Capitanata

Foggia, bike sharing ai nastri di partenza. O al palo?


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Bike sharing a Viale Telesforo, ecco le bici. (foto: la Voce di Foggia)

Foggia – ADESSO, in città, stanno comparendo le postazioni che accoglieranno le ‘bici condivise’. Adesso, ovvero a quattro anni dalla prima approvazione, timbrata nientemeno che Carmine Stallone (ma, all’epoca era circostanziata alla sola città di Foggia e solo in un secondo tempo, come vedremo, sarà estesa anche a Manfredonia e Vieste). Capannelli neri con rastrelliera incorporata. Qualcuno è già completo, con tanto di biciclette in dotazione; qualcun altro, completato, lo si è dovuto correggere in corsa, ritirando le biciclette pare – ma è solo una voce – per il furto dei sellini. Altri, la maggior parte, sono ancora in alto mare, con la struttura, ma senza materia prima.

I numeri. A Palazzo Dogana-barra-Via Telesforo prendono però tempo. E lesinano le informazioni. Dall’Ufficio Stampa ci rimandano addirittura a comunicati e delibere vecchie anche tre anni dove, ci dicono, c’è tutto scritto. Ed in effetti, è così. Derivazione dei fondi: Regione Puglia. Quantità del gruzzolo stanziato: 833 mila monete da un euro. Totale destinato ai tre centri inclusi nel progetto: Foggia, 248 mila euro; Manfredonia, 42.384 euro; Vieste, 52.980 euro (ovvero, 343.664 euro). Numero delle postazioni e delle rastrelliere per l’implementazione della mobilità sostenibile (a Foggia): 12 capannelli da 8 bici ciascuno e 9 rastrelliere. Focalizzandoci su Foggia (a Vieste l’installazione è già avvunuta ad agosto), i calcoli parlano di 96 mezzi, da ripartirsi fra centro e periferie (non troppo periferiche per la verità) concentrati in punti strategici come Università, stazione, biblioteca, ospedale. Precisamente le postazioni per il ritiro delle biciclette saranno posizionate così: Parcheggio Ginnetto, Via Diomede (8 bici); Parcheggio Zuretti, C.so Roma (8 bici); Parcheggio Municipio, C.so Garibaldi (8 bici); Parcheggio stazione FF.SS., P.le Vittorio Veneto (8 bici); Provincia di Foggia, Via Telesforo (8 bici); Università, Via Amm. Da Zara (12 bici); Comune/Università, Via Gramsci (8 bici); Ospedali RR., Viale L. Pinto (8 bici); Ente Fiera, C.so Mezzogiorno (8 bici); Municipio VV.UU., Viale Manfredi (8 bici); VV.UU. Rione Candelaro, Viale Candelaro (8 bici); Capolinea ATAF C.E.P., Viale Kennedy (8 bici). Le rastrelliere fisse già presenti in città saranno inoltre integrate con ulteriori 20 rastrelliere ciascuna da 10 posti. Dieci rastrelliere saranno collocate in Piazza Cavour, Piazza S. Pio X, Via Duomo, Piazza Giordano – Uffici Statali, Corso del Mezzogiorno – Gema, Via Rotundi ITIS Altamura , Via Dante, Via Grecia – Poliambulatorio A.S.L., C.so Vittorio Emanuele – Isola pedonale, Piazza del Lago. Per le restanti si procederà all’ubicazione su indicazione dell’Ufficio al Traffico del Comune di Foggia.

Il regolamento. Questo, nelle intenzioni. Perché, se è vero – come è vero – che i lavori di sistemazione delle postazioni sono quasi stati ultimati, restano da illuminare le molte oscurità permanenti. Per esempio, quelle inerenti le modalità di fitto. Le uniche certezze sono in un remoto comunicato stampa diramato dalla Provincia ormai 14 mesi fa (ottobre 2010). Si spiegava, nella nota, che, “per utilizzare le biciclette sarà necessario entrare in possesso di una apposita chiave codificata che, inserita nel dispositivo presente nella rastrelliera, permetterà all’utilizzatore di sganciare la bicicletta, mentre la chiave codificata rimarrà ancorata nel dispositivo a serratura della rastrelliera, al fine di consentire agli uffici di individuare il suo possessore in mancanza della bicicletta”. Costo della chiave, cauzionale, 10 euro, con possibilità di ritiro presso non meglio precisati “uffici competenti” di Comune e Provincia. Disposizioni, queste, scritte ma mai comunicate. D’altra parte, la loro utilità in assenza di bici è praticamente pari a quella di un phon nel bel mezzo dell’oceano Atlantico: nessuna.

Il bike sharing viestano (eco-logicasrl.it)

Toccata e fuga. Furti? Eppure, anche se solo per qualche ora, i velocipedi hanno fatto la loro comparsa. Di sicuro, una settimana fa, erano 8 i mezzi fermi ed ancorati alle postazioni al di sotto della nuova sede della provincia, in Via Telesforo. Lo confermano i dipendenti dell’Ente. E, più di tutto, lo conferma una fotografia pubblicata sul social network facebook dal gruppo Voce di Foggia. Così come erano state disposte anche nei pressi dell’Ateneo. Le biciclette non ci sono più, rapidamente ritirate, pare, per il furto di alcuni sellini. Roba ambita e facilmente smerciabile nei tanti mercati e mercatini, più o meno legali e controllati, che proliferano in città.

Anno 2009, Pecorella: “Partiremo fra poche settimane”. Oggi, le uniche cose che da Viale Telesforo ci sentono di confermare addetti dell’Ufficio Ambiente è che “contiamo di partire fra pochi giorni. Al massimo qualche settimana”. Non è una rassicurazione. A giugno del 2009, l’assessore Stefano Pecorella, non ancora travolto dalla passione per le vicende del Parco regionale del Gargano, dichiarava: “Entro poche settimane daremo il via libera ufficiale all’attivazione del progetto ‘Bike Sharing’, consentendo ai cittadini della Capitanata di avere a disposizione biciclette per gli spostamenti urbani e promuovendo così una cultura ambientale e dei trasporti in grado di ridurre sensibilmente i livelli di inquinamento”. Dire che le settimane trascorse da allora sono quasi duecento sarebbe impietoso. E non è un caso che, esattamente due anni dopo quell’uscita (giugno 2011), il consigliere provinciale del Partito democratico, Sergio Clemente, poneva fine ad un silenzio di tomba dell’opposizione sulla questione sostenibilità mobile tirando in ballo direttamente il Presidente della Giunta di Palazzo Dogana, Antonio Pepe, in un’interrogazione risultata vana. “La Regione Puglia stanzió 830mila euro poi rimodulati dalla Provincia nel 2010, quando a febbraio si decise per la realizzazione, a Foggia, di dodici ciclostazioni, destinate ad accogliere 100 biciclette. A distanza di 16 mesi non si capisce quale attività abbia svolto l’assessorato per realizzare le opere ed attivare il servizio, mentre tante biciclette stanno a prendere polvere nel cortile di Palazzo Dogana e negli scantinati di qualche scuola o ufficio provinciale”.

Il contratto. Nell’ottobre precedente (2010), l’accordo siglato tra Provincia e i tre comuni coinvolti aveva sciolto le riserva. Un mese dopo l’interrogazione di Clemente, a luglio di quest’anno, dunque, Palazzo Dogana e Ati (Associazione Temporanea d’Impresa) siglano un accordo per la fornitura con due imprese: l’Ecologica srl e la C’entro in bici srl. Sarebbe toccato a loro, assicurare la realizzazione delle postazioni, delle pensiline, delle rastrelliere ed a curare la manutenzione degli impianti installati a Foggia, Vieste e Manfredonia. “La firma del contratto è il passaggio più importante e decisivo della procedura finalizzata al progetto”, esultò Pecorella. Nelle intenzioni delle parti e, soprattutto, nelle posizioni della Provincia, appena dopo l’estate si sarebbe dovuto procedere con le inaugurazioni delle postazioni. E, quindi del servizio. Trascorsa l’estate e trascorso l’autunno, i pedali del capoluogo sono fermi al punto di partenza.

p.ferrante@statoquotidiano.it-riproduzione riservata

Foggia, bike sharing ai nastri di partenza. O al palo? ultima modifica: 2011-12-01T14:42:31+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • pippy

    ma a manfredonia non le avevano messe?k fin hanno fatto?era una buona iniziativa, sia dal punto di vista ecologico che salutista…mah!hanno lasciato solo l’attrezzatura di parcheggio

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