Cronaca

Onda: in aumento i parti cesarei. In Puglia nel 47,7% dei casi


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Parti cesarei

In aumento il ricorso ai parti cesarei in Puglia: nel 47% dei casi (fonte image: occhiperlafrica.org)

Foggia – AUMENTA il ricorso ai parti cesarei. Ad affermarlo è un rapporto diffuso dall’Onda (Organizzazione Nazionale sulla Saluta della Donna), che sottolinea come le nascite avvenute tramite l’uso del bisturi siano in decisa crescita

LA SITUAZIONE IN PUGLIA E A FOGGIA – In Puglia il dato è elevato: ben il 47,7 % dei parti sono cesarei, quasi un bambino su due quindi non nasce secondo le procedure più diffuse. La Puglia è tra le prime quattro in Italia per parti cesarei, un dato significativo, che può essere interpretato secondo più chiavi di lettura. Al primo posto ci sono motivazioni di carattere economico: infatti gli ospedali che effettuano parti cesarei hanno diritto a dei rimborsi, e ciò potrebbe costituire uno dei fattori che contribuiscono all’aumento delle prestazioni di questo tipo. Ma anche la carenza di personale spesso influisce nell’utilizzo del bisturi per i parti.

A Foggia, nonostante la grave crisi che stanno attraversando le strutture ospedaliere, dilaniati da carenze strutturali e mancanza di personale, che spesso provocano accorpamenti di reparti e gravi disagi per i pazienti, il fenomeno è in leggera controtendenza rispetto all’andamento regionale.

I DATI IN ITALIA – Preoccupante anche la situazione in Italia, dove il 38% dei parti avviene col cesareo. Si tratta di un dato in costante aumento che attesta il nostro Paese ai vertici della classifica europea. Gli ospedali del Sud sfiorano il 60%, toccando addirittura il 78% nelle strutture private. Nel dettaglio Campania (60,5%), Sicilia (52,4%), Molise (48,9%) e come detto Puglia (47,7%). Al Nord la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, attestandosi tra il 24 e il 28%. Solo Bolzano (20%) si avvicina ai valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (15%) e del Ministero della Salute italiano (20%), confermando la tesi che il cesareo deve rappresentare l’eccezione e non la regola (dati Asca).

FOCUS: IL PARTO CESAREO, COS’E’ E QUANDO BISOGNA EVITARLO – A differenza del parto fisiologico, il parto con cesareo viene generalmente programmato nel caso, ad esempio, di gravidanze gemellari, ma può anche inaspettatamente seguire un’induzione oppure essere effettuato d’urgenza, qualora insorgano complicazioni per la vita della mamma o del nascituro. Tecnicamente l’operazione prevede la somministrazione di un anestetico locale, la cosiddetta anestesia peridurale (o epidurale) che addormenta la donna dalla vita in giù. In alcuni casi l’anestesia può anche essere generale.

L’operazione in sé dura circa un’ora tra preparazione, incisione, estrazione e sutura. Quest’ultima viene effettuata ricucendo la cute con dei punti interni auto-assorbibili e con delle graffette metalliche esterne, che generalmente vengono rimosse quattro giorni dopo, qualche ora prima delle dimissioni. La ferita andrà poi pulita e medicata seguendo le indicazioni fornite dal personale medico. E’ un intervento che è stato continuamente aggiornato nella tecnica e che attualmente è da considerarsi di grande sicurezza ma certamente non scevro da rischi particolarmente per la madre: rischi anestetici, infettivi, emorragici, di lesioni degli ureteri e della vescica, complicazioni cardio-polmonari e tromboemboliche comunque molto contenute. E’ quindi necessaria un’accurata informazione alla paziente che decide di sottoporsi all’intervento chirurgico.

Onda: in aumento i parti cesarei. In Puglia nel 47,7% dei casi ultima modifica: 2010-09-01T23:21:56+00:00 da Nicola Saracino



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