fotografie ormai sbiadite, se non bruciate.

Da allora, appena ieri, tutto è andato a scatafascio. Le iniziative lavorative cessate o abolite, non sostituite da altre che assicurassero i medesimi standard occupazionali se non li potenziassero. Dall’industria abiurata, alla pesca svigorita, all’agricoltura ignorata, al porto tradito e via via a cascata a qualsiasi altra attività cosiddetta indotta, artigianato in prima fila, tutto è finito nel mare magnum del disfacimento, della decadenza dove anche la speranza vacilla. Che non si pensasse ad una festa del Lavoro è stato pertanto conseguenziale. Di quella celebrazione dell’aspirazione prima e naturale dell’uomo, sono rimasti i proclami aulicamente vuoti, diffusi nel vano tentativo di coprire un vuoto incolmabile, di distrarre o nel migliore dei casi rinviare le attese sine die.

Da diversi anni ormai si celebra la perdita di occupazione. L’ultima in ordine di tempo, quella della “Silac” (attesa per l’ufficialità delle decisioni,ndr). Stessa sorte è toccata alla fabbrica “Manfredonia vetro”, altra prestigiosa attività industriale resa tale dal lavoro delle maestranze locali, finita “trasferita” al nord. Non meno dissimile è stata la sorte di quei lavoratori impiegati nell’Oasi lago Salso finiti anche loro sul lastrico.

Sono solo alcuni esempi di una corposa lista di attività produttive che hanno dato vigore all’economia non solo locale, mantenuto acceso il lumino della speranza, ma finite cassate brutalmente senza che nessuno abbia alzato un dito. In barba ai consistenti soldi pubblici investiti. Di quella legione di una sessantina di aziende localizzatesi su questo territorio, ne è rimasto uno sparuto manipolo peraltro in affanno. E all’orizzonte non si vede alcun fil di inversione di prospettiva. Le “autorità preposte” nicchiano, affaccendate in ben altre faccende incuranti delle colpe accumulate. Anche i sindacati sono spariti, hanno rinunciato a quella funzione di sprone, di proposizione, di confronto che è (era?) nel loro dna.

A Manfredonia il Primo Maggio non sarà festa del lavoro. Ci si affiderà all’eco proveniente da altre realtà della provincia dove il Lavoro si può festeggiare secondo lo slogan “Lavoro. Le nostre radici. Il nostro futuro”. , è la domanda che sale forte dal popolo dei disoccupati.

(Inviato da Michele Apollonio, Manfredonia 01.05.2017)



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Commenti


  • svolta

    Sono diverse volte che faccio un giro in bici sul porto “Terra Rossa” ed ho riscontrato uno spettacolo , indecente…. buste di spazzatura a più non posso, scarti di reti da pesca, bottiglie e cocci di vetro, per non parlare quello che c’è tra gli scogli.
    Che centra quanto detto con l’articolo…. è presto detto: anche in questo caso si può affermare che il lavoro c’è e che sono i posti di lavoro che non si vogliono creare…..Mi dico tra me e me, ma fra i tanti soldi che l’A.P. gestisce è mai possibile che non si può dare l’incarico ad un addetto che provvede alla pulizia….. e pensare che la stessa A.P. ha fatto lavori di manutenzione rendendo maggiormente fruibile alla comunità gli spazi portuali dotandoli anche di belle panchine in pietra….. camminamenti….spazi occupati tra l’altro dall’immondizia sopra detta, e che certamente nessuno si siederà a vedere e sentire tutto questo scempio….. (qualche cestino porta rifiuti forse era il caso di metterlo)
    E’ il caso di dire ma ci siete o ci fate…. risposta inequivocabile a mio avviso: ne ci siete e tanto meno fate….. Svegliatevi che il sole è alto e dopo il sole pagante (soldi a gogò) arriveranno le stelle…… sperando che cambi la musica.
    Se c’è un responsabile che dovrebbe sovrintendere gli dico con tutta franchezza che non lo è….. e datti da fare !!!!!!!


  • Sfascio italico

    Con il PD al potere hanno distrutto il futuro della nazione, hahhno devastato lo stato sociale e hanno ridotto il lavoro come se fosse un favore e da retribuiti come gli schiavi! Che pena! Che disastro! Fanno entrare in Italia milioni di immigrati per rendere la situazione ancora più drammatica. Sotto un falso buonismo si nadcnde davvero il male assoluto per gli italiani e i giovani in primis!


  • Il domestico fa la spesa

    Speriamo di non chiudere in bellezza con il GPL!! Speriamo che questa grandissima porcata venga allontanata. Sono d’ accordo su qualche considerazione..lei parla di pesca abilità..io credo che lei non esca mai di casa non gira a piedi insomma come fanno i nostri politici. Oggi si vendevano quintali di,seppie nelle strade ecin nero e non solo seppie!_quasi tutta la vera risorsa grande del pesce di Manfredonia e’_in nero!! Chi è svilito è il cittadino onesto contrario niente e non il settore ittico!! Saluti


  • ilproletario

    Scusate, scusatemi tutti. Sarà senz’altro colpa mia, della mia età, sarà perché al primo corteo cui partecipai, il Primo Maggio di tanti anni fa, si gridava “”Pane e Lavoro!”” e a noi bambini ci mettevano in testa, con le donne, sperando che i “”celerini”” di Scelba avessero delle remore a caricare coi manganelli appunto le donne e i bambini.
    Il fatto è che ascoltando oggi, anno 2017, dopo che sono cambiati tanti Segretari di Sindacato, Ministri del Lavoro, Presidenti del Consiglio e Presidenti della Repubblica, tutti, e dico tutti, i discorsi di celebrazione sono sempre uguali e ripetitivi, ripetono le stesse parole d’ordine, gli stessi slogan, “lavoro per i giovani, sviluppo del Sud, giustizia sociale”” quasi come fossimo noi ascoltatori i colpevoli di tanto sfracello.
    SVEGLIATI ITALIA!!!


  • Il visionario

    L’ Italia e’ morta e sepolta. Chi può fugga all’estero..il peggio deve ancora realizzarsi.


  • Zi Monaco alla festa del 1° maggio 1968 a Manfredonia

    Hanno tradito il 25 aprile il 1° Maggio la Costituzione italiana e tutto il popolo italiano!


  • Bull gigolò sipontino

    A me non manca il lavoro anzi sono oberato e stanco, mica sono d’acciaio, sopperisco e tappo i buchi delle lacune altrui ma a tutto c’è un limite!


  • verità

    Speriamo di trovare un lavoro gesu aiutaci in questo privarci fin ora di diventare genitori è una ferita troppo grande nel cuore perche nn si ha la dignità di un lavoro


  • Bull gigolò sipontino

    Per fortuna la natura è stata generosa con me. Centinaia FI chiamate da Manfredonia, se fossi nato normodotati sarei stati,solo uno dei sfigati costretti a prostituirsi
    con i pezzi da 90 per ottenere un lavoro da garzone di bottega, che bello poi ad ascoltare le confidenze delle reginette.

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