Manfredonia

Debito milionario, chiusa la clinica San Michele, stop ricoveri

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Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO)

Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO - archivio)

Foggia/Manfredonia – DA ieri, 30 novembre, la Casa di cura San Michele ha dismesso tutti i ricoveri con chiusura relativa dei reparti. E’ quanto riferiscono fonti vicine all’ambiente.

Lo stop sarebbe arrivato dal personale medico e paramedico (complessivamente si parla di 33/34 dipendenti sotto contratto con la Daunia Medica Spa, gestrice della clinica privata, una decina in Cig su rotazione) dopo l´incontro di ieri mattina con Agostino Delle Vergine, ex direttore generale Riuniti di Foggia, attuale consulente di Potito Salatto, co-amministratore della Daunia Medica.


I dipendenti sarebbero in attesa di due mensilità (ottobre-novembre) preoccupati in primo luogo per la situazione debitoria emersa: si parla di “1.700.000 euro di debiti, con costi del personale pari a 1.400.000 euro”.

Da ieri sera, 30 novembre, la clinica (con reparti di lungodegenza e geriatria, il primo già sospeso) non accetta dunque più ricoveri, con alcuni dipendenti ancora nella struttura per lo svolgimento delle funzioni amministrative. La società continuerebbe a ricevere “ricorsi per decreti ingiuntivi”, in primis dai fornitori.

“L’epilogo conferma i numerosi errori di gestione intercorsi negli anni. A pagarne le conseguenze? I lavoratori”, dice un ex dipendente a Stato.

Il sindaco Riccardi: “la situazione è davvero complessa; resto fermo agli impegni assunti in prefettura dalle parti“.


L’incontro in Prefettura.
Il 13 novembre si era svolto infatti un incontro in Prefettura a Foggia tra il Direttore Generale dell’Asl Manfrini, il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, il proprietario della clinica Potito Salatto. Il proprietario della Clinica “San Michele”, Potito Salatto, era intervenuto facendo rilevare che “al netto delle vicende giudiziarie che sono in corso ed il quale esito sarà tutto da verificare, sono stati fin qui totalmente disattesi gli accordi formali presi con la Regione in un tavolo al quale erano presenti Vincenzo Pomo, Direttore di area dell’Agenzia Regionale Sanitaria Pugliese, l’Assessore Regionale alle Politiche dalla Salute, Ettore Attolini ed il Direttore Generale dell’ASL foggiana, Attilio Manfrini“.

“Gli accordi prevedevano l’autorizzazione e l’accreditamento della struttura nella fascia B invece della fascia C dove è attualmente collocata; la riduzione per legge del 10% dei posti letto delle strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale avrebbe comportato il passaggio dai 35 di cui disponeva la Clinica a 31, tutti destinati alla geriatria eliminando la lungodegenza (dismessa); l’aggiunta di un modulo costituito da 20 posti letto e destinato ai malati di Alzheimer; la possibilità di aprire un poliambulatorio aggiuntivo. Salatto ha fatto notare che se la Regione riuscirà a tenere fede agli impegni assunti ci sarà la possibilità per la proprietà di riassumere i nuovi dipendenti in cassa integrazione, riportando così l’organico complessivo a 38 unità lavorative. L’occasione è stata propizia per rimarcare come manchino all’appello, nel periodo riferito tra il 2011 ed il 2012, circa 900 mila euro che la ASL non ha ancora provveduto ad accreditare alla Casa di Cura ‘San Michele’ e che, a dire di Salatto, pesano in maniera determinante sugli stipendi dei dipendenti”.


g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • andatevia@hotmail.com

    Questi accordi con chi sono stati presi?Perche’ non fanno i nomi.


  • andatevia@hotmail.com

    Scusate,ma perche’ arrivano i decreti ingiuntivi?
    E’ vero che i dipendenti licenziati piu’ di un anno fa’ non hanno ancora ricevuto il dovuto?
    Cara redazione informatevi e fatevi spiegare perche’ ancora non hanno pagato i dipendenti licenziati.


  • andatevia@hotmail.com

    Cara redazione chiedete alla societa’ perche’ ancora non e’ stato reintegrato il dipendente licenziato che HA VINTO LA CAUSA.


  • andatevia@hotmail.com

    Carissimo Dottor De Filippo cosa dice specificatamente l’Ordinanza del Sindaco e l’Ordinanza del Tar.
    Chieda informazione ad un legale e poi le metta online.


  • Redazione

    Gentile lettore,
    alleghiamo nell’articolo gli atti ai quali fa riferimento; saluti;grazie; Red.Stato


  • andatevia@hotmail.com

    Leggete cosa riporta l’ORDINANZA DEL TAR del 26/10/2012

    “rilevato che la tesi di parte ricorrente, con cui si contesta la correttezza dell’accertamento ispettivo posto a base del provvedimento sindacale (in particolare si deduce che il tecnico di radiologia era effettivamente in servizio), non è supportata da alcun elemento probatorio idoneo a confutare gli accertamenti effettuati. Infatti, la ricorrente non ha prodotto alcuna idonea documentazione (ad es. libro matricola, indicato in ricorso ma non presente tra gli allegati; oppure copia del libro di presenze giornaliere dei lavoratori dipendenti), volta a dimostrare l’assunzione di un tecnico per la radiodiagnostica ambulatoriale;

    IL LIBRO MATRICOLA!!!!!!!!!!!!!!!!


  • Redazione


  • andatevia@hotmail.com

    REPUBBLICA ITALIANA

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

    (Sezione Seconda)

    ha pronunciato la presente
    ORDINANZA

    sul ricorso numero di registro generale 1337 del 2012, proposto da:

    Daunia Medica S.p.A., rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Abbattista, con domicilio eletto presso Gaetano Scattarelli in Bari, piazza L. di Savoia, n.37;

    contro
    Comune di Manfredonia;
    Azienda Sanitaria Locale Foggia, rappresentata e difesa dall’avv. Giovanna Corrente, con domicilio eletto presso Giovanna Corrente in Bari, via M. Celentano, n.27;
    per l’annullamento
    previa sospensione dell’efficacia,
    – dell’ordinanza n. 18 del 12.7.2012, conosciuta in data 17.7.2012, a mezzo della quale il sindaco del comune di Manfredonia ordinava al legale rappresentante della casa di cura s. Michele, di proprietà della daunia medica s.p.a., di sospendere con effetto immediato “ogni attività sanitaria di diagnostica per immagini presso la casa di cura san Michele sita in Manfredonia alla via cozzolete, a partire dalla notifica della presente ordinanza” con l’avvertenza che la mancata ottemperanza avrebbe comportato la sanzione di cui all’art. 650 c.p.;
    – della nota prot. n. 54268 del 26.6.2012 con la quale il direttore del dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale Fg richiedeva al sindaco del comune di Manfredonia l’immediata emanazione, ai sensi dell’art. 15 della l.r. n. 8/2004, di provvedimento di sospensione di ogni attività sanitaria di diagnostica per immagini presso la struttura ambulatoriale sita in Manfredonia alla via cozzolete sul presupposto che fosse venuto meno uno dei requisiti organizzativi fondamentali previsti per la struttura ai sensi della normativa in materia;
    nonché per il risarcimento
    di tutti i danni subiti dalla società ricorrente a causa dei provvedimenti impugnati.

    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visto l’atto di costituzione in giudizio di Azienda Sanitaria Locale Foggia;
    Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
    Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
    Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2012 il dott. Desirèe Zonno e uditi per le parti i difensori avv. Giovanni Abbattista e avv. Giovanna Corrente;

    Rilevato che la ricorrente (società titolare di struttura sanitaria esercente in regime di autorizzazione l’attività di radiodiagnostica, oltre che titolare di accreditamento per altre branche) impugna il provvedimento sindacale con cui le è stata imposta la sospensione sine die dell’attività di radiodiagnostica presso la struttura ambulatoriale;
    rilevato che con il primo motivo censura la violazione della normativa di settore (in particolare dell’art. 15, co 6, L.R.8/2004) in quanto sostiene che, a seguito delle violazioni contestate (carenza di un tecnico assunto per l’attività radiodiagnostica ambulatoriale), avrebbe dovuto assegnarsi termine per la regolarizzazione dei requisiti difettanti e solo in caso di inadempimento, si sarebbe potuta comminare la sospensione dell’attività;
    ritenuto che, in base agli atti del fascicolo processuale, risulta che l’ASL ha accertato l’assenza di un tecnico di laboratorio impiegato per l’attività AMBULATORIALE di radiodiagnostica;
    rilevato che la tesi di parte ricorrente, con cui si contesta la correttezza dell’accertamento ispettivo posto a base del provvedimento sindacale (in particolare si deduce che il tecnico di radiologia era effettivamente in servizio), non è supportata da alcun elemento probatorio idoneo a confutare gli accertamenti effettuati. Infatti, la ricorrente non ha prodotto alcuna idonea documentazione (ad es. libro matricola, indicato in ricorso ma non presente tra gli allegati; oppure copia del libro di presenze giornaliere dei lavoratori dipendenti), volta a dimostrare l’assunzione di un tecnico per la radiodiagnostica ambulatoriale;
    rilevato che parte ricorrente ha allegato, in sede di discussione orale, che il tecnico deputato all’effettuazione dell’attività radiodiagnostica ambulatoriale è lo stesso assunto per l’attività di radiodiagnostica connessa ai ricoveri;
    ritenuto che tale allegazione è del tutto indimostrata e, pertanto, non può avere ingresso alcuno in sede processuale;
    ritenuto che, in base agli atti processuali, deve ritenersi che l’effettuazione degli accertamenti di radiodiagnostica è avvenuto, sinora, senza l’assistenza di un tecnico qualificato;
    ritenuto che in tale caso si configura un serio rischio per la salute pubblica in quanto il dosaggio radioattivo va costantemente monitorato da un tecnico specialistico a ciò abilitato;
    ritenuto, pertanto, che la prima doglianza appare infondata in quanto all’ipotesi in esame è applicabile il co 4 art. 15 L.R. 8/2004
    rilevato che non può apprezzarsi neppure la fondatezza della seconda doglianza con cui si contestano gli accertamenti ispettivi, per le ragioni già indicate;
    ritenuto che la III doglianza con cui si contesta il corretto esercizio del potere sanzionatorio sotto il diverso profilo dell’estensione oggettiva del provvedimento di sospensione a tutta l’attività radiodiagnostica (compresa quella funzionale all’attività di ricovero) e non solo a quella ambulatoriale, non è fondata poiché dal tenore complessivo del provvedimento, nonché dagli atti istruttori si evince chiaramente che l’ordine di sospensione è limitato alla sola attività di radiodiagnostica ambulatoriale;
    ritenuto che, comunque, non sussiste neppure il periculum, attesa l’esiguità delle prestazioni di radiodiagnostica ambulatoriale, allegata nello stesso ricorso;
    ritenuto che non sussistono ragioni per derogare al principio di soccombenza;
    P.Q.M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Seconda) rigetta l’istanza cautelare.
    Condanna la società ricorrente al pagamento, in favore dell’ASL FG, delle spese della presente fase cautelare, che liquida in euro 1000,00 omnicomprensivi di diritti, onorari e spese.
    La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
    Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2012 con l’intervento dei magistrati:
    Sabato Guadagno, Presidente
    Antonio Pasca, Consigliere
    Desirèe Zonno, Primo Referendario, Estensore

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 26/10/2012
    IL SEGRETARIO
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

    “con l’avvertenza che la mancata ottemperanza avrebbe comportato la sanzione di cui all’art. 650 c.p”,

    E’STATA APPLICATA?


  • VENERE

    DEVONO PAGARE I SOLDI AI DIPENDENTI,E A QUELLI CHE STANNO IN CAUSA,E SE CIò NON SUCCEDE TUTTI ——————E MOLTI (CHE Lò SANNO),ANDRANNO —————- è UNO SCANDALO VERO E PROPIO…Nè VEDRETE DELLE BELLE.


  • MALLOPPO

    GIUSTO,VENERE HA RAGIONE!!!


  • ex CDA

    gli hanno dato anche un premio
    siamo solo dei cantastorie


  • Grazie Stato Quotidiano

    Nella famossima cittadina alla quale
    giustamente gli è stata affibiata il nomignolo de ” La città dei balocchi”
    dove ci sono debiti mostruosi e fallimenti dappertutto e altro, ora i nodi stanno venendo al pettine!!


  • andatevia@hotmail.com

    Dove sono finiti quelli che avevano salvato La San Michele,vergognatevi.


  • Ics

    Gatta che ne pensa ora??Dai commenta come al tuo solito….Qui è tutto un fosso…


  • livio

    i dipendenti sono una vita che hanno denunciato queste cose


  • andatevia@hotmail.com

    CARA REDAZIONE,dove sono i signori che difendono i lavoratori,CGIL-CISC e UIL nelle persone di TAVANO-D’ALESSANDRO e GIORGIONE,cosa stanno facendo,non hanno nienteda dire?
    Perche’ non si fanno vedere in casa di cura san michele?
    Dottor De Filippo ha provato a chiamarli?
    Chieda le loro IMPRESSIONI.


  • andatevia@hotmail.com

    Dottor De Filippo,chieda anche perche’ non si sono presentati in provincia a firmare la CIGS IN DEROGA il signor GIORGIONE e D’ALESSANDRO,eppure era qualcosa di molto importante per i lavoratori,perche’ hanno lasciato firmare solo alla signora TAVANO?
    SONO CURIOSO DI SAPERE QUALI MOTIVAZIONI daranno.


  • andatevia@hotmail.com

    Egregio Direttore De Filippo,e’ da pochi giorni che ho iniziato a scrivere un libro sulle vicende della casa di cura,le chiedo per onor di cronaca,ma soprattutto per il mio libro,sapere in quale Bur della regione Puglia e’ stata pubblicata la delibera di riconversione,ho fatto tante ricerche ma non riesco proprio a trovarla.
    La ringrazio anticipatamente.


  • andatevia@hotmail.com

    Adesso che non ci sono ricoverati chi e’ a guardia della struttura?
    Le guardie giurate?
    O per risparmiare ci sono ausiliari e infermieri?
    E’ possibile avere informazioni?


  • Redazione

    Buongiorno,
    cercheremo di fornire risposta alle sue domande; al momento ci sarebbero soltanto dei dipendenti per la vigilanza della struttura; da domani gli aggiornamenti; saluti; Red.Stato


  • Redazione

    Quello che stamattina ho letto su alcuni siti online ha riaperto una ferita che nemmeno 50 anni di cure potra’ guarire.

    Io montanaro e tutti i montanari si chiedono e si chiederanno per anni a cosa e’ servito far chiudere una realta’ tra le migliori della Puglia per rianimare qualcosa che a tutt’oggi ancora non si riece a spiegare.

    PERCHE’?
    Davvero per la citta’ di Monte, per i dipendenti e cittadini di Manfredonia la soluzione presa tempo fa’ era la migliore?

    I fatti stanno dimostrando di No.
    Monte Sant’Angelo si ritrova senza una sanita’,Manfredonia si ritrova con dei dipendenti che al momento non sanno come sara’ il loro DOMANI ed una realta’ sanitaria che non si capisce cosa voglia fare nel prossimo DOMANI.
    Ma la sorpresa piu’ NEGATIVA e’ l’assenza delle ISTITUZIONI,dove sono-cosa fanno-cosa diranno?

    Perche’ questa struttura ha da tempo lentamente sospeso i ricoveri in lungodegenza e da giorni in geriatria(da ieri nessun ricovero) e nessuna ISTITUZIONE ha chiesto chiarimenti,cosi’ sembra al momento.
    Il Sindaco di Monte Sant’Angelo cosa pensa al riguardo,la nostra citta’ puo’ chiedere danni a chi di dovere?

    Il Sindaco di Manfredonia cosa pensa e cosa ha intenzione di fare per il futuro dei dipendenti,davvero la societa’ meritava una seconda opportunita’?

    I consiglieri regionali dove vivono,possibile che non sono informati,quando lo saranno cosa uscira’ dal loro saper fare?

    E i politici locali della citta’ di Manfredonia in tutto questo tempo POSSIBILE CHE NON SAPEVANO NIENTE?
    In questi mesi passati sui vari organi d’informazione(in particolare su Stato Quotidiano e sull’Attacco) non si parlava altro che di ORDINANZE-SENTENZE-DISPOSIZIONI-ISPEZIONI-INGIUNZIONI-INDAGINI eppure sembra che per chi di dovere NULLA SIA SUCCESSO.

    Purtroppo anche in questa triste vicenda tornano forti le parole di un vecchietto che incontravo spesso davanti allo JUNNO “FIGN MII,U DULOR U SENT CHI LU TEN”. (FIGLIO MIO IL DOLORE LO SENTE CHI………).

    Piemontese Lorenzo

    Spero vogliate pubblicare questa mia lettera,grazie.


  • ORRIBILE

    IL SIGNOR PIEMONTESE DICE PURTROPPO UN’ORRENDA VERITA’.
    QUELLA STRUTTURA NON ANDAVA RIANIMATA,MA SICURAMENTE IN RIANIMAZIONE QUALCOSA E’ SUCCESSO,QUEL QUALCOSA CHE PURTROPPO E’ COSTATO CARO AI POVERI DIPENDENTI.
    PERO’ SE COME VOCI CHE INSEGUONO DICONO CHE CI SONO DENUNCE E INDAGINI,TEMPO CI VORRA’ E QUALCUNO HADDA PAGA’.
    ASPETTIAMO IN RIVA AL FIUME,SICURAMENTE DI CADAVERI ARRIVERANNO.


  • CAVOLO

    UNA DOMANDA NASCE SPONTANEA:SE DAVVERO CI SONO DOPO NEMMENO UN ANNO 1 MILIONE E 700 MILAEURO,QUESTO DA COSA E’ SCATURITO?
    EPPURE DI LICENZIAMENTI NE SONO STATI FATTI TANTI,DOVE SONO FINITI I DINERO?
    PERCHE’ CI SONO TANTI DECRETI INGIUNTIVI?
    POVERA MANFREDONIA

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