Manfredonia
"Rilassatevi, lasciatevi andare dalle inibizioni, tornate bambini"

“E’ musica”. Manfredonia balla sulle note di Edoardo Bennato

Alla rilevante età di 71 anni (è nato a Napoli il 23 luglio 1946) il rocker napoletano sembra ancora un ragazzino

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Manfredonia, 31 agosto 2017. SUCCESSO di pubblico ieri sera, in Piazza Giovanni XXIII, per il concerto di Edoardo Bennato. Alla rilevante età di 71 anni (è nato a Napoli il 23 luglio 1946) il rocker napoletano sembra ancora un ragazzino con le sue ballate ispirate tra l’altro al Collodi di Pinocchio.

Nel corso della serata, il cantautore ha presentato il suo ultimo disco pubblicato quasi cinque anni fa, “Pronti a Salpare”, che non ha avuto elevato consenso per le vendite ma è stato apprezzato dalla critica. Il pubblico di Manfredonia ha applaudito tanto Bennato, quando ha parlato in una canzone del caso Tortora e di Mia Martini (nel pezzo “La calunnia è un venticello”).

Strepitoso il pezzo caraibico “Nisida“, al ritmo di reggae. Ottimo interlocutore e poeta di buon gusto, Bennato sempre perennemente impegnato nel suo genere di “rinnegato ma facendo sempre i conti col passato“, con chiaro riferimento al fratello Eugenio.

Rilassatevi, lasciatevi andare dalle inibizioni, tornate bambini“, ha detto Bennato al termine di una bellissima serata.

(A cura di Claudio Castriotta, Manfredonia 31.08.2017)

(WIKIPEDIA). Negli anni ’80 Edoardo Bennato è diventato uno dei cantautori più acclamati in Italia, le parole delle sue canzoni vengono lette nelle scuole e lui sembra quasi trovarsi nella posizione di profeta-santone che aveva tanto esorcizzato nelle sue stesse canzoni. Il momento è perfetto per riprendere un brano di Ry Cooder, cambiandone le parole, per pubblicarlo in un 45 giri, dal titolo E invece no, nel quale ancora una volta Edoardo prende in giro sé stesso come cantautore di successo. Un altro singolo viene poi pubblicato con un orecchiabile motivo caraibico (Nisida), andando ad affiancarsi all’altro reggae che stava sul retro di E invece no, Canta appress’a nuie. I tre brani vengono subito apprezzati dal pubblico ed entrano stabilmente a far parte del repertorio dal vivo.

All’apice del successo Edoardo Bennato torna in sala di registrazione con l’idea di registrare un grande musical sulla trama della fiaba del pifferaio magico rivisitata in chiave moderna. Il risultato è il disco È arrivato un bastimento, che riscuote meno successo dei precedenti, per cui la realizzazione del musical viene accantonata. Il disco è realizzato con l’apporto di una produzione di alto livello, e di musicisti e tecnici di fama internazionale, con l’ormai consueta miscela di stili musicali, dalla lirica al rock duro, dal popolare allo ska, dal mandolino all’elettronica.

Ed è proprio su questo, l’elettronica, che sembra concentrarsi l’attenzione dell’autore quando di fronte allo Specchio delle mie brame (estemporanea sortita nella favola di Biancaneve) viene a sapere che c’è qualcuno più bravo, più apprezzato di lui; qualcuno che ha più successo, che piace di più alla gente, che fa ballare tutti con un ritmo perfetto. È il computer, che nella musica degli anni ottanta ha preso il sopravvento sull’abilità tecnica dei musicisti e che spopola nelle discoteche dove solo pochi anni prima la gente si entusiasmava al suono delle chitarre (vere) di Capitan Uncino.

Nel 1984 viene pubblicato il primo disco dal vivo, il cui titolo È goal è preso dall’inedito che ha fatto anche da sigla per quella stagione al rotocalco televisivo La domenica sportiva. Riprendono l’energia e le sonorità degli spettacoli dal vivo brani storici come La Torre di Babele, Cantautore (che già era nata live), Un giorno credi, oltre a portare su un album due brani dei recenti singoli, sia Nisida, sia Canta appress’a nuje, anch’essa incisa “sul palco”.

Nel 1985 esce il parzialmente deludente Kaiwanna, il disco di rottura con la propria tradizione musicale, ricco di suggestioni elettroniche, completamente privo dei suoni acustici che avevano caratterizzato gran parte delle produzioni precedenti e logica conseguenza delle considerazioni che lo Specchio delle mie brame aveva suggerito: il computer domina incontrastato, accanto a chitarre rigorosamente elettriche e a un uso molto esteso delle tastiere elettroniche. Tuttavia le vendite, in diminuzione rispetto al disco precedente, causano la rottura del contratto con la Dischi Ricordi, e Bennato passa alla Virgin Dischi.

OK Italia esce nel 1987 e prosegue nella proposizione di un suono assolutamente slegato dalla genuinità elettro-acustica del passato; il lavoro gode di un buon successo commerciale, trainato dal brano che dà il nome all’album e dal relativo video, dove compaiono quali protagonista Miss Italia 1984 Susanna Huckstep e come comparsa una giovane Simona Tagli. Fa seguito nello stesso autunno un doppio disco dal vivo intitolato semplicemente Edoardo, cui segue un mini LP pubblicato nell’estate seguente, Il gioco continua, realizzato con l’amico Tony Esposito. Contiene due cover, due brani già editi, e la versione studio di Chissà chissà, registrata prima solo nel doppio dal vivo.

Un buon successo commerciale è ottenuto anche nel 1989 da Abbi dubbi, che, grazie al brano Viva la mamma, può essere considerato l’ultimo successo discografico di Edoardo Bennato.

Negli anni successivi, non mancano tuttavia produzioni di rilievo. È il caso di Edo rinnegato, che esce nel 1990 e che consiste nella registrazione di brani composti a partire dal 1973, in chiave rigorosamente acustica. Ritornano a collaborare Roberto Ciotti, ormai affermatosi come importante chitarrista blues (e autore, tra l’altro, delle colonne sonore dei film Turné e Marrakech Express di Gabriele Salvatores); Lucio Bardi, che da qualche anno si era spostato nella banda di Francesco De Gregori; Luciano Ninzatti; oltre alla collaborazione artistica di Massimo Tassi per gli arrangiamenti. Nel disco i brani più datati non risentono molto dell’operazione di rifacimento, data la già forte componente acustica delle versioni originali. Sono i brani più recenti che trovano invece nuova linfa dalla scelta di proporne la semplice struttura armonica e melodica, tralasciandone gli appesantimenti elettronici delle versioni originali.

Nel 1990 ha inciso in coppia con Gianna Nannini il brano Un’estate italiana, inno ufficiale in lingua italiana dei mondiali di calcio Italia ’90, la cui versione in lingua inglese, To be number one è composta da Giorgio Moroder, di cui hanno scritto il testo e curato l’arrangiamento. Tra gennaio e settembre, con qualche intervallo, Notti magiche risulterà il singolo più venduto in Italia e, storicamente, l’ultimo 45 giri a ottenere un massiccio riscontro commerciale prima della sua sparizione dal mercato discografico.

Gli anni ’90
Interessante è anche l’episodio del 1992 intitolato È asciuto pazzo ‘o padrone, uscito sotto lo pseudonimo di Joe Sarnataro. L’album propone una serie di brani blues-elettrici in pieno stile Chicago, con testi cantati in lingua napoletana, in un tono di ironica denuncia dei difetti (e dei pregi) della città di Napoli e della napoletanità. In questo, Edoardo è aiutato da un gruppo di musicisti, i Blue Stuff, che, dal vivo, nella successiva tournée rivisitano anche la precedente produzione discografica di Bennato. In una veste decisamente diversa rispetto al passato, Edoardo Bennato sfodera la sua grande abilità vocale per riproporre gli stilemi classici del blues in modo estremamente efficace.

Nel successivo album Il paese dei balocchi, la canzone “Attento Joe”, riferita all’alter ego Sarnataro, denuncia il potere della Rai e dei suoi dirigenti che, per consentire un passaggio nelle trasmissioni della rete nazionali, impongono la scelta di alcune località in cui tenere i concerti. In particolare Bennato in questo testo fa riferimento al giornalista Gianni Raviele e alla sua Rassegna di Spettacolo e Cultura San Martino Arte, nel suo paese natale, San Martino Valle Caudina. Per questa vicenda Bennato non venne invitato alla trasmissione Prisma.
E tanto per farti un esempio / se vuoi andare al Telegiornale / sotto quelle Forche Caudine / di San Martino ci devi passare…

Bennato stesso, “mascherato” da Joe Sarnataro, si era infatti esibito in questa località amena, al pari dei più significativi artisti italiani sulla cresta dell’onda.
Attento Joe, bada a quello che fai, fai / non tirare troppo la corda, o te ne pentirai – rai!

fotogallery chiara piemontese

Anticipandone l’uscita con l’esecuzione de “La frittata è fatta” al Concerto del Primo Maggio 1994 a piazza San Giovanni, nello stesso anno pubblica Se son rose fioriranno. Il titolo del disco è tratto da un verso del ritornello del brano “In nome del popolo italiano”, che eseguirà puntualmente durante le puntate del Festivalbar. L’intero album prende spunto dal delicato contesto politico italiano, con le nuove spinte secessioniste e le divisioni tra nord e sud. “La frittata è fatta” è proprio un’ironica presa d’atto dell’eventuale separazione dell’Italia in più stati federali e di come la notizia possa essere interpretata e giudicata dai tanti che all’inizio del secolo emigrarono oltre-oceano e hanno ancora nel cuore l’Italia unita di Giuseppe Garibaldi. Di rilievo, nell’album, spesso eseguita dal vivo negli anni successivi e anche nel Duemila, “Meglio Topolino”, che riprende la vena favolistica degli anni d’oro.

Nel gennaio del 1995 Edoardo Bennato è vittima di un gravissimo incidente stradale in Romagna, nel quale perde la vita la sua compagna. Qualche tempo dopo il cantautore perde anche la madre. Nei giorni successivi Edoardo scrive i brani de Le ragazze fanno grandi sogni, album radicalmente diverso da tutta la sua produzione ventennale e dedicato all’universo femminile. Nel brano “Per attraversare il mondo” alcuni rumori in sottofondo di automobili nel traffico sembrerebbero evocare gli attimi che hanno preceduto l’incidente stradale. Il disco non supera i dati di vendita che si attendevano, seppur vi siano brani tra i migliori della produzione recente dell’artista: “Le ragazze fanno grandi sogni”, “Cerco il mio amore”, “Perché” (originariamente in chiave jazz, nel 2010 risuonata insieme a Morgan con arrangiamento rock’n’roll), “Afferrare una stella”.

Nel tour successivo Edoardo divide il concerto in tre set. Nella prima parte suona con chitarra acustica ed armonica insieme al Solis String Quartet, riarrangiando brani vecchi (“Dotti medici e sapienti”, “Un giorno credi”, “L’isola che non c’è”, “Mangiafuoco”) e nuovi (“Chi non salta”, “Tutti”, “Le ragazze fanno grandi sogni”) con il quartetto d’archi. Nella seconda parte è one man show con il medley che eseguirà d’ora in poi per sempre nei live (“Abbi Dubbi”, “Sono solo canzonette”, “Il gatto e la volpe”) e suonando da solo “Perché”. La terza parte, con basso e batteria e Guido Migliaro e Francesco Frullone alle chitarre elettriche, chiude il concerto in chiave rock con ripescaggi come “Vendo Bagnoli”, “Nisida”, “Il rock di capitan Uncino”, nonché brani nuovi come “Che ci sei”. Nel finale la band rock e il Solis String Quartet eseguono insieme La Chitarra come bis, anticipando il percorso di coesistenza sul palco di orchestra rock e quartetto d’archi che Edoardo Bennato riuscirà a completare artisticamente solo nel 2010 durante il tour Le vie del rock sono infinite.

Al termine di questo periodo, esce Quartetto d’archi, cartolina del tour 1996 e greatest hits di Edoardo in chiave classicheggiante contenente persino due duetti con Katia Ricciarelli.

Per l’album successivo Edoardo sposta ancora la sua attenzione musicale verso altri lidi, questa volta verso l’Irlanda ed il nuovo rock folk oltremanica. Nel 1998 esce Sbandato, un album decisamente più vivace del precedente, seppur ancora riecheggiano in molte canzoni i drammi che riaffiorano e in particolare brani come “Sbandato”, “Credo solo a te”, “Povero Amore” confermano la sconfinata fiducia che l’artista dichiara nei confronti del genere femminile, visto come la sfera del buon senso dell’umanità, da contrapporre alla sfera maschile, che è quella del potere e della prevaricazione sociale. Il tema dell’album è la verità, che Edoardo affronta in “Galileo” e ne “I gemelli della verità”, canzone dove riesplode l’ironia e lo sberleffo che hanno reso celebre e popolare l’artista. Tuttavia, complice anche un drastico riassetto della casa discografica nella cui scuderia milita attualmente Edoardo, l’album non ottiene né passaggi radiofonici, né promozione sufficiente ad alzare le vendite di un disco che rimane un flop discografico.

Gli anni 2000
Il cambio di casa discografica e la colonna sonora per spot Tim aprono nuove porte all’artista che si affaccia nel 2000 togliendosi finalmente qualche soddisfazione professionale. Escono due importanti greatest hits che, da un lato, fanno conoscere ad una nuova generazione di pubblico i grandi successi (è il caso di “Sembra Ieri”, contenente tre inediti insieme alle versioni originali di Viva la Mamma, Ok Italia e riarrangiamenti di Meno male che adesso non c’è Nerone, Capitan Uncino, Il Gatto e la Volpe, ecc…), dall’altro a far (ri)scoprire al pubblico brani anche tra i più recenti finora completamente ignorati (è il caso di “Afferrare una stella”, doppio cd, con Fantasia, Sbandato, Colpa dell’America, Guarda là). Bennato in questi anni non cesserà mai la sua attività concertistica che, seppur lontana dai grandi concerti negli stadi, lo fa viaggiare in lungo e largo per la penisola riempiendo le piazze e attestandosi in media sui 35-40 concerti ogni estate.

Nel 2001 collabora con il DJ italiano Gigi D’Agostino per il remix del suo brano Un giorno credi. Nel 2002 scrive con Gino Magurno e Ornella Della Libera Lo stelliere, canzone vincitrice del 45° Zecchino d’Oro. Nel 2003 Edoardo torna infatti al pubblico con il disco L’uomo occidentale, prodotto in gran parte sull’onda degli avvenimenti sociali e politici che sconvolgono il quadro internazionale. Aspra, come sempre, e soprattutto agli inizi della carriera, è la critica all’arroganza del mondo occidentale e alla violenza di chi cerca di porvi rimedio. Accanto alle ormai solite citazioni, non mancano spunti interessanti.

È il caso di A cosa serve la guerra, eseguita e composta con l’apporto del fratello Eugenio, e di Non è amore, frutto dell’evoluzione di un’idea che aveva visto la prima luce nel 2001, sulla colonna sonora del film Il principe e il pirata di Leonardo Pieraccioni. Edoardo è sorretto tra l’altro da un gruppo estremamente energico ed efficace, gli Hillside di Napoli, guidati dai fratelli Gennaro Scarpato, alla batteria, e Giuseppe Scarpato, alle chitarre. La conclusione del disco è affidata a una riproposizione in chiave “gucciniana” del carme di Alessandro Manzoni intitolato Marzo 1821. Edoardo si diverte a cantare alla maniera di Francesco Guccini il testo manzoniano.

Nel 2005 viene pubblicato l’album La fantastica storia del Pifferaio Magico. È un rifacimento di È arrivato un bastimento condito da qualche inedito e altre cover, e coinvolge cantanti italiani aventi grande successo commerciale (Jovanotti, Raf, Negrita, Piero Pelù, Irene Grandi, Max Pezzali). Rimane aperto il canale che collega Edoardo ad Alex Britti, in coppia col quale Edoardo pubblica, nel 2006, un singolo dal titolo Notte di mezza estate, e dopo una turné con Britti, Edoardo torna a ingaggiare gli Hillside per proseguire l’attività dal vivo e proporre una sessione in studio, prodotta dall’etichetta napoletana Cheyenne Records (fondata dallo stesso Bennato insieme ai suoi fratelli Eugenio e Giorgio), ancora una volta con la collaborazione artistica di Massimo Tassi.

Alla fine del 2007 Bennato torna in studio di registrazione e incide una serie di canzoni che fino all’inizio del 2008 non riescono a trovare uno sbocco discografico adeguato. Nell’attesa, egli propone alcuni brani al suo pubblico attraverso il proprio sito Internet e una pagina appositamente creata su MySpace. Nel giugno del 2008 decide di pubblicare un ulteriore disco dal vivo, però anche in questo caso parzialmente suonato in studio di registrazione, dal titolo Canzoni Tour 2008, che contiene tre brani inediti e le versioni dal vivo dei brani eseguiti nei concerti. Il disco viene pubblicato ancora con l’etichetta Cheyenne Records.

Nel 2009 ha suonato l’armonica a bocca nell’ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Stazione Termini. A ottobre 2009 sigla un contratto che lo legherà alla Universal Music Italia per la produzione di un nuovo disco che uscirà nei primi mesi del 2010.

Gli anni 2010
Il 22 gennaio 2010 esce il singolo “È lei” con etichetta Universal Music Italia, che prelude all’uscita dell’attesissimo album di inediti con la produzione di Fabrizio Barbacci, già produttore di Ligabue e Negrita. Il 18 febbraio viene invitato come ospite alla terza serata di Sanremo 2010, dove si esibisce cantando alcuni suoi pezzi storici. Il 5 marzo 2010 esce, dopo 7 anni dall’ultimo, l’album di inediti Le vie del rock sono infinite.

Il 4 aprile 2010 dopo il buon successo in radio del primo singolo “È lei” esce il secondo singolo dall’ultimo album intitolato In Amore. Nel 2010 suona al concerto del Primo Maggio; al termine della sua esibizione, durante la canzone “In prigione, in prigione”, si fa portare via a forza da due attori travestiti da carabinieri, dopo aver recitato alcuni versi tratti da Il giuramento di Pontida di Giovanni Berchet. Il 4 giugno 2010 ha ricevuto il Premio Mogol per il testo della canzone “È lei”, a pari merito con Simone Cristicchi.

Il 9 novembre 2010 pubblica l’album dal vivo MTV Classic Storytellers (CD+DVD), registrazione del concerto del 10 settembre tenuto presso le Officine Meccaniche di Milano, con la produzione di Giuseppe Scarpato e Raffaele Lopez, e con la partecipazione di ospiti come i Finley, Roy Paci, Giuliano Palma & The Bluebeaters e Morgan. Nel corso della trasmissione “Centocinquanta” del 16 marzo 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Edoardo ha presentato il nuovo singolo Italiani. Il 23 dicembre pubblicò su YouTube un inedito dal titolo “La Sapienza”, scritto nel 2008.

Il 1º febbraio 2011 trasmette in diretta streaming un concerto organizzato presso il The Place di Roma. Nell’ultima parte del live intervengono anche Luca Barbarossa, Neri Marcorè, alcuni componenti dei Finley e Nino Frassica. La registrazione del concerto sfocia nella realizzazione di un CD più DVD, dal titolo Canzoni Tour 2011.

La canzone “Italiani” è stata riproposta, con grande successo, durante il Concerto del Primo Maggio del 2011 di piazza San Giovanni a Roma. L’esibizione dell’artista iniziata con L’Isola che non c’è, il suo più grande classico, è proseguita appunto con il suo inedito sul 150º dell’Unità d’Italia. Bennato ha poi chiuso il suo set con “Rinnegato”. Nel 2009, dove Edoardo presentò “Il Paese dei Balocchi”, “Affacciati affacciati”, “Signor Censore” e “Rinnegato”, la diretta televisiva fu interrotta perché era oltrepassata la mezzanotte. Nel 2010, addirittura, si parlò di censura per lo stacco per la pubblicità quando, dopo È Lei, in un intermezzo di In prigione in prigione, Bennato inscenò un suo arresto da parte di due figuranti vestiti da Carabinieri (operazione scenica già proposta nei primi anni novanta, al tempo di Mani Pulite).

Nel 2011 prende parte anche allo Spiaggia 101 tour. Esce a luglio il singolo “La mia città”, dedicato alla sua Napoli, un progetto indipendente nato dall’incontro del cantautore partenopeo con Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5. Nello stesso anno scrive il testo di “Necessaria e sufficiente” (su musica del fratello Giorgio Zito) per Luca Napolitano pezzo inserito nell’album Fino a tre. Nel pezzo c’è un assolo di Bennato all’armonica.

Nel 2012 scrive “Ma quale musica leggera” per Loredana Bertè che uscirà successivamente il 1º giugno 2012. Sempre nello stesso pezzo Edoardo Bennato contribuisce suonando l’armonica.[53] Nello stesso anno reinterpreta uno dei suoi successi “Meno male che adesso non c’è Nerone” insieme al rocker Pino Scotto. Il 6 ottobre 2012 torna ad’esibirsi nel suo quartiere natale, all’Arenile Reload, con il concerto “Bagnoli la svendiamo al miglior offerente… o ce la teniamo per noi?”.

Nel 2013 per l’allestimento del nuovo musical “Pinocchio il paese dei balocchi” Bennato pubblica il singolo “Al diavolo il grillo parlante”, che suscita polemiche nel web e nelle reti sociali per l’esplicito riferimento a Beppe Grillo capo del Movimento 5 Stelle. L’ironia di Bennato, da sempre controcorrente, si scaglia verso il comico-politico personaggio del momento, un grillo parlante a cui Pinocchio, come sempre, non vuole dare retta. Bennato sta inoltre lavorando alla preparazione di un nuovo disco di cui, per ora, non si conoscono dettagli.

Nel 2014 in occasione dei Mondiali di Calcio in Brasile prepara la nuova sigla ufficiale di Mediaset dal titolo “Chi sogna segna” per la trasmissione sportiva Tiki Taka.

Il 2015 si apre con una notizia tragica per la musica pop italiana e per Edoardo Bennato, la prematura scomparsa del cantautore e chitarrista blues Pino Daniele, colto da improvviso malore. Edoardo Bennato, intervistato da più televisioni nazionali per ricordare l’amico scomparso (sono entrambi napoletani), ha ricordato lo scambio di sms di qualche giorno prima con cui lui e Pino si sono scambiati gli auguri di Buon Natale e ha improvvisato, dedicandola all’amico, una strofa di “Pronti a salpare”, un nuovo brano inedito che dovrebbe dare il titolo al nuovo album.

Intanto, uno dei sogni dell’artista prende forma grazie alla decisione del comune di Napoli di destinare l’area ex-Nato di Bagnoli ad uno spazio culturale per i giovani musicisti: l’Accademia Bennato.

Il 1º e l’8 aprile 2015 è special coach nel programma The Voice of Italy per la squadra di Piero Pelù.

In un’intervista a Repubblica del 26 luglio 2015, Bennato ha annunciato l’uscita del nuovo disco “Pronti a salpare” a ottobre 2015 edito da Universal Music Italia, preceduto da un singolo che verrà pubblicato a settembre 2015.

Il singolo che è stato pubblicato il 25 settembre 2015 si chiama Io vorrei che per te.

Il 23 ottobre 2015 esce Pronti a salpare, nuovo album dalla decisa impronta rock-blues, prodotto da Orazio Grillo (Brando), edito da Universal Music Italia. Il disco, dedicato a Fabrizio De André (brano Pronti a salpare) a Enzo Tortora e Mia Martini (La calunnia è un venticello) contiene 14 brani di cui 11 di nuova produzione, 2 rieditati (Povero Amore, Zero in condotta) e uno uscito nel 2011 solo come singolo (La mia città). Il nuovo lavoro è stato accolto favorevolmente dalla critica, un ritorno alla grande dopo 5 anni dall’ultimo disco di inediti, anni in cui Bennato ha cercato con non poche difficoltà una casa discografica disposta alla pubblicazione del nuovo lavoro, di cui ha iniziato a parlare nel 2012. L’ultima canzone del disco (Non è bello ciò che è bello) è un brano rossiniano scritto in origine per Luciano Pavarotti ma mai cantato dal maestro; la title track “Pronti a salpare” si aggiudica nel 2016 il Premio Amnesty International Italia come miglior brano dedicato ai diritti umani scritto nel 2015, riconoscimento che viene consegnato al cantautore napoletano il 17 luglio 2016 a Rosolina Mare (Rovigo) dal portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury.

Il 24 luglio a Marina di Carrara riceve il Premio Lunezia per il valore musical-letterario dell album “Pronti a salpare”.
Edo in concerto – Anno 2013

Il 17 novembre 2016 Edoardo pubblica sul proprio profilo Facebook e su YouTube un nuovo brano dal titolo Signore e Signori che probabilmente darà il nome al nuovo album.

Il video, girato in piano sequenza 48 ore prima delle elezioni presidenziali americane, vede un Edoardo Bennato sul pulpito con quell’inconfondibile sarcasmo che lo contraddistingue da sempre. Musica e testo sono dello stesso Edoardo.

Il 6 gennaio 2017 esce Domani, un brano cantato per la prima volta dai 3 fratelli Bennato Edoardo, Eugenio e Giorgio. Il brano è scritto dall’amico Gino Magurno ed è pubblicato dall’etichetta indipendente Walkman Records.


“E’ musica”. Manfredonia balla sulle note di Edoardo Bennato ultima modifica: 2017-09-01T10:05:00+00:00 da Claudio Castriotta



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Commenti


  • ADL

    Uno dei migliori concerti della Festa Patronale degli ultimi 10 anni. Musicisti eccezionali.


  • Menaldonialik

    Il più grande cantante di tutti i tempi.

  • UNA FESTA PATRONALE ORRENDA AVETE MESSO UN CANTANTE PIETOSO QUESTO PERCHÉ PER ACCONTENTARE LE PERSONE DI MEZZA ETÀ FREGANDOVI DEI GIOVANI UN FUOCO CHE HA FATTO PIETÀ SE METTEVO IO 2 BATTERIE DA 25 EURO VENIVA PIÙ BELLO IL FUOCO UNO SCHIFO ECCO QUANDO LE COSE LE PAGHI 50 LIRE QUESTO È IL RISULTATO. UN MESSAGGIO AL COMITATO DI MANFREDONIA DATE LE DIMISSIONI CHE NON SIETE PIÙ IDONEI AD ORGANIZZARE FESTE PATRONALI VERGOGNA.


  • Lettore

    Mentre la città è invasa da topi e rettili, mentre la città, il suo mare, la sua costa, le sue strade hanno raggiunti il massimo degrado storico, il potere propina il pane e circense che sembra funzionare su una popolazione scientificamente ritenuta immatura e superficiale.


  • leleorazi


  • Balocco

    Il bello deve ancora venire, dopo aver votato alle politiche e in occasione dell’inaugurazione dell’Innominabile vi goderete Diego Armando e Gigi!!! Il bello non ancora li avete visto balocchi!!!


  • Giulia

    BALOCCO ,un nome una garanzia, fatti una bella spremuta di spine di ricci.


  • L'orco sipontino

    Il più grande concerto è stato quello di Venditti offerto dai giovanottoni rampanti del PD Sipontino.


  • Carlo

    Organizzare e gestire un’evento come la festa patronale a Manfredonia non è facile e soprattutto non è da tutti, mentre criticare e dire baggianate risulta molto semplice. Chi è più bravo ed in gamba si faccia promotore per il prossimo anno. Se Manfredonia non funziona ed è diventata quella che oggi è , dobbiamo solo a noi. Noi che gettiamo rifiuti ovunque,noi che parcheggiano in doppia fila, noi che ci facciamo raccomandare per ottenere quello che ci spetta di diritto… insomma a noi che ci crediamo più furbi e più intelligenti.


  • Balocco

    Meglio la spremuta si spine di riccio che una colossale dose di gas.


  • ANGELA

    Ci vuole coraggio…a dire bel concerto…era già venuto…meglio NINO D ANGELO.GRAZIE ALO SPONSOR CHE HA DATO 30 MILA EURO…PER NON FARE AFFONDARE LA BARCA.ORA DIMISSIONI,prima che mandate le bollette per i debiti corte dei conti!!!


  • OCCHIO

    VEDERE TANTA GENTE E CAPIRE CHE SI AMA MANFREDONIA..MA POI NEL LEGGERE ALCUNI COMMENTI CHE NON HANNO NE TESTA E NE CODA E VERGOGNA ASSOLUTA..


  • Non ho parole

    Il fuoco di ieri ORRENDO 😱😱😱😱😱


  • Rino G.

    OCCHIO vorresti tanto che noi tutti vedessimo la tua realtà cosi edulcorata e magica come tu vorresti. Rassegnati non siamo robot e se proprio la vuoi sapere e finita la pacchia il popolo se desto!


  • È una bufala...e scrive bufale.

    Leggere commenti rosicanti (il grande successo dell’evento lo hanno visto tutti) non ha prezzo.

    Per tutto il resto c’è il malox.
    Per i rosicanti grassi c’è il malox plus.

  • AVETE FATTO PENA MI RIVOLGO AL COMITATO PENA IL FUOCO DI IERI SI O NO VALEVA 50 EURO AVETE MESSO UN CANTANTE DI 70 ANNI CHE MO MO NON RIUSCIVA NEANCHE A CANTARE IN ALTRI PAESI CHIAMANO DJ E CANTANTI DI MUSICA DANCE A FARE I CONCERTI ALLE FESTE PATRONALI QUA SIAMO RIMASTI NEL MEDIOEVO UN COMITATO CHE NON CAPISCE UN C…..O. DATE LE DIMISSIONI A CASA CHE NON SIETE ALL’ALTEZZA DI ORGANIZZARE QUESTE MANIFESTAZIONI E BASTA.


  • Kurt

    Signori ieri a Manfredonia, il rock e la musica vera hanno fatto la loro comparsa.
    Non so chi ha pagato, di chi sia la colpa o il merito in base ai differentii punti di vista, resta una certezza, ieri abbiamo ascoltato musica, in una delle sue massime espressioni.
    I bimbiminkia che vogliono i dj in piazza, devono capire che si tratta di “festa patronale” e non di un rave party, ben vengano anche quelli ma in altre occasioni e altri contesti..
    Grande Bennato.
    “Liberatevi dai pregiudizi, dalle vostre stesse convinzioni, ritornate bambini”
    (cit. E. Bennato).

    P.S. non ho cpmpreso la polemica di Bennato con Peschici, qualcuno è in grado di svelarne i retroscena?

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