Manfredonia

Ultima Spiaggia, sospesa la revoca per i balli sul lido. Ricorso al Tar “improcedibile”

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Balli lido (archivio, sicilinews)

Balli lido (archivio, sicilinews)

Manfredonia – RICORSO “improcedibile” per “cessata materia del contendere“. La decisione del Tar Puglia di Bari, Sez. II, fa riferimento al ricorso della Giovanni Longhi & C. s.a.s., contro il Comune di Manfredonia, per l’annullamento (e conseguente ed immediata “riconsegna della licenza”), previa concessione di misure cautelari, del provvedimento del 3.8.2010 a firma del Dirigente dell’8° Settore – 2° Servizio e Polizia Amministrativa (vigili urbani), notificato il 6 agosto, recante l’immediata revoca della licenza rilasciata alla Sas il 7 giugno, per dare trattenimenti danzanti temporanei, dal 7 giugno al 30 settembre 2010, sulla pista all’aperto, a piano stradale, annessa allo stabilimento balneare “L’ultima Spiaggia”.

Con il ricorso la sas aveva anche richiesto l’annullamento di ogni altro atto allo stesso provvedimento presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto, ivi compreso il verbale della Polizia di Stato redatto dopo il sopralluogo del 24 luglio 2010 e la nota del Commissariato di P.S. di Manfredonia del 28 luglio recante, tra l’altro, comunicazione al sindaco del Comune Angelo Riccardi gli esiti del predetto sopralluogo.

LO scorso 9 settembre si è svolta la camera di consiglio con la discussioni delle parti. Nello scorso della stessa seduta il l’avvocato del Comune di Manfredonia, preso atto dell’ordinanza dirigenziale in data 12.8.2010 di sospensione dell’impugnato provvedimento di revoca, chiedeva che il Collegio dichiarasse “l’improcedibilità del ricorso”, essendo di conseguenza ed “evidentemente venuto meno l’interesse della ricorrente Giovanni Longhi & C. s.a.s. alla coltivazione del medesimo”.

Ovvero: dato che il Comune aveva già provveduto a sospendere la revoca, l’avvocato della PA ha richiesto al Tar di dichiarare “l’improcedibilità del ricorso”, dato l’interesse decaduto da parte della Sas che gestisce il lido, che in questo caso si era resa responsabile della violazione amministrativa.

Il Tar ha rilevato inoltre che l’avvocato della Giovanni Longhi & C. s.a.s., preso atto di quanto dichiarato dal procuratore del Comune resistente e considerato che la sospensione della revoca non era correlata all’esito dell’istanza cautelare, né ha termini di efficacia, aderiva anch’egli alla richiesta di parte resistente di “declaratoria di cessazione della materia del contendere a seguito della rimozione dell’atto gravato da parte della stessa amministrazione convenuta in giudizio”. Ovvero: che il Tar confermi l’improcedibilità del ricorso a seguito della rimozione dell’atto gravato della parte convenuta in giudizio. Così deciso a Bari, nella camera di consiglio del giorno 9 settembre 2010 con l’intervento dei Magistrati Amedeo Urbano, Presidente, Giacinta Serlenga, Referendario e Francesco Cocomile, Referendario, Estensore.

LA VICENDA – Si ricorda che il fatto risale ai primi di agosto ( Violazioni norme amministrative: revoca licenza Ultima Spiaggia) dopo il provvedimento del 3 agosto 2010, a firma del Dirigente dell’8^settore – 2^Servizio e Polizia amministrativa del Comune di Manfredonia con la disposizione dell’immediata revoca”, nonché consegna, della licenza alla ‘Giovanni Longo & C. Sas per “ dare i trattenimenti danzanti temporanei” (dal 7 giugno al 30 settembre 2010) sulla pista all’aperto annessa allo stabilimento balneare (gestito dalla stessa Sas citata, con sede legale a Manfredonia e con attività svolta presso l’unità locale: lotto demaniale, località Siponto, stabilimento balneare L’ultima spiaggia – società in accomandita semplice tra i quali soci accomandanti risulta un noto dirigente dello stesso Comune di Manfredonia, ex direttore generale, con attuale ruolo nella Pa).

PROVVEDIMENTO DOPO IL VERBALE DELLA PS – In base alla raccolta di informazioni sviluppata, la revoca della licenza per le serate da ballo sulla pista annessa allo stabilimento ‘L’ultima spiaggia’ è stata predisposta dopo il verbale della Polizia di Stato redatto successivamente ad un sopralluogo del 24 luglio, con nota del Commissariato del 28 luglio 2010, che comunicava tra l’altro al sindaco del Comune (e probabilmente ad altre autorità preposte) gli esiti del sopralluogo. In base alla ricerca effettuata si parlerebbe di “una presenza di circa 800 persone sulla pista citata” (a fronte di una capienza massima di 200) e di un trattenimenti danzanti temporanei (con attività di diffusione sonora annessa) “oltre l’orario stabilito (2 del mattino)”. In pratica: alle 4 del mattino sulla pista citata si sarebbe continuato a ballare accompagnati dalle note musicali. Nessun riferimento ufficiale sull’utilizzo di bevande alcoliche.

IL RICORSO AL TAR DELLA SAS – Come comunicato dallo stesso Comune di Manfredonia con una delibera N.317 del 10.08.2010 del Registro delle Deliberazioni (Oggetto: ricorso al Tar Puglia-Bari-ditta Giovanni Longhi e C. sas- prot.n.32733 del 9 agosto 2010 – determinazioni) la Sas citata ha fatto ricorso al T.A.R. Puglia di Bari, chiedendo l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, anche inaudita altera parte, del provvedimento del Dirigente dell’8° Settore – 2° Servizio e Polizia Amministrativa, nonché di altri e di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto, compreso i verbali della Polizia di Stato (Commissariato di Manfredonia). Il Comune aveva “ritenuto (naturalmente, ndR) opportuno resistere nel giudizio come sopra introdotto”, allo scopo di “non pregiudicare gli interessi” della stessa PA, provvedendo pertanto alla nomina del legale di fiducia dell’Ente.

IL DECRETO DEL TAR – Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia- Sezione seconda (in base a quanto stabilito dal Giudice delegato, dottor Francesco Cocomile) aveva accolto (come prassi) lo scorso 10 agosto 2010 l’istanza di misure cautelari provvisorie inaudita altera parte presentata da parte ricorrente, fissando la Camera di Consiglio del 9.9.2010 per l’esame dell’istanza incidentale di concessione di misure cautaleri. Ora l’improcedibilità del ricorso per cessata materia del contendere, dopo l’ordinanza dirigenziale del Comune del 12 agosto.

IL TAR: “NON MOTIVATA L’IMPOSSIBILITA’ DEL PIU’ MITE PROVVEDIMENTO DELLA SOSPENSIONE”– Il Tar, visto il ricorso con i relativi allegati e vista l’istanza di misure cautelari provvisorie proposta dalla società ricorrente aveva ritenuto in precedenza che “l’atto di revoca gravato in questa sede (Tar) non motiva per nulla, come pur avrebbe dovuto in virtù del disposto di cui all’art. 3 legge n. 241/1990, in un’ottica di bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti e di doverosa proporzionalità dell’azione amministrativa circa l’impossibilità di adottare il più mite provvedimento di sospensione, pur previsto dall’art. 10 T.U.L.P.S. richiamato nell’atto impugnato, in luogo della revoca dell’autorizzazione (cfr. T.A.R. Toscana Firenze, Sez. I, 26 aprile 2005, n. 1879)”. Così il Tar relativamente all’ipotesi di sospensione della licenza (auspicato pertanto dalla stesso tribunale), dopo il verbale emesso dalla Polizia di Stato e il successivo provvedimento del Comandante dei vigili urbani, in seguito al riscontro della duplice probabile sanzione emersa durante il sopralluogo: eccessiva presenza di utenza sulla pista da ballo ed eccedenza nell’orario consentito per attività di diffusione sonora (sanzioni sufficienti, in base al provvedimento, per la revoca della licenza suddetta).



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Commenti


  • Angrelo Riccardi

    clamoroso …. che notizia importante


  • Giuseppe dF

    Sì una notizia importante. Per il sopralluogo, per il lido, per le motivazioni emerse, per la sospensione della revoca. Per l’improcedibilità del ricorso. Una notizia importante come tante altre notizie importanti presenti sul nostro giornale. Grazie per l’attenzione rivoltaci, Giuseppe de Filippo (St)

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