Manfredonia
Lo rende noto l'Avvocato Eugenio Gargiulo

Rifiuta ripetutamente di fare sesso con il marito, tribunale Foggia addebita separazione

"Il caso affrontato dal giudice pugliese è quello di una coppia della provincia di Foggia implosa dopo otto anni di vita ascetica imposti dalla moglie"

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Foggi.a Originale ed innovativa pronuncia del Tribunale di Foggia che, in una sua sentenza, appena pubblicata, ha applicato il principio in forza del quale se un coniuge non vuole avere rapporti sessuali è a lui che deve addebitarsi la separazione con relative conseguenze economiche. Così, nel caso sottoposto al vaglio del magistrato foggiano è stata una “lei” a essere punita da una sentenza che fa già discutere.

Il Tribunale dauno, infatti, ha confermato che in simili situazioni di “sedatio concupiscentiae”, quando il partner viene addirittura fatto dormire in un’altra stanza per sfuggirne le avances, scatta la separazione con addebito sulle spalle di chi attua la strategia della “repulsione”. Pertanto, quando il coniuge non ricambia le profferte del partner, il menage matrimoniale non si conclude con una pronuncia di separazione senza determinazione delle colpe, ma – afferma il Tribunale di Foggia- ci sono tutti gli elementi di accusa per acclarare la specifica responsabilità individuale nel fallimento della coppia.

Il caso affrontato dal giudice pugliese è quello di una coppia della provincia di Foggia implosa dopo otto anni di vita ascetica imposti dalla moglie che, dopo la nascita del primo e unico figlio, aveva preso a rifiutare il marito.

La moglie, in sede di separazione aveva richiesto l’assegnazione della casa coniugale ed un congruo assegno di mantenimento ; invece, il marito aveva a sua volta fatto istanza di pronuncia di addebito nei confronti della moglie, facendo presente al Tribunale che la coniuge “per ben otto anni, a partire dalla nascita del figlio, aveva rifiutato qualsiasi rapporto sessuale, e nell’ultimo anno lui si era dovuto addirittura rassegnare a dormire in una stanzetta separata dal talamo coniugale!”.

Ed il Tribunale di Foggia ha dato ragione al marito , costretto alla “forzata incolpevole astinenza sessuale” evidenziando in sentenza che: «Il persistente rifiuto di intrattenere rapporti affettivi e sessuali con il coniuge, poichè, provocando frustrazione e disagio e, non di rado, irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico, costituisce gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner, configura e integra violazione dell’inderogabile dovere di assistenza morale- sancito dall’articolo 143 codice civile -che ricomprende tutti gli aspetti di sostegno nei quali si estrinseca la comunione coniugale».

Un comportamento del genere – prosegue il Tribunale dauno – non può «in alcun modo essere giustificato» e «legittima pienamente l’addebitamento della separazione, in quanto rende impossibile al coniuge il soddisfacimento delle proprie esigenze affettive e sessuali e impedisce l’esplicarsi della comunione di vita nel suo profondo significato».

“La pronuncia del Tribunale di Foggia, che ha riconosciuto l’addebito in capo alla moglie che per lungo tempo ha rifiutato di avere rapporti sessuali con il marito, sancisce che la noia e l’abitudine possono costare molto care a quello dei coniugi che se ne lascia sopraffare”, così l’avvocato matrimonialista foggiano Eugenio Gargiulo, commenta, in una nota, la suddetta sentenza sulla “colpevolezza” di una moglie “freddina” aggiungendo che tre matrimoni su sette, anche nelle coppie giovani, sono vissuti senza sesso!

Non qualsiasi inadempienza determina addebito: occorrono violazioni di un certo spessore. Nel caso specifico – rileva l’avv. Gargiulo- otto anni di convivenza sono certo un presupposto importante, attesa la ininfluenza della prolungata tolleranza di un coniuge rispetto alla violazione dei doveri matrimoniali da parte dell’altro”.

Secondo l’esperienza del noto legale foggiano – tra l’altro appena proclamato dall’autorevole Google Zeitgeist 2016 come l’avvocato italiano “più cliccato” sul web per l’anno in corso – e i dati in suo possesso, “il 30% delle coppie italiane, anche under 40, vive un matrimonio bianco, senza sesso. E quando tale situazione non è frutto di un tacito accordo bensì di una scelta unilaterale, allora può essere fonte di una responsabilità gravida di conseguenze di natura giuridica sul fronte delle separazioni personali”.

“La sentenza del Tribunale di Foggia è innovativa ed importante – riassume l’avv. Eugenio Gargiulo – perché afferma il dovere di ciascun coniuge di intrattenere una normale attività sessuale con l’altro , in quanto espressione dell’obbligo di assistenza morale di cui all’art. 143 c.c., oltre che naturalmente conseguenza della coabitazione, che inoltre è solo una sfaccettatura del dovere vicendevole di far fronte ai bisogni dell’altro, inclusi quelli di natura sessuale!”.

(Foggia, 30 novembre 2016 – avv. Eugenio Gargiulo)



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Commenti


  • Gabriel Pontello

    E frustrante sia da parte dell’uomo che della donna avere un partner freddino/a o addirittura glaciale.


  • Si usa cosi

    Lo faceva con un altro ,tutto qui! Si usa cosi oggi!!


  • Tony hacca

    Ma la lei in questione sicuramente ha un ‘ altro , solo che fa comodo essere mantenuta e scopare con un’altro ed hanno il coraggio di trascinati in tribunale nei calvari giudiziali purtroppo tutto cio è la causa di tanti femminicidi che si sentono giorno dopo giorno.
    Per evitare il tutto bisogna velocizzare le separazioni riducendole a pochi giorni togliere assegni di mantenimento a prescindere dal colpevole e affidare i figli al coniuge economicamente più forte


  • il saggio

    Non colpevolizziamo sempre le donne.. la colpa è sempre di entrambi al 50% e d’intorni.

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