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"Avevo detto ai ragazzi che loro sarebbero venuti a giocarsi la partita della vita"

Coppa Italia, Roma in semifinale su rigore

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Roma. “Sono contento del risultato finale. Avevo detto ai ragazzi che loro sarebbero venuti a giocarsi la partita della vita”. Luciano Spalletti ha commentato così la vittoria al foto finish contro il Cesena della sua Roma, che ha trovato il 2-1 decisivo grazie al tiro dal dischetto di Totti. I giallorossi non sono riusciti a trovare il gol nel primo tempo. Nella ripresa è arrivato il vantaggio firmato Edin Dzeko, ma a quindici minuti dalla fine il pareggio di Garritano ha gettato sul match l’ombra dei supplementari. In pieno recupero, però, l’arbitro Maresca di Napoli ha sanzionato l’intervento del portiere Agliardi su Kevin Strootman.

“Quando si gioca contro avversari simili le partite vanno sempre in questo modo, non c’è verso. Io ho provato a cambiare l’aria di avvicinamento a questa partita, ho detto ai ragazzi che loro hanno buttato fuori due squadre di Serie A TIM. Oggi ho fatto giocare una formazione di tutto rispetto, ho solo cambiato uomini per averli freschi ma non c’è stato verso. La squadra, però, non ha giocato un brutto calcio nella ripresa. Nel primo tempo un po’ per la disposizione dei loro giocatori in campo e la velocità degli attaccanti ci hanno messo in difficoltà, nel secondo abbiamo sbagliato qualcosa che potevamo invece sfruttare diversamente”.

La squadra è sembrata voler dare la palla a Totti in molte occasioni, che ne pensa?
“Totti quando gioca le partite, ma anche allenamento, pure quando gioca con il figlio, è il Muhammad Alì del calcio, tenta sempre il colpo del kappaò, la giocata importante che gli altri non vedono. Se gioca lui è bene dargli la palla, più glie ne passano e più ne riceviamo gli interessi: lui ne dà più che in banca. È quello che l’anno scorso ha riportato la gente dal parcheggio dentro lo stadio”.

La squadra ha spinto per il risultato fino alla fine, lasciando la difesa con due uomini: sei contento del loro atteggiamento?
“Nella ripresa ci siamo messi a quattro perché c’era da fare qualcosa in più e ho messo Emerson proprio per perché c’era il rischio di andare ai supplementari e lui può ricoprire sia il ruolo di terzino sia quello dell’esterno alto, con Mario Rui dietro che rischiava di subire stanchezza. Peres è un terzino che spinge e fa la fase offensiva: il risultato non riuscivamo a sbloccarlo e siamo rimasti soli dietro, ma quei due sono soli che riescono a sbrogliare il loro compito, sono forti, veloci: giocatori di spessore e di qualità”.

Perotti come sta?
“Ha sentito il muscolo tirare, vanno fatti gli accertamenti però per la prossima partita sicuramente non ci sarà”.

Salah rischierà di tornare troppo appagato dopo la finale di Coppa d’Africa se dovesse vincere?
“Secondo me torna stanco sicuramente, però è un ragazzo buono, bello e sensibile, vuole bene ai compagni e alla maglia che indossa, sono convinto che l’atteggiamento sarà quello giusto”.

FONTE ASROMA



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