Manfredonia
A cura di Gaetano Prencipe

“Buona strada, Guglielmo”

"Eravamo in tanti ad ascoltarlo. L’Auditorium Vailati era pieno"

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Ogni posto può essere il posto buono; ogni momento può essere quello buono; ogni persona può essere quella buona; ogni idea può essere quella buona”.

Un mese fa si spegneva, a causa di una grave malattia, Guglielmo Minervini. In tanti hanno accolto con sincero dolore la notizia della sua morte, avvenuta nella notte tra l’1 ed il 2 agosto scorso. In tanti ne hanno ricordato in vario modo il percorso umano e l’impegno sociale e politico, che hanno fatto di lui un politico apprezzato anche a livello nazionale ed una persona cui era difficile non voler bene.

Pochi giorni fa, con una lettera ad un quotidiano nazionale, i due figli ventenni hanno annunciato l’idea di costituire un’associazione e poi magari una fondazione a lui intitolata, con lo scopo di promuoverne l’eredità politica (anche con l’organizzazione di corsi di formazione all’impegno sociale e politico rivolti ai giovani). Già in tanti hanno espresso la volontà di aderirvi, anche da opposta sponda politica, a dimostrazione della stima e del rispetto che Guglielmo sapeva meritare. Anche a Manfredonia Guglielmo aveva numerosi amici ed estimatori. Ed a Manfredonia veniva sempre volentieri.

Nei mesi scorsi era venuto due volte.

La prima volta il 2 aprile, invitato dalla Bottega degli Apocrifi a partecipare ad un seminario sulla figura e l’insegnamento di don Lorenzo Milani. Con lo sguardo sempre sorridente e la grande energia che era solitamente capace di imprimere alle parole, pronunciò, tra l’altro, le frasi che ho riportato in esergo e che ho ricopiato dai miei appunti di quel giorno.

Era uno degli insegnamenti che Guglielmo invitava a trarre dalla vita e dall’opera di don Lorenzo Milani, il prete “eretico” che il vescovo di Firenze esiliò a Barbiana pensando di rendere “inoffensivo”e che invece fece di quel luogo sperduto nel Mugello uno straordinario punto di riferimento per quanti, ancora oggi, perseguono ideali di cambiamento della società, oltre che della Chiesa.

Un invito all’impegno concreto, quì ed ora, senza alibi, senza rinvii a tempi o a luoghi o a momenti migliori.

La seconda e, purtroppo, ultima volta, il 28 maggio, in occasione della presentazione del suo libro “LA POLITICA GENERATIVA – Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”, organizzato dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Cultura e dal Centro Risorse per l’Educazione Interculturale. Pur visibilmente provato dalla malattia, che sin dall’inizio aveva deciso di combattere apertamente, ma con il sorriso sulle labbra, Guglielmo fu come sempre appassionante ed efficace nel rimarcare la sua idea di “politica generativa”, capace di unire una chiara visione di futuro alla necessaria concretezza nell’operare, come aveva dimostrato di riuscire a fare nella sua attività prima di sindaco di Molfetta e poi di assessore regionale.

Eravamo in tanti ad ascoltarlo. L’Auditorium Vailati era pieno.

Segno che anche qui Guglielmo ha lasciato una traccia, una scia luminosa che nelle notti buie della politica sta lì ad indicare una possibile direzione da prendere e ad augurarci sorridendo, con un saluto caro agli scout, “buona strada”.

(Avvocato Gaetano Prencipe, Manfredonia 31.08.2016)



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