Cronaca

Trani, truffavano assicurazioni: arrestati chirurgo, titolare e socio agenzia


Di:

Agente assicurazioni auto (assicurazione-auto-online.net)

Trani – STAMANE, i Carabinieri della Compagnia di Trani hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di altrettanti soggetti, accusati a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa in concorso in danno di numerose compagnie assicurative, truffa in concorso in danno di privati cittadini, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, estorsione e ingiuria.


Gli arrestati.
Con queste pesanti accuse sono finiti agli arresti domiciliari una 35enne di Trani, titolare di un’agenzia di infortunistica stradale a Corato, un 52enne di Barletta, socio della predetta agenzia e un 46enne medico chirurgo, specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni. L’attività di indagine viene avviata nell’Agosto del 2010, quando una donna di Trani ha presentato una querela per truffa, atto questo che ha portato gli investigatori, dopo accurati accertamenti, a disvelare un sodalizio criminoso finalizzato a frodare le compagnie assicurative. I compartecipi dell’associazione, mediante artifizi e raggiri, consistiti nel confezionare e produrre certificati medici falsi, richiedevano per conto delle vittime degli incidenti – ignari delle falsificazioni – o indebiti indennizzi o risarcimenti maggiori rispetto al dovuto.

Centrale il ruolo del medico che, per portare a compimento l’illecito disegno criminoso, incaricato dall’agenzia di infortunistica stradale, in relazione alle certificazioni rilasciate in sede di prima valutazione dal personale del Pronto Soccorso (generalmente di 4 giorni), mediante falsità ideologica e materiale, stilava per ogni singolo soggetto, altri due certificati medici ed una dettagliata relazione conclusiva attestante patologie più gravi di quelle riscontrate, con tempi di guarigione maggiori rispetto alla realtà (generalmente di 40 – 45 giorni). Il professionista, inoltre, certificava falsamente danni biologici inesistenti emettendo fatture fiscali per prestazioni sanitarie mai effettuate. Copia della suddetta documentazione veniva poi consegnata ai medici fiduciari delle rispettive compagnie di assicurazioni, inducendoli in errore sull’esatta patologia sofferta. In sostanza, la falsa certificazione prodotta dal medico aveva il fine illecito di far lievitare la somma risarcitoria delle compagnie di assicurazioni in relazione all’inabilità e al danno biologico permanente del paziente. Le somme corrisposte dalle compagnie di assicurazione venivano poi introitate e ripartite illecitamente tra i tre indagati e solo una minima parte veniva corrisposta alle ignare vittime degli incidenti.

In considerazione della gravità e della concordanza degli elementi probatori raccolti nell’indagine, il 31 Gennaio us venivano eseguite delle perquisizioni presso le abitazioni e gli uffici in uso agli indagati, con contestuale sequestro della documentazione cartacea ed acquisizione del flusso informatico archiviato sugli hard disks in uso ai predetti. Su quanto sequestrato veniva disposta una consulenza tecnica medica ed una informatica, che permettevano di accertare in maniera inequivocabile la falsità della documentazione medica ed i rapporti tra i tre indagati. Nel sodalizio criminoso, spicca in modo particolare la condotta della donna responsabile dell’agenzia di infortunistica stradale, la quale, al fine di impossessarsi delle somme di denaro, frutto dell’attività illecita, esercitava nei confronti dei propri clienti, una forte pressione psicologica; con una serie di raggiri ed illecite pretese sfocianti in minacce e richieste estorsive, obbligando le vittime a firmare gli assegni per appropriarsi della maggior parte delle somme di denaro (superiori all’eventuale compenso dovuto), che venivano successivamente ripartite tra gli associati.

Al 52enne, socio dell’agenzia, il compito invece di coadiuvare e gestire tutta l’attività posta in essere dalla titolare dell’agenzia e di raccogliere e gestire tutta la documentazione medica prodotta falsamente dal Dottore. I militari hanno infine eseguito il sequestro preventivo dell’agenzia, luogo nella quale si sviluppavano gli accadimenti delittuosi sopra descritti. I tre, sulla base del provvedimento emesso dal GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura, sono ora sottoposti agli arresti domiciliari.

Redazione Stato

Trani, truffavano assicurazioni: arrestati chirurgo, titolare e socio agenzia ultima modifica: 2011-12-01T12:15:04+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Eugenio Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Se il Decreto Bersani è puntualmente ignorato dalle grandi società di telefonia mobile ed assicurative!

    Con il presente intervento intendo segnalare un paio di episodi spiacevoli in cui sono incappato , nella duplice veste, “in primis” , di consumatore/utente e, in seconda battuta, anche in qualità di avvocato e legale, impegnato nella tutela delle proprie legittime aspettative di diritto; entrambe le circostanze di fatto, che mi accingo a raccontare, aventi come unico comune denominatore il mancato palese rispetto della normativa di legge introdotta dal tanto “vituperato” Decreto Bersani, convertito, successivamente, nella legge 2/04/2007.

    Tra le numerose previsioni normative ,contemplate nella summenzionata legge, nata per meglio tutelare i consumatori, spiccano le disposizioni degli artt. 1 e 5 in tema di telefonia mobile e di assicurazioni auto.

    Nello specifico l’art 1 prevede , tra l’altro “il divieto della previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico telefonico e relativo a schede prepagate di gestori televisivi acquistate dal consumatore utente”. In sintesi, non è, cioè, consentito dalla legge né far “scadere” le SIM telefoniche, né le carte prepagate della cd televisione in “pay per view” (per esempio le schede “Mediaset Premium” per il digitale terrestre ), come se fossero dei “cartoni di latte” con una loro natura scadenza legata ad un fisiologico processo di deterioramento!

    Ebbene attualmente tale norma resta “lettera morta”, palesemente e volutamente disapplicata dalle grandi aziende e società sia di telefonia mobile, sia proprietarie di emittenti televisive private, che trasmettono programmi “criptati a pagamento” sui canali del digitale terrestre o satellitari.

    Io stesso ho potuto constatare ,di persona, tali comportamenti illegittimi, in quanto mi è capitato di “subire” un azzeramento del credito e conseguente relativa “scadenza” di validità sia di una scheda telefonica (SIM) Wind (per una mancata ricarica del cd. “traffico telefonico” entro i 13 mesi dalla precedente ricarica), sia di una scheda prepagata Mediaset Premium (a causa del cambio del sistema di codifica della scheda da parte del gestore avvenuto nel mese di giugno).

    Interpellate ( con molta fatica !) telefonicamente e poi, regolarmente e legalmente costituite in mora (tramite una raccomandata A/R) , le due summenzionate grandi aziende e società a livello nazionale, tramite loro responsabili, hanno spontaneamente e “candidamente” ammesso di ritenere di non dover aderire alla normativa vigente in quanto, a loro dire, non specifica e ,quindi, ingiusta .
    Medesima risposta è stata ricevuta da numerosi altri utenti-consumatori incappati nella medesima situazione, di cui ho potuto prendere atto grazie alla professione di legale che esercito.

    Resta ,pertanto, un legittimo interrogativo : “ Ma una legge va rispettata solo dal cittadino comune, e la grandi società possono invece eluderla se la ritengono ingiusta?”

    L’art. 5 della legge del 2/04/2007 ,invece, tra le altre disposizioni a favore del utente che assicura il proprio autoveicolo, prevede la possibilità , in caso di titolarità di un seconda autovettura , che il medesimo contraente possa far assicurare anche l’altra automobile, di sua proprietà, pretendendo dal proprio Istituto Assicurativo l’applicazione della classe di “bonus-malus” già raggiunta con il primo autoveicolo.

    La conseguenza pratica di tale norma è evidente e consiste in un risparmio economico di denaro non indifferente potendo il consumatore, ad esempio, pagare l’assicurazione per il secondo veicolo magari applicando una classe di merito terza o quarta rispetto alla 14 ma. ordinaria di ingresso.

    Eppure, anche in questo caso, Vi posso assicurare che la suddetta norma viene disattesa palesemente da numerosi Istituti Assicurativi. Io stesso, in qualità di avvocato e legale di numerosi clienti/automobilisti, ho provato ad eccepire per iscritto l’esistenza dell’art. 5 della legge Bersani a numerosi Istituti Assicurativi Ras Ass.ni, i quali , di tutta risposta, hanno “fatto spallucce” ribadendo la medesima “litania” di non ritenere applicabile al caso concreto la normativa e ,comunque, di considerarla ingiusta “nei propri confronti” !

    Contro tali “candide” ed aperte violazioni della normativa vigente , noi stessi avvocati, miseramente falliamo, perché dotati di “armi spuntate”, in quanto collegate alla cronica lentezza dei Tribunali, ed agli alti costi della Giustizia : hanno maggiore successo , invece, le inchieste denunce, nei confronti dei soliti forti poteri economici che continuano a farla da padrone nei riguardi del consumatore-utente, effettuate da validi programmi televisivi come “Striscia la Notizia”, “Le Iene” o “Mi manda Rai 3”!!!.
    Foggia, 1 dicembre 2011 Avv. Eugenio Gargiulo

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