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Approvazione piano riordino, Gentile: meglio tardi che mai

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Cerignola. ”Apprendo che la Giunta Regionale ha appena approvato il Piano di riordino ospedaliero pugliese. Contenente, fra l’altro, la realizzazione a Taranto del polo oncologico e della onco ematologia pediatrica. Finalmente una lunga e travagliata storia giunge al suo giusto compimento. Ne siamo tutti felici, ma al fine di evitare gli stessi errori anche con riguardo all’approvando piano operativo, che auspichiamo avvenga al più presto e non a “babbo morto”, chiariamo perché la storia è stata lunga e travagliata.

Perché la prima proposta di piano di riordino ospedaliero è stata elaborata da chi scrive nella qualità di assessore alla sanità dell’epoca. E prevedeva, fra l’altro, polo oncologico e onco ematologia a Taranto. Poi, dopo la breve parentesi Pentassuglia, è arrivata l’attuale Giunta, con il destino della sanità gelosamente conservato nelle mani del suo Presidente il quale – come raccontato dalla Gazzetta del Mezzogiorno – ha inteso “re-impostare da zero il lavoro dell’assessorato” e, in uno, cancellare ogni traccia del passato governo.

Una delle conseguenze della “deriva iconoclasta” è stata la cancellazione dal piano di riordino ospedaliero della previsione del polo oncologico e dell’onco ematologia pediatrica a Taranto. Perché, come motivato dallo stesso Presidente della Giunta regionale in occasione di una riunione del luglio scorso con i rappresentanti della commissione europea per l’ambiente, fra i quali chi scrive, erano già sufficienti le strutture analoghe di Bari e di Lecce. Ora, evidentemente, il Presidente della Giunta Regionale ha cambiato idea, e ne siamo tutti contenti. Se ha imparato la lezione, e per il futuro cambierà “registro” anche sul resto, lo capiremo presto. A partire dalla soluzione che intenderà dare al piano operativo sanitario regionale”.

(On. Elena Gentile
Commissione per l’occupazione e gli affari sociali
Commissione per lo sviluppo regionale
Commissione per l’ambiente, la salute e la sicurezza alimentare
Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo)



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Commenti


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    E QUAND SI BELL!!!


  • Infermiere

    Voteremo tutti NO per protesta!


  • Redazione

    Riordino sanitario, Caroppo: “Emiliano non garantisce diritto alla salute”
    “Peccato, il Piano di riordino poteva essere l’occasione per cominciare a far diminuire i ‘viaggi della speranza’, invece non vi è nulla che porti a una riduzione della mobilità passiva extraregionale e dei relativi esorbitanti costi”. Lo dichiara il capogruppo di FI Andrea Caroppo.
    “Come per lo smaltimento dei rifiuti, la Regione Puglia paga centinaia di migliaia di euro ad altre Regioni perché provvedano a bisogni dei suoi residenti cui non è in grado di far fronte da sola: per servizi sanitari la Puglia paga ad altre Regioni ben 250mln di euro. Soprattutto, la Regione, con lo pseudo Piano di Emiliano, ancora una volta dimostra di non voler far nulla per curare i pugliesi a casa loro: costringerli a recarsi in altre regioni per vedere garantito il proprio diritto alla salute è un fatto inqualificabile.
    Purtroppo la storia di questo anno e mezzo non lascia margini di speranza sul punto: il metodo di Emiliano, è sempre lo stesso: ‘prendere o lasciare’. Noi lasciamo questo provvedimento abnorme – ha concluso – ma per colui che si erge a paladino della partecipazione non è il massimo”./comunicato


  • Redazione

    Piano di riordino, Ventola: “Nella BAT la nostra battaglia non è stata inutile”
    Il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola, analizza le modifiche che riguardano il suo territorio.
    “Sul destino degli ospedali di Canosa e Trani non avevamo grandi speranze. Infatti nonostante le modifiche e le integrazioni al Piano di Riordino Ospedaliero non avevamo dubbi che il loro destino fosse segnato lo abbiamo gridato ai quattro venti, nonostante le false rassicurazioni delle cassandre “colluse” con la politica regionale di sinistra che da quasi 12 anni governa la sanità pugliese.
    Chiaramente senza ospedali, non ci saranno i pronto soccorsi, dato che con l’ulteriore modifica apportata al Piano di Riordino Ospedaliero è stato deciso che possono esistere solo all’interno dei presidi ospedalieri previsti nel Piano. Per cui, il punto di primo intervento, come ultimamente definiti, sia di Canosa sia di Trani, spariranno completamente.
    Ma nonostante tutto grazie alle battaglie che abbiamo condotto, grazie alla mobilitazione di associazioni e singoli cittadini e all’impegno di tanti consiglieri regionali del territorio, siamo riusciti a spuntare qualche significativo risultato: l’indice dei posti letto è salito, nella Bat, avremo 2,1 p.l. ogni 1000 abitanti.
    Per il presidio di Canosa, in particolare, la protesta continua su tutti i tavoli decisionali oltre all’incremento di p.l. ha portato alla preannunciata riconversione dell’ospedale in riabilitazione (con 40 p.l., vale a dire un incremento) e lungodegenza (con 20 p.l. non previsti prima).
    Ma credo che il risultato maggiore sia l’impegno sul nuovo ospedale di Andria. Si è definitivamente convenuto sulla sua costruzione sull’asse Andria – Canosa e sulla sua più alta qualificazione: sarà cioè ospedale di secondo livello (che significa presenza di reparti e specialità di tutte le branche legate all’urgenza/emergenza). La sua realizzazione è prioritariamente prevista in relazione alla maggiore dotazione finanziaria dei fondi ex art. 20 della finanziaria 67/88 ovvero delle risorse comunitarie di cui al Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. Tutto questo, ribadiamo, deve avvenire seguendo un preciso crono-programma contestuale, nel senso che non si deve dismettere nulla prima che non ci siano le nuove strutture a farsene carico (disattivazione degli ospedali di Andria, Canosa e Corato).
    Quanto alla ulteriore riconversione dei punti di primo intervento il crono-programma approvato prevede, inoltre, la disponibilità di una equipe strutturata per fronteggiare e stabilizzare temporaneamente il paziente, dalle ore 8 alle ore 20 ed una equipe di 118 dalle 20 alle 8 al massimo fino al 30 settembre del prossimo anno. Comunque, la successiva trasformazione solo in postazione medicalizzata del 118 ‘h 24’ dovrà in ogni caso concludersi entro il 31/12/2017.
    Canosa come Trani saranno, infine, sede di presidio Territoriale di Assistenza. Potranno, cioè, assicurare i servizi distrettuali in cui saranno integrate le funzioni assistenziali e lo sviluppo dei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali. Questi i possibili assetti organizzativi: Orientamento Assistenziale e Accesso Unico alle Cure, Cure Primarie e Specialistica Ambulatoriale, Associazionismo complesso della Medicina e Pediatria di Famiglia e continuità assistenziale, Assistenza consultoriale e Materno Infantile, Degenza Territoriale (Centro Risvegli), Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Riabilitazione, Servizi Amministrativi.
    A proposito del Centro Risvegli le modifiche al Piano di Riordino, continuano a parlarne rassicurando sulla sua realizzazione a Canosa con i 45 posti letto di dotazione.
    Lo abbiamo sempre detto, il Piano di Riordino non è quello per il quale il territorio ha lottato. Anche le modifiche apportate non ci soddisfano affatto. Però, fino a quando non cambiano le prospettive, la concretezza e il dovere di essere realisti, perciò continuo a svolgere il mio ruolo con determinazione affinché quanto la Regione si è impegnata a fare, almeno avvenga nel rispetto delle cose e dei tempi previsti. Non vorrei che al danno si aggiunga la beffa”./comunicato

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