Foggia
Il Foggia sabato pomeriggio affronterà la Reggina in trasferta

Stroppa “Siamo attaccati alla maglia, voglio unità”

"Dopo la Casertana sono stato invitato anche io alla riunione ma non mi sembrava il caso perché volevo che i ragazzi avessero libertà di esprimersi"

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Foggia. Ripartire da Reggio Calabria. Questa la missione basilare del Foggia, che sabato pomeriggio affronterà la Reggina in trasferta, per provare a riprendere il cammino dopo il pari interno con la Casertana.

Alla vigilia del match parla, come sempre, mister Stroppa: “La Reggina? È una squadra che ha entusiasmo, una squadra in cui tutti corrono, non deve ingannare la posizione in classifica. Cercheremo di sfruttare i loro difetti, perché ne hanno. Coralli è uscito anzitempo col Catanzaro, non so se sarà disponibile, è un giocatore esperto, abituato a categorie più importanti; per il resto è una squadra di movimento, fa le cose con convinzione, può essere pericolosa in tutti i momenti della partita. È strano affrontare Karel Zeman, perché nei modi di fare rispecchia molto suo padre: ci siamo confrontati spesso al telefono, sono contento che abbia avuto questa opportunità; oltre qualche difficoltà sta facendo bene, ha dato un’identità alla squadra, è un ragazzo eccezionale. Noi” – spiega, parlando dei suoi ragazzi – “dobbiamo essere compatti, equilibrati, dobbiamo attaccare nel modo giusto e leggere bene le situazioni, mettendo in campo determinazione e cattiveria, emergono poi le qualità dei singoli. La squadra è decimata, 3 squalifiche e 3 infortunati, giocherà chi sta meglio. Agazzi? Non so come mai abbia finito l’ultima partita benissimo, poi ha accusato un problema all’adduttore che si porterà dietro per qualche tempo. L’ambiente? Foggia è così, non possiamo farci niente, l’importante è che la squadra abbia bene in testa l’obiettivo e sia coesa: dobbiamo continuare così. Rimarremo col 4-3-3, almeno all’inizio. Sulle espulsioni, al di là dei falli di gioco, credo che quelle per protesta e l’episodio di Padovan sono assolutamente inconcepibili ed inaccettabili; dobbiamo stare sereni, nervosismi gratuiti non devono esserci”.

Il tecnico poi si focalizza sul periodo che sta affrontando il suo Foggia, svelando anche qualche retroscena riguardo alla riunione di domenica notte: “Dopo la Casertana sono stato invitato anche io alla riunione ma non mi sembrava il caso perché volevo che i ragazzi avessero libertà di esprimersi, aggiungo che è stato un confronto normale. L’umore della squadra non è eccezionale perché i calciatori vivono della sensazione della città, e siccome la sensazione della città finora è stata negativa, anche la squadra risponde così. Sicuramente è stato un percorso esaltante, se siamo arrivati ad un malessere generale mi dispiace, perché la squadra deve essere assolutamente ovattata da certe negatività gratuite. Spesso ci siamo fatti male da soli in determinate partite, non abbiamo subito chissà quali azioni, può essere un discorso di maturità, un discorso di lettura della partita. Per quello che è questa squadra e per dove è arrivata, la qualità del palleggio credo sia stato un valore aggiunto, ma è anche vero che in questo momento, un passaggio sbagliato, uno stop sbagliato, crea una situazione di difficoltà. La maturità sta in questo, certe volte bisogna badare più al sodo. Tutti noi” – dice – “siamo professionisti e siamo attaccati alla maglia: in questo gruppo ci sono valori incredibili. Non ci sono ragazzi a cui non gliene frega niente, anzi. Io stesso questa maglia me la sento addosso perché ho vissuto qui esperienze importanti, belle e brutte; ho vissuto una serie A dove andavamo in tutti i campi a dettare legge, e poi ho fatto una serie C dove la società era assente. Ora abbiamo tutto, c’è una società forte, un gruppo fantastico, siamo secondi in classifica, per questo dico unità di intenti, stiamo insieme, non sono frasi fatte”.

(A cura di Salvatore Fratello, Foggia 01.12.2016)



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