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Come stabilito con recente sentenza

Deferito per uccisione cane, divieto porto d’armi a foggiano. TAR ribalta

"Non potendosi escludere che egli, come dedotto in ricorso, abbia fatto uso dell’arma per difendersi o, senza colpa, nell’esercizio dell’attività venatoria"


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Bari. ”(..) non potendosi escludere che egli, come dedotto in ricorso, abbia fatto uso dell’arma per difendersi o, senza colpa, nell’esercizio dell’attività venatoria, devono essere accolte le censure di difetto di istruttoria e di inadeguatezza della motivazione, con conseguente annullamento del provvedimento prefettizio di divieto ex art. 39 TULPS e della revoca del porto d’armi disposta dal Questore, la quale richiama detto provvedimento quale suo unico presupposto, mutuandone in via derivata per questo gli stessi vizi caducatori”. Con recente sentenza, il Tar Puglia di Bari ha accolto il ricorso di un residente nella Provincia di Foggia contro la U.T.G. – Prefettura di Foggia, Ministero dell’Interno e Questura di Foggia, per l’annullamento di un passato decreto del Prefetto della Provincia di Foggia e di un altro emesso dal Questore della Provincia di Foggia, relativi, generalmente, al divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti nonché la revoca dell’autorizzazione al porto di fucile da caccia.

Come riporta il Tar, “Il ricorrente censura per difetto di istruttoria, inadeguatezza e illogicità della motivazione il divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti nonché la revoca dell’autorizzazione al porto di fucile da caccia, adottati, il primo dal Prefetto, sul presupposto che egli era stato deferito all’Autorità giudiziaria per maltrattamento e uccisione di un cane e per esplosioni pericolose, il secondo dal Questore per incompatibilità del porto d’armi con il divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti”.

“Per potersi allora affermare, come nel provvedimento prefettizio, il venir meno, in capo al ricorrente, dell’affidamento sul corretto uso delle armi, occorre dare adeguato riscontro che il destinatario del divieto abbia impiegato in modo non corretto l’arma legittimamente detenuta, in coerenza con un sistema di norme che ne consente l’uso, previa autorizzazione, o non lo persegue ove ricorrano esimenti o scriminanti per fatti astrattamente riconducibili ad ipotesi di reato”, hanno osservato tra l’altro i magistrati del TAR, accogliendo il ricorso.

Redazione StatoQuotidiano.it

Deferito per uccisione cane, divieto porto d’armi a foggiano. TAR ribalta ultima modifica: 2017-10-01T13:29:29+00:00 da Redazione



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