Foggia
"Dovrebbe saperlo l’ex sindaco Gianni Mongelli, al quale, evidentemente, fa difetto la memoria"

“Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti”, replica Giuliani

"L’attuale Amministrazione comunale, dal canto suo, ha aperto una interlocuzione – questa sì, vera e reale – con la Regione Puglia"

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Foggia. «Il rispetto e la correttezza istituzionali impongono l’onestà intellettuale di raccontare la verità quando si ricorda l’iter di vicende amministrative complesse e delicate come quella che riguarda il triste destino del progetto “Foggia Attiva – Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti” di via Galliani. Dovrebbe saperlo l’ex sindaco Gianni Mongelli, al quale, evidentemente, fa difetto la memoria rispetto alla vicenda oggetto della sua insussistente polemica nei confronti dell’attuale Amministrazione comunale.

A lui ricordo che un sindaco – che è il legale rappresentante del Comune – avrebbe il dovere di sporgere regolare denuncia quando beni di sua proprietà vengono vandalizzati. Circostanza che, nel caso di specie, non è mai avvenuta. Quando i locali di via Galliani furono distrutti, infatti, né lui né l’allora Responsabile Unico del Procedimento, l’architetto Ferdinando Corvino, avvertirono il dovere di formalizzare una denuncia contro ignoti. Semplicemente scelsero, bontà loro, di ignorare l’episodio, come se non li riguardasse e non li coinvolgesse.

Basterebbe questo particolare a certificare la strumentalità delle accuse che oggi l’ex primo cittadino muove nei confronti della Giunta in carica. Una strumentalità che trova tuttavia ulteriori conferme dalla lettura degli atti amministrativi, compresa la corrispondenza tra il Comune di Foggia e la Regione Puglia. L’ex sindaco Mongelli, ad esempio, potrebbe e dovrebbe spiegare per quale ragione – come emerge dalla documentazione – la sua Amministrazione comunale per mesi non rispose ai solleciti inviati dalla Regione Puglia per “salvare” il finanziamento destinato al progetto dopo la vandalizzazione della struttura – avvenuta per l’assenza di custodia derivante dalla lentezza con la quale durante il suo mandato furono definiti gli atti amministrativi relativi all’affidamento dell’opera – e nei quali veniva prefigurata con largo anticipo la revoca del finanziamento. Perché negli atti amministrativi – gli unici che contano davvero – non c’è alcuna traccia della “proficua interlocuzione” di cui parla l’ex primo cittadino così come non c’è alcuna traccia del “contenzioso” da lui citato.

Da questo punto di vista risulta particolarmente rilevante ricordare cosa la Regione Puglia scrisse all’allora sindaco Gianni Mongelli e all’allora RUP Ferdinando Corvino il 7 novembre 2013, lamentando il mancato riscontro alla richiesta di relazione attestante lo stato dell’arte del procedimento, trasmessa al Comune di Foggia il 27 giugno 2013. ed annunciando l’avvio della procedura per la revoca del finanziamento. Nello specifico, la Regione Puglia – concedendo all’allora Amministrazione comunale un termine di 30 giorni, scaduto invano, per la produzione della documentazione – motivò l’avvio della procedura di definanziamento con una serie di gravi e reiterati inadempimenti a carico del Comune quali “il mancato avvio della gestione dell’immobile nonostante il soggetto gestore sia stato selezionato e contrattualizzato dall’Amministrazione comunale; il mancato riscontro alla nota regionale del 15 marzo 2011, la mancata presenza del RUP all’incontro del 5 agosto 2011 convocato dalla Regione Puglia; il mancato adempimento dell’obbligo di monitoraggio dell’intervento a partire dalla scadenza del 30 giugno 2011; il mancato riscontro degli impegni assunti da parte del Comune di Foggia in sede di Conferenza di Servizi del 23 febbraio 2012; il mancato riscontro alla nota regionale del 27 giugno 2013”. Forse sarebbe il caso che l’ex sindaco spiegasse le ragioni della molteplicità di omissioni e inadempienze contestate dalla Regione Puglia e poste a fondamento della revoca del finanziamento invece di provare ad addossare all’attuale Amministrazione comunale responsabilità che appartengono tutte al suo mandato. È inoltre opportuno sottolineare che dopo la nota del 7 novembre 2013, la Regione Puglia scrisse nuovamente all’allora sindaco ed all’allora RUP il 21 marzo 2014, lamentando ancora l’assenza di qualunque riscontro e intimando un termine di 7 giorni per produrre documentazione, scaduto il quale si sarebbe proceduto “senza ulteriore preavviso” alla revoca del finanziamento. Inutile dire che anche quel termine trascorse senza nessun riscontro da parte del Comune. Ce n’è abbastanza per avere la misura di come la versione dei fatti dell’ex primo cittadino grondi inesattezze amministrative e gravi dimenticanze politiche. Ed è proprio su questo aspetto che è opportuno e doveroso ribadire che la responsabilità – politica ed amministrativa – è tutta e per intero in capo all’Amministrazione comunale che ci ha preceduto, tanto che, come abbiamo annunciato, ci apprestiamo a consegnare tutta la documentazione afferente il progetto alla Procura Generale della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Foggia.

L’ex sindaco Mongelli, tra l’altro, cita una determina dirigenziale del Servizio Lavori Pubblici con cui si impegnava una somma pari a 120mila euro per il ripristino dell’opera. Supponiamo che l’allora primo cittadino non sia mai neppure entrato nella struttura vandalizzata se pensa davvero che bastasse quella cifra per riparare i danni provocati dagli atti vandalici. Per raggiungere questo obiettivo, invece, sarebbe servita una somma vicina almeno ai 500mila euro. Dunque l’attuale Amministrazione comunale, al momento del suo insediamento, non era nelle condizioni di poter dare il via a nessun tipo di lavoro, considerate le insufficienti “briciole” che erano state destinate a questo obiettivo. Peraltro si tratta di una determina di cui la Regione Puglia non ha mai riconosciuto la validità, perché sprovvista del necessario progetto per un intervento mai inserito all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche.
Il Laboratorio Urbano andava “salvato” muovendosi in tutt’altra direzione, perché come è appena evidente non avrebbe avuto e non avrebbe alcun senso intervenire sulla struttura vandalizzata lasciandola però circondata dalle macerie, dal degrado, dalla sporcizia e dalle disastrose condizioni igeinico-sanitarie di quello che un tempo era il Teatro “Mediterraneo”. Non serve un amministratore oculato per arrivare a questa conclusione. Basta un po’ di buon senso.

L’attuale Amministrazione comunale, dal canto suo, ha aperto una interlocuzione – questa sì, vera e reale – con la Regione Puglia, offrendo la disponibilità del Comune a concedere un’altra sede per i Laboratori Urbani, in modo da preservare la validità e la realizzazione del progetto. Un’ipotesi che è al momento all’attenzione della Regione Puglia, che ne sta valutando la fattibilità in ragione della particolare tipologia del finanziamento ottenuto dal Comune di Foggia. Come al solito, dunque, l’ex sindaco cerca di ridimensionare la portata della sua eredità, descrivendo scenari lontani anni luce dalla verità amministrativa. Questa Amministrazione comunale non ha mai avuto alcuna difficoltà a riconoscere pubblicamente le azioni positive portate avanti dalla Giunta Mongelli, che abbiamo proseguito sottolineando sempre la loro genesi. Pretendere di trasformare in perle anche i disastri, però, è una pretesa decisamente eccessiva, un’attività che i fatti si incaricano sistematicamente di smentire».



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