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La società, in precedenza, era stata già destinataria di provvedimento di sequestro preventivo

Bancarotta fraudolenta ditta costruzioni pugliese, 2 arresti

E' quanto emerge dalla nota stampa della Procura.

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Bari. Nella giornata di ieri i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno proceduto all’esecuzione di due ordinanze cautelari ai domiciliari nei confronti di Di Leo Erasmo e Di Leo Michele, nella loro qualità, rispettivamente, di rappresentante legale e amministratore di fatto della società fallita COSTRUZIONI DILEO SRL, operante nel settore della produzione di calcestruzzo e costruzione edifici dichiarata fallita in data 14.04.2014. L’Ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari su richiesta di questa Procura della Repubblica. Gli arrestati (in concorso con altri soggetti) sono accusati di bancarotta fraudolenta, patrimoniale, documentale e preferenziale per circa tre milioni di euro. Il provvedimento restrittivo è stato emesso al termine di una complessa ed articolata attività investigativa delegata dal P.M. inquirente ai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, articolazione interna al Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, specializzata nel contrasto agli illeciti finanziari, societari e fallimentari.

Le indagini, sviluppate attraverso approfonditi e complessi accertamenti contabili, bancari e documentali nonché, attraverso assunzioni testimoniali di persone informate sui fatti, hanno permesso di far luce su un articolato disegno criminoso, ideato ed attuato dai fratelli Di Leo, posto in essere attraverso plurimi atti gestionali distrattivi del patrimonio della Costruzioni Dileo srl, aggravando, di fatto, il già conosciuto stato di dissesto.

La società, in precedenza, era stata già destinataria di provvedimento di sequestro preventivo relativo ad un capannone con annesso fondo rustico di circa 12 ettari. Unitamente ai due attinti dalle odierne misure cautelari, altri soggetti sono stati segnalati all’A.G. per le medesime fattispecie delittuose.

E’ quanto emerge dalla nota stampa della Procura.



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