ManfredoniaMonte S. Angelo
Qualche buona nuova parrebbe giungere alle cronache

Ex IBF, Contratto d’Area: barlumi di speranza in fondo al tunnel

Dal primo gennaio di quest’anno l’azienda ha riassunto 5 lavoratori a tempo indeterminato

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Monte Sant’Angelo/Manfredonia. Dopo aver assistito pressoché inermi alla desertificazione quasi totale del tessuto industriale sorto dalla stipula del Contratto d’Area, fino alla traumatica quanto assolutamente imprevedibile chiusura totale dell’impianto della San Galli vetro, qualche buona nuova parrebbe giungere alle cronache dei giorni incerti che si continuano a vivere. Le novità positive riguarderebbero l’IBF, azienda già pesantemente ridimensionata dal travagliato cambio di proprietà avvenuto ormai più di due anni fa che pur scongiurandone la chiusura, ha lasciato a casa circa il 50% dei lavoratori impiegati.

Innanzitutto ci sarebbe da rimarcare il fatto che dal primo gennaio di quest’anno l’azienda ha riassunto 5 lavoratori a tempo indeterminato (anche se per ora solo per i week-end). A riguardo, gli RSA FIOM tengono a sottolineare come dette assunzioni siano state fatte precedentemente all’entrata in vigore del job act e con tutte le tutele del vecchio articolo 18, dunque.
Inoltre sarebbe stato prolungato (previo accordo sindacale FIOM che comunque parrebbe in dirittura d’arrivo e di cui forniremo copia a breve per i nostri lettori) per altri 36 mesi il diritto di prelazione per ulteriori eventuali reintegri di ex lavoratori IBF. Pur non rappresentando una vera e propria inversione di marcia, né una svolta epocale, le novità annunciate restano comunque la prova che sindacato e proprietà stanno tentando di andare avanti, provando ad immaginare un futuro prossimo magari velatamente più roseo.

Con ciò non si possono dimenticare i tanti lavoratori epurati nei tristi momenti del grande e necessario sacrificio e pretendere di più ed in tempi più brevi non sarebbe certo un reato.

Pur dovendo tener presenti le solite congiunture economiche, crisi dei mercati, deflazione, crescita esigua, riassetto aziendale e prudenza. E un cauto ottimismo sarebbe anche giustificato se solo ci si guardasse attorno, focalizzando i tanti fallimenti (beffardi risvolti post mega fallimento della chimica industriale presente per circa trent’anni nella zona) ed ai tanti colleghi piombati nel baratro dell’incertezza per se e per le proprie famiglie da un giorno all’altro. Ma queste (purtroppo) restano altre storie, quasi sempre tristi e prive di gran finali.

(A cura di Antonio Gabriele, Monte Sant’Angelo 01.07.2016 – Redazione Stato Quotidiano.it)



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Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Sarebbe ora che i dipendenti di una azienda iniziassero a ribellarsi ed a prendersela con uno Stato che è ingessato nella corruzione e continua ad estorcere tramite tasse assurde alle imprese. Ovvio ai sindacati non conviene comunicare la verità. Sindacati che per giunta hanno entroiti pari al PIL di uno stato e non presentano bilanci.
    Carte alla mano questi soni i motivi che molte delle aziende del contratto d area hanno chiuso e de localizzato. Non è il caso dell IBF che ha avuto altri probelmi .
    Forse se i dipendenti di una azienda iniziassero a combattere al fianco degli imprenditori (non tutti) e contro una politica che a livello nazionale tutela solo multinazionali e gente di malaffare probabilmente da quel momento le cose iniziano a cambiare.
    La politica non è più all altezza di gestire la situazione di stallo e stagnante a livello nazionale. Non c’è più un caso Manfredonia. C’è il caso Italia.
    Parlano di riforme, riforme…che non fanno e faranno mai.
    Come diceva Giorgio Gaber la politica l’ unica riforma seria che potrebbe fare, è togliersi dai coglioni.

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