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San Severo, scontro Caposiena – Miglio. Messaggi di solidarietà

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San Severo. Consiglio comunale di San Severo ieri sera. Fra i punti all’ordine del giorno si discuteva di variazione di bilancio, in particolare i 5mila accertamenti sula Tarsu recapitati ai cittadini di cui Rosa Caposiena, consigliere di Forza Italia, contestava modalità e tempistica. Al momento della dichiarazione di voto lo scontro fra sindaco e consigliere. Sulla sua bacheca facebook Caposiena scrive: “Durante il consiglio comunale sono stata vittima di una violenta aggressione verbale del sindaco Miglio proprio nel momento in cui, rimasta sola tra i banchi dell’opposizione, facevo la mia dichiarazione di voto ed esprimevo il mio dissenso contro la inefficace politica amministrativa di questa maggioranza.

Atteggiamento che non onora colui che dovrebbe essere un esempio di condotta per una città e che evidenzia forti retaggi culturali maschilisti nei confronti delle donne.
La violenza non è solo quella fisica, lo insegnano ovunque, è anche quella verbale.

Mi riservo di agire legalmente se si ravviseranno gli estremi e mi riservo di riflettere sulla possibilità di presentare le mie dimissioni. Se un consigliere non ha la possibilità di parlare in nome del popolo nella più alta sede istituzionale, che è il consiglio comunale, vuol dire che la democrazia cittadina, il rispetto della volontà popolare e di una donna non abitano più in questa città”. In risposta al post, la solidarietà del consigliere regionale Giandiego Gatta: “Rosa, sappi che non sei sola”.

Sulla sua pagina interviene anche l’ex assessore Mariella De Monte: “Aspetto di vedere la registrazione della seduta di consiglio per capire l’esatto svolgimento dei fatti”. “La mia piena solidarietà vanno alla giovane donna ed alla persona capace ed impegnata che ho imparato a conoscere durante i mesi trascorsi a Palazzo Celestini. Comprendo perfettamente lo stato d’animo e la tentazione di gettare la spugna: chi non ha provato, da donna, ad impegnarsi nell’amministrazione di una città non immagina quanti sacrifici comporti un ruolo che, ad occhi superficiali, può apparire rutilante . Resisti, Rosa, non dargliela vinta!”

Il Sindaco Francesco Miglio valuterà di ricorrere alle vie legali per le accuse di sessismo rivoltegli. Il Sindaco Francesco Miglio valuterà di ricorrere alle vie legali per difendere la propria onorabilità dalle accuse di sessismo rivoltegli attraverso i social dalla consigliera Rosa Carolina Caposiena ritenendo ingiustamente lesa la propria immagine ed onorabilità. “Difenderò la mia onorabilità – spiega il Sindaco Francesco Miglio – contro quanti mi accusano ingiustamente di atteggiamenti che non solo non rispecchiano il mio essere, ma sono stati sempre da me condannati. Il consigliere Caposiena farebbe bene a spiegare alla cittadinanza e al collega Dino Marino, che pur non presente in aula si erge a suo difensore, che il mio intervento era scaturito da accuse e derisioni da parte della stessa rivolte all’assessore Ondina Inglese. Evidentemente sia per Marino che per Caposiena le donne non meritano in egual misura rispetto”.

“La politica dell’infamia di chi non sapendo cosa dire si erge a vittima sacrificale”. ”Quando non si riesce ad entrare nel merito delle questioni, qualcuno pensa di svolgere il suo ruolo di opposizione mistificando la realtà di eventi, come lo scontro in aula consiliare, strumentalizzando i fatti pur di far parlare di sé. Nel vivace battibecco che si è scatenato in Consiglio Comunale tra il Sindaco di San Severo, Francesco Miglio, e la consigliera di Forza Italia, Rosa Caposiena, c’è stata la sola volontà dello stesso di difendere, seppur vivacemente, il lavoro di un assessore e dell’esecutivo di Palazzo di Città dai soliti e strumentali attacchi, che in più occasioni hanno anche offeso l’onorabilità degli amministratori. Di sessista nell’intervento del Sindaco non c’era nulla. Toni alti, determinati dalla veemenza a cui spesso l’agone politico porta, sicuramente. Crediamo utile però ricordare alla consigliera Caposiena che quando si sceglie la strada del dileggio e delle offese, del non politicamente corretto può succedere che agli insulti non si risponda con la pacatezza e “con i fiori”. Tante volte quest’Amministrazione Comunale ed i suoi esponenti non hanno ceduto agli insulti gratuiti e alle infamie. Non abbiamo ceduto a chi come i consiglieri Marino e Caposiena si sono spesso lasciati andare a insinuazioni e affermazioni pronte a delegittimare il ruolo svolto con impegno e dedizione da chi ha scelto la politica come missione per migliorare le condizioni di vita dei concittadini.

Tale atteggiamento non vorremmo però fosse un modo per nascondere le carenze di una parte di opposizione che incapace in Consiglio, come nello svolgimento della quotidiana attività politica, di mettere sul tavolo idee e proposte, che non capisce gli accapi su cui votare e quindi abbandona l’aula. Che deve riconoscere il buon lavoro svolto dall’assessore alla cultura, che non sapendo cosa dire sul diritto allo studio abbandona l’aula nuovamente, che per parlare di qualcosa tratta di argomenti che non sono all’ordine del giorno perché non informato sulle variazioni di bilancio. Fosse così sarebbe grave.O forse, tale atteggiamento, è solo sintomatico di una mentalità autoritaria abituata a pensare di avere sempre la verità in tasca, a cui solo se si dà ragione si è buoni e bravi o altrimenti si diventa, scolaretti dormienti o morti, a seconda dei casi, incapaci e sessisti. Una vera e propria politica dell’infamia che invece di dibattere sulle soluzioni per la città preferisce ergersi a vittima nella maldestra speranza di offuscare il buon lavoro dell’Amministrazione Comunale. L’opposizione infatti non perde occasione per offese gratuite che nulla hanno a che vedere con la dialettica politica né tantomeno con un palazzo istituzionale. Se certamente ognuno è libero di esprimersi ciò non significa gettare fango sulla professionalità e sull’onore del sindaco, della Giunta o dei consiglieri di maggioranza”. (San Severo 30 novembre 2016, La Coalizione Bene Comune).

redazione stato quotidiano.it



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