Editoriali

Sogno un’industria energetica a favore territorio


Di:

Tamburi Taranto (indicazioni stradali, Ph: infoggi)

Bari – “LA Proposta di Legge ‘Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale’ (di cui sono l’estensore e primo firmatario, insieme ai Gruppi regionali di SEL e della Puglia Per Vendola) è stata finalmente avviata alla discussione nella Commissione Ambiente. Essa è stata profondamente innovata rispetto alla prima stesura, dando priorità al diritto alla salute affidato alle Regioni (anche con legittime deroghe in meglio sulla tutela dei valori ambientali) rispetto alle attribuzioni affidate allo Stato dalla Costituzione in materia ambientale.

L’approvazione della mia proposta di legge consentirà alla Regione di affrontare e tentare di risolvere il problema della cosiddetta eco compatibilità delle fabbriche nei territori ad elevato rischio ambientale come a Taranto, la città che rimane la più inquinata d’Italia. Il prof. Assennato ha ricordato, durante la presentazione all’Ilva del rapporto su ‘Ambiente e Sicurezza’, l’ostilità degli industriali tarantini e dei Riva nei confronti della legge regionale sulla diossina (che affrontava quel tema dal versante della salute dei cittadini) con motivazioni di impossibilità tecniche per raggiungere il traguardo di 0,4 ng./mc. Ma grazie alla testardaggine di Vendola, della Regione Puglia, degli Enti locali e dei movimenti ambientalisti (che ci hanno insegnato come l’ecompatibilità anche a Taranto sia possibile) oggi questa scommessa è stata vinta.

Come dovrà essere vinta per gli ulteriori obiettivi che poneva l’Arpa e Assennato in Ilva: le emissioni inquinanti degli IPA, in primis il Benzoapirene, e il diffondersi delle polveri nel martoriato Quartiere Tamburi e dintorni. La mia pdl va incontro a tale esigenza imponendo il campionamento in continuo su tutte le fonti emissive e la copertura dei parchi minerali con le migliori tecnologie disponibili.
E’ vero che come per la diossina devono essere impiegate notevoli risorse per raggiungere tali risultati, ma la salute dei tarantini non ha prezzo rispetto anche a quanto hanno già pagato in termini di morti per tumori e di malattie gravi.

Per completare il quadro la citata pdl si prefigge di ridurre i limiti, per almeno il 20 % dei valori imposti dalle Leggi nazionali, di tutte le emissioni inquinanti in aria, nelle falde acquifere e nell’aria, proprio nelle Aree Industriali regionali con elevata concentrazione di sostanze chimiche tossiche, come a Taranto, Brindisi e Manfredonia. Altra notizia positiva in questi giorni viene dall’approvazione in Consiglio regionale dell’ordine del giorno riguardante la riduzione delle emissioni di CO2 in Puglia, che determinano sconvolgimenti atmosferici provocando fenomeni disastrosi come le ‘bombe d’acqua’ a Ginosa, in Liguria, a Roma, ecc. Taranto ha il triste primato di essere in tal senso la città più inquinante in Europa con l’Ilva (10,7 milioni di tonnellate di CO2) e l’Enipower (con 9,5 tonn.), seconda è Brindisi con la Centrale Enel di Cerano con 15,5 milioni di tonn. di CO2.

La Regione Puglia, con il Piano Energetico Ambientale (PEAR), si è prefissa l’obiettivo di ottemperare agli accordi di Kyoto con la riduzione di CO2 di almeno il 20% e l’OdG approvato va in tal senso.
In merito a questo era ingiustificabile l’ulteriore aggravio (600% ) di CO2 della costruenda Centrale Enipower a Taranto, che, pur eliminando l’anidride solforosa, aumentava l’inquinamento anche con il monossido di carbonio (300% in più). Anche l’Eni si deve porre, come ha fatto meritoriamente l’Ilva, obiettivi di ambientalizzazione del suo insediamento industriale su Taranto.

Non può arrogantemente chiedere, come fece quando ero vicesindaco, di imporre l’aumento della potenza, per ben otto volte (poi sceso a 4), della sua Centrale e il raddoppio dell’Eni con Tempa Rossa per far affari sulla pelle dei tarantini senza dare nulla in cambio alla Città. Per questo apprezzo il risolutivo intervento sulla questione del Presidente Vendola, il quale con coerenza e determinazione ha imposto almeno il dimezzamento della potenza della suddetta Centrale.
Gli enti locali (Comune e Provincia) devono far rispettare questo limite e richiedere inoltre delle compensazioni ambientali.

L’Eni ha anche un gestore per l’energia elettrica ed il gas perché non programma su Taranto, con anticipazioni gratis per i cittadini, l’istallazione del fotovoltaico su tutti i tetti della Città?
Ciò comporterebbe un abbattimento dei costi di gas ed elettricità, per le famiglie, che in questi momenti di crisi fa molto comodo, e soprattutto un sensibile miglioramento dell’ambiente. Posso sognare ad occhi aperti una Convenzione innovativa tra gli Enti Locali ed una grande Industria nazionale che non vuole depredare il nostro territorio ma con l’aumento delle produzioni portare benessere a tutti i cittadini?”.

(Alfredo Cervellera è consigliere regionale SeL – a.cervellera@libero.it)

Sogno un’industria energetica a favore territorio ultima modifica: 2011-12-01T16:40:24+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi