ManfredoniaRicordi di storia
Il canonico sipontino ha dedicato tutta la sua vita alla Chiesa

In ricordo di don Andrea Papagno super tifoso del Manfredonia calcio

Il canonico Don Andrea Papagno negli ultimi mesi della sua vita è stato ospite presso la Casa di Riposo “Anna Rizzi” di Manfredonia, dove è deceduto il 14 maggio 2011 alla veneranda età di 88 anni


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Manfredonia. Don Andrea Papagno nacque a Manfredonia il 30 marzo 1923. Il canonico sipontino ha dedicato tutta la sua vita alla Chiesa sipontina, alla scuola e ai giovani con i quali per anni ha condiviso la passione per lo sport, ed in particolare per il calcio. E’ stato nel corso della sua vita uno dei più esperti e accaniti tifosi della squadra di calcio della nostra Città. Lo stesso sacerdote mi riferiva anni fa, che anche lui negli anni ’30 giocava a pallone per strada e sulla spiaggia con gli altri ragazzi della sua età. Sempre Don Andrea, ricordando la sua infanzia, mi diceva che in quegli anni abitava nei pressi del campo sportivo denominato all’epoca “La Fossa dei Leoni”, e che spesso andava a vedere le partite in casa dove giocava la formidabile squadra del Manfredonia che negli anni ’30 militò in serie C, composta per la maggior parte da calciatori sipontini. Parlando dei suoi ricordi di infanzia, così mi riferiva Don Andrea: “…Noi ragazzini in quegli anni entravamo al Campo Sportivo infilandoci in un pertugio che dava sulla spiaggia…”. Quell’apertura “u pertuse a mmere” che era verso il mare era stata costruita e utilizzata per anni per le acque di scolo delle piogge ed evitare l’allagamento del terreno di gioco.

Il pertugio era ubicato nei pressi del deposito dei casotti dello stabilimento balneare Tricarico. Quando alcuni anni fa intervistai Don Andrea, il sacerdote ricordava con nostalgia anche alcuni fortissimi calciatori che avevano giocato nel Manfredonia agli inizi degli anni ’50 citando i nomi di: Cappa, Carbonara, Caputo (quest’ultimo, detto Laline, formidabile attaccante e goleador dal tiro potente -a castàgne- che negli anni ’30 militò nel Manfredonia in serie C), Macripò, Poggi, Pagni, Livori, Zendoli ed altri bravi calciatori. A tal riguardo, va ricordato che nel 1951 nel campionato di Prima Divisione Pugliese la squadra del Manfredonia tenne il record nazionale, di 106 reti segnate in un campionato di calcio a 16 squadre. Quel primato, che credo ancora imbattuto, fu ricordato anni fa in un programma televisivo a quiz trasmesso dalla RAI, dove il presentatore chiese ai concorrenti, quale era stata la squadra di calcio che in Italia aveva segnato più gol in un campionato. Per somma sorpresa di tutti, poiché nessuno dei concorrenti seppe dare la risposta esatta alla domanda, il conduttore di quel programma che se ben ricordo era Mike Bongiorno, disse che il record di gol segnati era della squadra del Manfredonia.

Don Andrea dal 1951 al 1964 è stato vice parroco nella chiesa del Carmine, dove spesso portava i ragazzi della Parrocchia a giocare al pallone nei campetti utilizzati in quegli anni, dei quali vale la pena ricordare:”u cambe sopa l’acquedotte” sito nei pressi dell’impianto idrico dell’Acquedotto Pugliese, sulla strada per S.Giovanni Rotondo; il campetto in zona “palestre Ragionerie” utilizzato come palestra dall’Istituto Ragioneria, (ora parcheggio nei pressi del Centro Riabilitazione motoria A.Cesarano); il campetto sempre in terra battuta denominato “terra ggialle” perché intriso di polvere di tufo “polvere de tufine o frasscime” (sito nei pressi dell’ingresso del Molo di Levante), ed infine il campetto “Acqua di Cristo” dove un tempo doveva sorgere il nuovo stadio cittadino. Sempre in quegli anni Don Andrea allestì presso la Parrocchia del Carmine una squadra di calcio che partecipò agli accesi tornei estivi di calcio, nel periodo in cui c’era grande rivalità tra i rioni e le parrocchie di Manfredonia. I tornei di calcio avevano luogo in quegli anni, nei torridi pomeriggi estivi, presso il polveroso, afoso “u cambe iove nu forne” e duro campo sportivo in terra battuta “Miramare”. Il canonico Don Antonio Di Lauro nel suo libro “Memorie dei miei 60 anni di sacerdozio”, pubblicato nell’aprile 2010, ricorda Don Andrea, come appassionato e promotore della squadra di calcio della Parrocchia del Carmine, dove aveva l’incarico di vice parroco. Sempre don Antonio (a conferma di quanto mi ha aveva già detto Don Andrea), che lo stesso sacerdote Papagno da piccola età aveva praticato il gioco del calcio, anche quando studiava “da prevetozze” in seminario.

 Il canonico Don Andrea Papagno

Il canonico Don Andrea Papagno

Dagli anni ’60 agli anni ’80 Don Andrea è stato il padre spirituale della squadra di calcio A.S. Manfredonia. Seguiva sempre la formazione sipontina sia in casa sia in trasferta, quando il Manfredonia militava in Promozione e poi in Quarta Serie, ed era sempre prodigo di consigli tattici ai giocatori. Si esaltava Don Andrea anche quando ricordava anche lo squadrone del Manfredonia che aveva militato negli anni ’60 in Serie D allorquando nelle file del Manfredonia giocavano calciatori di qualità dei quali vale la pena ricordare: Maurini, Castriotta, Cisternino, Guerra, Tarallo, Ciociola, Totaro, Conti, Di Bari, Scappi, Spocchi ed altri bravi giocatori, che sfiorò la promozione in Serie C. Dopo più di 50 anni, dal 2003, quando la squadra del Manfredonia Calcio, con la gestione del presidente Angelo Riccardi, approdò dalla Quarta Serie al Campionato di Serie C2 e poi C1 nazionale, Don Andrea nonostante la sua età, era sempre presente in tribuna nelle partite casalinghe allo stadio Miramare, perché tifosissimo della squadra di calcio del Manfredonia. Negli ultimi anni, prima della sua dipartita terrena, In alcune occasioni sono riuscito a fotografarlo mentre era seduto in tribuna tra i tifosi del Manfredonia al Miramare durante i campionati di calcio di Serie D, di C2 e di C1. Il sacerdote sipontino, indossava sempre l’abito talare e aveva l’abitudine di portare il breviario stretto nella mano sinistra. Durante il periodo invernale portava sempre come copricapo il basco nero e la sciarpa nera alla gola che indossava anche quando andava ad assistere alle partite di calcio al Miramare. Allo stadio, Don Andrea che in molte occasioni indossava anche la sciarpa bianco-celeste dei colori della squadra del Manfredonia, spesso portava anche la sua radiolina per seguire la trasmissione “tutto il calcio minuto per minuto”, perché tifoso anche della Fiorentina.

A completamento della sua biografia, va infine, ricordato, che il canonico sipontino intraprese gli studi nel Seminario Regionale di Benevento e in seguito presso la Pontificia Facoltà Teologica di Posillipo, dove conseguì la Licenza in Sacra Teologia. Fu ordinato sacerdote il 1° agosto 1948 dall’arcivescovo di Manfredonia Mons. Andrea Cesarano. Ha avuto incarico di mansionario della Chiesa Madre dal 1949 al 1960. E’ stato insegnante nel Seminario diocesano dal 1948 al 1953. Canonico della Cattedrale dal 1960 al 1964, ha ricoperto sempre nella Chiesa Madre dal 1965 incarico di canonico penitenziere e dal 1971 quello di vicario economico, parroco e 1° Primicerio. Il sacerdote sipontino in qualità di parroco della Cattedrale ha formato con i suoi insegnamenti generazioni di giovani, molti dei quali a distanza di tanti anni lo ricordano ancora con affetto, come un don Bosco di casa nostra. Don Andrea, ha avuto nel corso del suo apostolato in qualità di parroco della Chiesa Madre la gioia di accogliere a Manfredonia il 24 maggio 1987 Papa Giovanni Paolo II, durante la suo viaggio pastorale in terra di Capitanata. Quel giorno in Cattedrale, in ginocchio insieme al Sommo Pontefice pregò davanti alla Sacra Icona della Madonna di Siponto, verso la quale Don Andrea aveva grande devozione. Nell’ottobre 1995 rinunciò all’incarico di Parroco della Chiesa Madre e venne nominato Rettore della Chiesa di S.Benedetto, meglio conosciuta dai devoti sipontini come “Sanda Lucije”, nome così attribuito in loco dai fedeli per la devozione in quella Chiesa a Santa Lucia.

Organista e cantore, Don Andrea fino a tarda età è stato, altresì, brillante rettore di quella Chiesa. Le sue omelie sempre fedeli ai testi biblici erano incisive e senza superflue sbavature.

Il canonico Don Andrea Papagno negli ultimi mesi della sua vita è stato ospite presso la Casa di Riposo “Anna Rizzi” di Manfredonia, dove è deceduto il 14 maggio 2011 alla veneranda età di 88 anni.

(A cura di Franco Rinaldi, Manfredonia 01 dicembre 2017)

FOTOGALLERY FRANCO RINALDI

In ricordo di don Andrea Papagno super tifoso del Manfredonia calcio ultima modifica: 2017-12-01T18:33:00+00:00 da Franco Rinaldi



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Commenti


  • Mai più al miramare con l'enermostro!!

    Un campo sportivo leggendario, una squadra leggendaria con la benedizione di Santa Roma Chiesa..il tutto è indimenticabile. La fossa dei leoni offriva emozioni incredibili.


  • ex curvaiolo

    Grande Don Andrea, colgo l’occasione per lasciare un sincero augurio affinchè la squadra del Taranto, infligga una lezione totale e finale ai mercenari dell’ex tempio del calcio sipontino.


  • ilproletario

    Franco, non era Mike Bongiorno ma Silvio Gigli, nella mitica trasmissione radiofonica “Giocate con noi” se ricordo bene.
    Una sola sconfitta, a Altamura, per uno a zero, su un campo coperto dalla neve, con Livori e Cappa che portavano una scarpetta di cuoio leggera e tutti con i tacchetti sbagliati perché nessuno era a conoscenza della neve.

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