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Nucleo di p.t. di Manfredonia delegato dal p.m. contabile ad effettuare ulteriori accertamenti relativi alla vicenda

Passato furto reperti archeologici al Comune di Peschici, decisione Corte dei Conti

"Il punto fermo - osservano i magistrati della Corte dei Conti - è che senz'altro il Comune – e in ciò si condivide parzialmente la tesi della difesa, che però non contrasta affatto, (..) con l’ipotesi accusatoria – non agì secondo corretti canoni di diligenza"


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Bari. ”(..) la predetta funzionaria non solo non si curò di disciplinare per iscritto la conservazione del materiale archeologico secondo criteri prudenziali, ma neanche si sincerò che il Comune richiedente assicurasse, con apposita polizza, il rischio di furto dei beni (come pure imposto dall’art. 48, comma 4, del codice dei beni culturali). Testimonia, poi, la grave incuria nel gestire l’operazione che le era stata delegata dal Soprintendente, la circostanza che ella non si preoccupò giammai, nei successivi 6 anni, di chiedere aggiornate notizie all’amministrazione locale circa l’andamento gestionale dello spazio espositivo, delle misure organizzative in concreto adottate per tutelare l’integrità dei reperti, ecc., limitandosi ad una sola andata presso il Comune, peraltro per altre finalità (ossia in occasione del prelevamento di alcuni dei reperti prestati per un allestimento da farsi altrove), nel dicembre del 2011, così scoprendo il furto poi da ella stessa denunziato”.

Con recente sentenza, la Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale regionale per la Puglia – ha condannato una funzionaria statale al pagamento, in favore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della somma di € 1.060,00, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali.

Nel luglio 2012, era giunta alla funzionaria statale in questione una denuncia di danno erariale proveniente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucera, con la quale sono stati trasmessi gli atti del procedimento penale contro ignoti, relativo al furto di 12 reperti archeologici verificatosi presso il Comune di Peschici.

Il nucleo di p.t. (della Guardia di Finanza) di Manfredonia , delegato dal p.m. contabile ad effettuare ulteriori accertamenti relativi alla vicenda, ha riferito in esito agli stessi (..) che:
– i suddetti reperti erano stati prestati all’ente locale sin dal 2005, al fine di effettuare una mostra temporanea;
– (..) la funzionaria della locale Soprintendenza Archeologica (..) era stata contattata dal Sindaco del suddetto Comune per allestire una piccola mostra di strumenti in selce, rivenienti dalla miniera preistorica di valle Sbernia e depositati presso il Museo di S. Ferdinando di Puglia;
– non era stata disposta, tra le parti (Soprintendenza, Museo e Comune), alcuna regolamentazione scritta in ordine alla gestione del materiale archeologico prestato (peraltro giammai inventariato), così come non erano state rispettate, nell’ente locale, le più elementari norme di prudenza circa la tenuta delle chiavi delle vetrine di esposizione dei reperti, risultando, altresì, del tutto inutilizzato il servizio di video sorveglianza;
– la stessa funzionaria aveva denunziato, in data 13.12.2011, il furto in questione alla locale autorità di p.s..

A fondamento della responsabilità della prevenuta, la Procura ha dedotto, in particolare, il diretto interessamento, nelle vedute qualità, nell’operazione di trasporto e sistemazione del materiale archeologico poi rubato, contestandole la mancata adozione per iscritto di direttive finalizzate alla migliore conservazione e custodia dei beni stessi, come il successivo omesso controllo, nel tempo, dello stato di questi ultimi, lasciati in balìa della gestione comunale.

La convenuta si era costituita nel presente giudizio a mezzo di comparsa di risposta depositata, tardivamente, il giorno antecedente all’udienza di discussione della causa, osservando, tra l’altro, che: “il furto (e il relativo danno erariale) deriverebbe esclusivamente dalla negligente custodia dei reperti da parte del Comune di Peschici, cui era stata affidata la gestione degli stessi, giusta provvedimento del Soprintendente n. 12026/2005; ella non aveva alcuna competenza circa l’emissione di direttive in proposito e/o la stipulazione di apposita regolamentazione convenzionale col Comune riguardante siffatto aspetto, né compiti di controllo successivo sull’operato comunale; fu proprio lei a scoprire e denunciare tempestivamente il furto dei reperti, in occasione di una sua missione presso l’ente locale nel dicembre del 2011, dimostrando la massima diligenza al riguardo e così smascherando l’assoluta incuria serbata dalla predetta amministrazione nella tenuta dei suddetti beni, come testimoniato dalla dichiarazione a s.i.t. di una dipendente comunale (..), la quale avrebbe precisato che la vetrina contenente i reperti sarebbe rimasta aperta sin dal dicembre del 2010, in occasione del riassetto organizzativo generale dell’ufficio preposto”.

Il punto fermo – osservano i magistrati della Corte dei Conti – è che senz’altro il Comune – e in ciò si condivide parzialmente la tesi della difesa, che però non contrasta affatto, (..) con l’ipotesi accusatoria – non agì secondo corretti canoni di diligenza in ordine alla gestione dei reperti ad esso affidati (sconcertanti e avvilenti sono, in tal senso, le risultanze della indagini condotte dalla p.g. e dalla polizia erariale, stigmatizzanti l’utilizzo promiscuo dei locali adibiti all’esposizione, la mancata adozione di qualsivoglia pur minima cautela in ordine alla chiusura delle vetrine, nonché l’inutilizzabilità dei sistemi di videosorveglianza). Tuttavia – continuano – siffatto plateale disinteresse per la cosa pubblica non sembra assumere, diversamente da quanto opinato dalla convenuta, una valenza causale autonoma assorbente, tale da interrompere il nesso eziologico con le concorrenti omissioni contestate dalla Procura” alla funzionaria statale. “E altrettanto è a dirsi con riguardo alla pur innegabile corresponsabilità del Soprintendente”.

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata

Passato furto reperti archeologici al Comune di Peschici, decisione Corte dei Conti ultima modifica: 2017-07-01T09:50:03+00:00 da Redazione



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