Silenzio e violenza: il ‘Dramma’ delle donne

di Nicoletta Marchitelli
Pubblicato il 2 febbraio, 2010

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Foggia – UN cortometraggio della regista Anna Maria Salvatore, dal titolo ‘Women’, per analizzare, e contrastare, il fenomeno della violenza sulle donne. Un fenomeno sempre più in evidenza, come rilevato da Alfonsina De Sario, responsabile dello Sportello Donna della Questura di Foggia, nella descrizione della a situazione sui maltrattamenti e le violenze sessuali subite dalle donne in Italia e nella provincia di Foggia.

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SPORTELLO DONNA NELLA QUESTURA DI FOGGIA- A Foggia è operativo preso la Questura di Foggia uno sportello dove è possibile denunciare le vittime dello stalking. L´attività dell´Ufficio Minori della Questura di Foggia è stata presentata, a dicembre, dal questore Bruno D’Agostino e dal vice questore aggiunto, Daniela Poduti. Per la legge sullo stalking: l’articolo 612 bis viene in soccorso di chi è vittima di stalking e punisce chi “con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”. Per stalking si intende: telefonate, sms, regali, attenzioni indesiderate, appostamenti e scenate in pubblico. Da dati ministeriali, in Capitanata, dal 2006 al 2008, sono più che raddoppiate le denunce per maltrattamento (da 50 a 110) e quelle per violenza sessuale (da 23 a 46). Anche se, come ha sottolineato la questura, questo non significa che si delinque di più «ma che cresce la fiducia nelle istituzioni e che c’è più gente che denuncia». Da due anni alla Questura di Foggia, in particolare alla Divisione Anticrimine dell´Ufficio Minori esiste uno sportello Anti-violenza, che, grazie alla collaborazione dello psicologo della Polizia di Stato, organizza una sorta di ‘lavoro in rete’, con tutte le altre realtà anti-violenza e mediche presenti sul territorio provinciale.

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IL CORTOMETRAGGIO DI ANNA MARIA SALVATORE – Il cortometraggio ‘Women’ è statio proiettato nei mesi scorsi durante le giornate del Festival del Cinema Indipendente di Foggia. Da pochi giorni, però, è visibile su YouTube con l’obiettivo di continuare a contrastare ogni forma di violenza e soprusi che continuano ad avvenire nei confronti delle donne. Il cortometraggio è stato realizzato con la partecipazione di adulti e ragazzi foggiani che hanno simulato scene di violenza, aggressione e prostituzione montate in bianco e nero ed interrotte da alcuni passi di danza fatti da Alma di Carlo su di una spiaggia. Immagini, queste ultime, che sono state montate a colori per simboleggiare la speranza ed il diritto della donna di essere amata e rispettata.Del resto, proprio di recente è stato avviato il progetto Femminile Plurale’, la ‘rete’ inter-istituzionale contro la violenza sulle donne promossa dal Centro Studi di Genere dell’Università di Foggia e finanziato dalla Regione Puglia. Una ‘rete’ che si muoverà tenendo anche conto dei dati Istat 2006 su ‘La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia’.

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VIOLENZA CONTRO LE DONNE – L’ombra oscura della violenza fisica e sessuale non risparmia le donne pugliesi. Ma sono ancora poche quelle che denunciano i loro aggressori. Specie se l’aggressione si consuma in casa, con il proprio partner. E’ quanto emerge da una nuova indagine realizzata dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) che per la prima volta fotografa in maniera dettagliata il fenomeno della violenza fisica e sessuale contro le donne.La situazione in Puglia: secondo una indagine Istat, relativi all’indagine sulla violenza ed i maltrattamenti contro le donne condotta nel 2006, su un campione di 25.000 donne – in Puglia 1.104 – comprese tra i 16 e 70 anni, confermano che la nostra regione non è esente da questi terribili casi. In particolare, i dati in Puglia mostrano una situazione in cui solo il 10,8% delle donne denuncia la violenza del partner a fronte di un 89,2% che preferisce tacere. Mentre risulta ancora più difficile per le donne denunciare le violenze subite da uno sconosciuto o da un non partner: in questo caso, infatti, solo il 5,4% si rivolge alle forze dell’ordine per raccontare la propria storia con il restante 94,6 % che preferirebbe il silenzio. Inoltre, il 24,9% delle donne pugliesi intervistate dichiara di aver subito violenza fisica e sessuale nel corso della propria vita ed il 5,3% dichiara di averla subita prima dei 16 anni. Ed anche se il fenomeno è molto presente il territorio regionale stenta a dare risposte concrete per far emergere i casi di sommerso e per fornire garanzie di protezione nei confronti di chi è vittima di violenze o maltrattamenti.

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FOGGIA, UNA RETE A SOSTEGNO DELLE DONNE – Un numero verde, un centro di ascolto, associazioni femminili, consultori e progetti mirati. La provincia di Foggia non è sorda al grido delle donne vittime di violenze fisiche e sessuali, di maltrattamenti e della paura di denunciare i loro aggressori. Ed in questi anni ha messo in campo un ventaglio di iniziative per sostenere chi è vittima di un fenomeno che si fa forza soprattutto sul silenzioso dolore delle donne, sul sommerso. A Foggia, quindi, è attivo un numero verde per le donne vittime di violenza: 800.22.93.46. L’Amministrazione Comunale, infatti, nell’ambito dei servizi previsti nella prima triennalità del Piano Sociale di Zona della città di Foggia ha istituito un “Servizio di telefonia sociale in favore delle donne vittime di violenza”. L’Associazione alla quale è stato affidato il servizio è “Impegno Donna” con il progetto “Telefono Donna-Oltre la Violenza –Servizio di telefonia in favore delle donne vittime di violenza”. A San Severo, invece, la Cooperativa Sociale “Il Filo di Arianna” svolge attività di Centro d’Ascolto diffuso sul territorio rivolto a donne. A loro viene offerto sostegno legale e psicologico, ospitalità presso un Centro Antiviolenza a San Severo (una Casa rifugio a Cerignola per un totale di 20 posti), reinserimento socio-lavorativo, servizio di mediazione familiare. Di particolare importanza anche il lavoro svolto dall’Associazione “Donne Insieme”, che opera da quattro anni nella città di Foggia e da qualche mese ha anche sede a Manfredonia. L’Associazione si occupa prevalentemente di sfruttamento e violenze sulle donne in difficoltà, anche attraverso il supporto alla ricerca di lavoro. Anche i consultori familiari dell’Asl di Foggia e provincia sono un punto di incontro per tante donne, in modo particolare per coloro che hanno subito violenze o maltrattamenti. Dal 2000 è attivo “Progetto Roxana”, che ha l’obiettivo di proteggere e sostenere le donne vittime di tratta, soprattutto straniere, a scopo di sfruttamento sessuale. Infine, a Foggia potrebbe sorgere a breve una “Casa di rifugio per le donne vittime di violenza”.

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LA SITUAZIONE IN ITALIA – In Italia sono circa il 96% nel caso delle violenze inferte da un non partner e il 93% nel caso delle violenze inferte dal partner. Secondo l’indagine Istat, quindi, il 21% delle vittime ha subito la violenza sia in famiglia che fuori, il 22,6% solo dal partner, il 56,4% solo da altri uomini non partner. Ma sono i partner responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei.

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LEGGE 22 MAGGIO 1978 n.194, art.174 – “Chiunque cagiona l’interruzione della gravidanza, senza il consenso della donna, è punito con la reclusione ad 4 a 8 anni”.

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