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"Renzi avrebbe dovuto varare leggi punitive nei confronti dei bancarottieri, espropriandoli delle ricchezze accumulate"

Riforma costituzionale sui costi della politica… continua

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Eva Klotz, ex consigliere dell’Alto Adige: “La mia pensione da 946 mila euro? Non è un regalo, quei soldi mi spettano“. 5 mila euro al mese dall’età di 41 anni a Claudia Lombardi, consigliera regionale sarda nominata “Miss Vitalizio”. La Costituzione Italiana non ha creato questi mostri mangia soldi, questi sono figli di una politica autoreferenziale prodotta dai partiti; compreso quello di Renzi.

Renzi, inebriato di potere, è alla continua ricerca di espedienti costruiti sulle fandonie per continuare a gestirlo in modo indisturbato. In questi ultimi giorni di campagna referendaria sta adottando un violento attacco condizionando il voto dei cittadini. Lo fa attraverso i canali d’informazione pagati dai contribuenti ma al servizio di lobby e banche. Un vergognoso mettodo ricattatorio, con la minaccia di una possibile chiusura di 8 banche. Renzi piuttosto che varare una legge a protezione dei risparmiatori, mandando in galera i bancarottieri ed espropriandoli delle ricchezze accumulate, adotta il metodo De Luca, divulgando notizie false ed intimidatorie.

Il referendum costa dai 200 ai 300 milioni di euro per una riforma che oltretutto “non serve a tagliare le poltrone“; lo dice l’ex Presidente Giorgio Napolitano. In un momento così difficile per l’economia italiana, oppressa anche da terremoti, alluvioni e migranti, un Presidente del Consiglio che si proclama difensore degli interessi del paese, dovrebbe fare altro piuttosto che pensare al referendum. A ostacolare lo sviluppo e la crescita del Paese Italia sono la corruzione, l’evasione e gli altissimi costi della poitica: L’Italia è pregna di Eva Klotz.

La corruzione blocca qualsiasi tentativo di sviluppo e di investimenti nel nostro paese
. Gli stranieri non investono in Italia a causa del muro della corruzione che blocca e condiziona competitività e profitti. Chi si avventura è costretto a pagare tangenti e mazzette che alimentando lavoro nero ed evasione.

In Italia i costi della politica ammontavano a 23,2 miliardi di euro, tra funzionamento di organi istituzionali, società pubbliche, consulenze, e costi (per mancati risparmi) derivanti dalla sovrabbondanza del sistema istituzionali; 1,5% del PIL. (dati 2013 del sole 24ore). Ad oggi non è cambiato molto. 57,7 milioni di euro è il “contenimento dei costi della politica” che Renzi continua a propagandare. Con la sua modifica costituzionale l’elefante partorisce una talpa. Renzi continua a sostenere che i nuovi senatori percepiranno lo stipendio dalle regioni di appartenenza. C’è un documento interno intitolato «Proposte dei collegi dei questori in merito alle integrazioni funzionali tra le amministrazioni del Senato e della Camera. Dentro c’è scritto: «Con riferimento allo status dei parlamentari occorre procedere all’armonizzazione delle discipline vigenti presso i due rami del Parlamento circa le competenze spettanti ai deputati e ai senatori, in carica e cassati dal mandato, nonché ai loro aventi diritto, anche alla luce delle prospettive della riforma costituzionale in itinere». I nuovi senatori, oltre all’impunità, percepiranno lo stesso trattamento economico dei deputati? Tanto a pagare sarà sempre “pantalone”.

Per elencare i costi e i privilegi della Politica, che Renzi e il suo governo non intendono toccare, ci vorrebbe una montagna di carta. Quotidianamente, dall’esercito di 1,1 milione di persone che vivono di politica, spuntano saccheggiatori della cosa pubblica.

http://www.termometropolitico.it

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Eva Klotz e miss vitalizio docere!

Un padre che si da’ alla carpula dovrebbe rinunciare ai suoi vizi prima di pretendere sacrifici dai propri figli. Allora, fare i sacrifici dovrebbero essere l’esempio dei parlamentari; dimezzandosi lo stipendio, si risparmierebbero 87 milioni di euro all’anno; 300 milioni sono il serbatoio delle mancette parlammentari: Festival, cori, bande, casinò, calciatori, comuni dissestati: centinaia di commi e favori…; Il barbiere di senatori e deputati può arrivare a guadagnare più di 10.000 euro al mese, contributi esclusi; A fine carriera un barbiere o un centralinista con 40 anni di servizio guadagna circa 136 mila euro (al netto di 24mila euro di contributi previdenziali). I commessi (nel rapporto di 0,7 per deputato) per un lavoro non diverso da quello di un usciere d’albergo guadagnano addirittura di più; Le 46 testate giornalistiche prendono 30 milioni e 700 mila euro all’anno dalle tasse dei contribuenti. La stragrande maggioranza di queste, al servizio di lobby e banche, spaventano i rispatmiatori divulgando il possibile fallimeto di 8 banche se vince il NO.

Renzi avrebbe dovuto varare leggi punitive nei confronti dei bancarottieri, espropriandoli delle ricchezze accumulate

Le ciliegine sono i 350 mila euro all’anno per assicurare i parlamentari a proteggerli da punture e morsi di animali, malattie tropicali, affogamento, ernie addominali, escursioni in montagna, colpi di sole, terremoto, inondazioni, alluvioni, eruzioni vulcaniche, danni in caso di sommosse, insurrezione o tumulti popolari.

Invece di spendere tempo a ricattare e intimidire gli elettori, condi
zionando il voto per un referendum che dura da oltre un anno, Renzi avrebbe dovuto varare leggi punitive nei confronti dei bancarottieri, espropriandoli delle ricchezze accumulate, e statalizzare le banche a riscio a protezione dei risparmiatori.

Verdini e Boschi gli avrebbero permesso questo? Credo proprio di NO! Un cittadino informato vota convintamente NO! Per questo io voto No! e farò votare NO!
Un NO per difende i cittadini e la Costituzione dagli attacchi di chi ci vuole schiavi.

(A cura di Pino Delle Noci, 01.12.2016)



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Commenti


  • Redazione

    Appello al voto per il referendum del 4 dicembre prossimo
    Un’Alternativa alla Rassegnazione

    L’ARCI di Foggia, in queste ultime settimane, si è schierata con vigore nella campagna per il NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

    Una scelta fatta con impegno e consapevolezza, insieme a tante altre associazioni (l’ANPI, la CGIL) che con noi condividono i valori della partecipazione, della rappresentatività, della fiducia nelle istituzioni e della democrazia.

    Valori che questa riforma svilisce e vanifica intervenendo in modo molto deciso – a gamba tesa, possiamo dire – sulla seconda parte della nostra Carta Costituzionale nata dalla Resistenza.

    Una riforma che conferisce alla figura del Presidente del Consiglio un ruolo eccessivo, concretizza una tensione accentratrice dello Stato rispetto alle Regioni, non supera il bicameralismo perfetto ma prevede un Senato depotenziato e non eletto dal popolo sovrano.

    A poche ore dal referendum siamo quindi a chiedere a tutte e tutti i nostri amici e concittadini un ultimo sforzo: votare e far votare in maniera consapevole e responsabile per il NO.

    Perché non si tratta di una legge ordinaria ma della nostra Costituzione e modifiche sbagliate (come questa) possono avere effetti imprevedibili e disastrosi per l’equilibrio dei poteri e per l’esercizio della sovranità popolare: un vulnus irrecuperabile per la nostra stessa democrazia, che invece va rafforzata, potenziata e difesa con la piena attuazione della Costituzione repubblicana.

    Un NO a cui possiamo e dobbiamo dare anche il significato di una opportunità di riscatto per il nostro Meridione, visto che saranno proprio i voti del Sud d’Italia quelli che determineranno l’esito referendario. E il 4 dicembre avremo quindi l’occasione di dire chiaramente che ai valori democratici della Costituzione non solo il Sud ci crede ancora, ma pretende che siano attuati e resi ‘vivi’ per lo sviluppo e la crescita socio culturale di tutto il nostro territorio.
    Foggia, 1 Dicembre 2016

    Il Presidente dell’ARCI Provinciale Foggia
    Domenico Rizzi


  • CHI VOTA SI VOTA IN BANCAROTTIERI E TRIVELLATORI FOLLI

    chi vota SI vota regala un sorriso ai bancarottieri che hanno lasciato centinaia di migliaia di italiani in mezzo ad una stra e anche ai trivellatori folli e aspiranti ducetti!


  • Massimo vota SI

    si = chi vuole cambiare, vuole una società migliore
    no = chi vuole rimanere nella palude con D’Alema, Pomicino e CasaPound.

    Ricordatevi che le leggi elettorali si possono (e lo fanno) cambiare anche un anno sì ed uno no… mentre una riforma costituzionale che finalmente elimina il bicameralismo (con il rimpallo infinito delle leggi tra camera e senato), limita il potere delle regioni (spesso in contrasto col potere centrale), elimina enti inutili etc etc…
    è un’occasione che non si ripeterà per decenni (ad essere ottimisti).
    Rischiamo davvero di fare la figura dei soliti italioti se non vincerà il Sì… ed a ragion veduta.


  • IO VOTO SIIIIIIIII

    Finitela di scrivere cavolate,devo votare NO dove Grillo sta con Berlusconi , Dalema e Bersani,che fino a ieri li denigrava??devo votare No dove sta Salvini un razzista senza rispetto per il Sud,devo votare NO per ritrovarmi Gasparri,Brunetta e tutti coloro che hanno tenuto ferma l’Italia per 30 anni,siamo ridotti quasi come la Grecia.Io voto SI perche’ voglio un cambiamento,aldila dell’antipatia di Renzi,ma lui passera’ mentre le riforme restano.IO VOTO SIIIIIIIII


  • Zuzzurellone Sipontino

    Guarda un pò la combinazione chi ci ha governato al comune e in giunta dai tempi di ISOSAR (ora Energas), votano si, che combinazione.
    Che combinazione gli INTERESSATI al si sono:
    Jp Morgan, Confindustria, Marchionne, agenzie di rating, troika, Deutsche Bank, Financial Tims, Giorgio Napolitano presidente “interventista”, Confindustria, Industria del carbone e petrolio, Merkel, speculazione finanziaria, ecc.. Questa e la vera casta. Se il sì vincerà l’economia reale sarà schiacciata dagli “speculatori” e dai “clientes” dall’altra? Il “vecchio che avanza” che vota si.
    Ridiamoci sopra, ricordatevi a chi volesse votare si ed agli indecisi, parafrasando un famoso invito:
    nel segreto della cabina elettorale Dio vi vede, Renzi, BCR e company NON VI VEDONO………………….
    Voterò e farò RIvotare NO.

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