Manfredonia

Quando mio padre attraversò la stanza dell’anima (1999)

Di:

Matteo Castriotta (st)

Manfredonia – AVVENNE il 14 novembre del 1999, mentre mi trovavo per lavoro nella sede di Sansepolcro in provincia di Arezzo, al confine con l’Umbria, quasi a 3 chilometri con San Giustino Umbro nel cuore della terra di San Francesco.

Mi accadde così in piena notte. Mi vidi davanti agli occhi della mente una scena triste. Una scena di lutto che mi fece piangere, così alzandomi di soprassalto mormorando. Non è vero, è solo un brutto sogno!, mi dissi. Nel buio fitto sognai di trovarmi al Villaggio di Pescatori di fronte alla casa dei miei genitori e a due metri da me c’era una moltitudine di uomini e donne seduti su delle sedie di legno, con un leggero vento di mare tormentoso, con i gabbiani che giravano intorno alle case.

Ricordo un grande gabbiano bianco venire verso di me sfiorandomi il capo come un avvertimento. Io ero all’oscuro di tutto ciò che sarebbe successo. Questa moltitudine di persone tagliavano fette di pane caldissimo, fumante, da grosse pagnotte e mangiavano tutti composti e in silenzio con un fare di rispetto; io alle loro spalle guardavo la scena stupito.

Poi vidi un’altra immagine: era morto mio padre ! In un soffio di luce bianca si ritira l’immagine, si ritira il gabbiano bianco e ritorno in Toscana tutto come prima. Ma non fu così. Dopo appena una settimana mi toccò davvero tornare a casa col primo treno, in un pomeriggio aspro di stordimento e sonno irrequieto e poca speranza.

Attraversavo l’Umbria quando mi addormentai,vidi in quel sonno velato di dormiveglia il Santo Gargano che al saio aveva una giacca di lana col cappuccio,era in un posto favoloso pieno di vallate senza caseggiati, tanto verde, e delle discese di un enorme azzurro, un po’ chiuso dalle nuvole; un posto che non avevo mai visto,ventilato.

Poi mi parlò e mi disse – Ora tuo padre qui sta bene ha attraversato la stanza dell’anima. D’improvviso il cielo si aprì ! E vidi un corridoio con due stanze in cui mi guardavo camminare cercando mio padre, alla terza stanza lo trovai, ma non lo riconobbi, se non fosse per un vecchio che stava sull’uscio che mi disse – Quel signore è tuo padre,con quella maglia bianca.

Era identico a quando lo vidi nella realtà moribondo e quasi freddo. Arrivato in ospedale il tempo di salutarlo con un bacio caldo fino a sera tardi. La notte intorno alle due di domenica. Era il 21 novembre, mio padre era morto come quella sera.

(A cura di Claudio Castriotta – Redazione Stato)



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Commenti


  • lillino

    su con la vita claudio iniziamo l’anno con questi articoli?


  • Vito Moscarda

    Sig. Castriotta si ricorda o può fare delle ricerche su due fatti di cronaca nera, ormai dimenticati anche dagli archivi storici.
    Il primo si riferisce ad un caso di omicidio per gelosia avvenuto il 15-07-1956 a Manfredonia, vittima Centurione Anna.
    Il secondo ad caso di infanticidio da parte di una donna avvenuto intorno agli anni 60 in una masseria agicola detta “Onoranza” lungo la provinciale 73.
    Grazie e buon lavoro


  • Fabian Juan Armero

    x lillino

    A mio modesto parere lei si dovrebbe vergognare Claudio ha descritto un pezzo della sua anima e tu ironizzi in questo modo se l’articolo non ti è piaciuto puoi dirlo ma di fronte a certi argomenti evita l’ironia che è del tutto fuori luogo chieda scusa.
    Comunque Claudio a me è piaciuto.
    Fabian Juan Armero


  • e io pago,,,,

    la stessa cosa vale x te armero. se non ti vergogni tu che vuoi offendere dovrei vergognarmi io che o solo espresso il mio parere.. non mi pare di aver offesso nessuno. ma dove vivi armero?


  • Redazione

    Invece no, il suo commento era fuori luogo; è un articolo che fa riferimento ad un parente dell’autore, inutile aggiungere altro; a presto; Red.Stato


  • Michele

    Castriotta, stai diventando un caso!!!!! Non x essere cinico ma a ognuno di noi sn venuti a mancare parenti e amici, ora se il vostro giornalista vuole parlarci di tutto il suo albero genealogico ke è venuto a mancare va pure bene, ma io sn sempre autorizzato a fare critiche. Altrimenti potrei mandarvi anch’io la storia dei miei 4 nonni venuti a mancare in meno di 5 anni e giù lacrime… Dai su, cerchiamo di dare notizie e non di fare necrologi, altrimenti questo giornale ve lo leggerete da soli!!! Grazie redazione!!!


  • Redazione

    Ciao, accogliamo la riflessione, abbiamo solo parlato di commento “inopportuno” quando si è parlato di testi più allegri; impossibile – in questo caso – in considerazione di un articolo riferito ad una persona scomparsa; grazie, Red.Stato


  • Respighi

    @michele ,visto che non me ne frega niente della tua critica e di qello che pensi di me-se sei una persona corretta pubblica il tuo cognome agli occhi di chi puo’leggerlo .


  • leovirgo Cecilia

    Purtroppo,Claudio come ogni buon scrittore che si rispetti, devi avere anche tu la tua parte di buoni e maldicenti. Fregatene! e vai avanti per la tua strada fa quello che ti detta il cuore…sei “forte” comunque. Ciao


  • lillino

    cara red il mio riferimento non era perche a raccontato la sua storia ma se noterete gli ultimi 3 articoli del castriotta parlavano di sogni morte purgatorio ecco perche ho espresso il mio disappunto. ovviamente come a detto michele(visto che difendete a spada tratta il castiotta non accettate le critiche ) rimarrete come si dice voi ve la cantate voi sentite saluti


  • lillino

    aggiungo redazione chi parla a perso il padre a7 anni la madre a 9 anni ma non mi metto a piangere


  • Redazione

    Ciao Lilino, non difendiamo nessuno dato che pubblichiamo senza censurare le critiche rivolte all’autore; come per tutti (TUTTI) cerchiamo di evitare la denigrazione; con quest’intervento ha fatto chiarezza sul precedente post, grazie; Red.Stato


  • Respighi

    E’ chiaro che ce l’hai con me ,pure tanto.Ti chiedo di lasciarmi solamente in pace visto che sono una persona che vive in silenzio. Persone come lei non rientrano nel mio target Punto e concludo fai quello che vuoi.

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