Manfredonia
"Giovedì 31 marzo 2016 si è svolta la Conferenza Stato Regioni che ha dato il via libera al decreto che riforma le Autorità Portuali"

Manfredonia: Autorità di Sistema Portuale, sotto a chi tocca (II)

"La costituzione del partito unico a Manfredonia risale a qualche lustro per cui non sarà difficile trovare la quadra di una spartizione ex legis per la nostra Autorità di Sistema Portuale"

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Manfredonia. Giovedì 31 marzo 2016 si è svolta la Conferenza Stato Regioni che ha dato il via libera al decreto che riforma le Autorità Portuali. In cambio del via libera, le Regioni hanno ottenuto una moratoria di tre mesi per l’applicazione della riforma. L’applicazione della riforma, come tutti sanno, per la partitocrazia italiana, non è altro che il consolidato metodo della negoziazione per la spartizione delle poltrone. Non è necessario avere le competenza ma la semplice appartenenza. La storia dell’Autorità Portuale di Manfredonia è l’esempio che calza alla perfezione: la nomina è avvenuta ex legis. Quali saranno i metodi e i nomi per la scelta e la governance dei porti di Manfredonia?

La costituzione del partito unico a Manfredonia risale a qualche lustro per cui non sarà difficile trovare la quadra di una spartizione ex legis per la nostra Autorità di Sistema Portuale. Da oggi, 1 di aprile 2016, mentre il ministro Guidi lascia la poltrona degli affari particolari, parte il toto poltrone per i Presidenti e gli enturage delle Autorità di Sistema Portuale.

(A cura di Pino Delle Noci – Manfredonia, 02.04.2016)



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Commenti

  • Grande Pino a te nulla sfugge bravo interessante notizia anche questa.


  • DUBBIOSO

    MA NON BASTAVA UN COMMISSARIO!!! CI VOLEVANO DUE.


  • Gino5st

    Già fatto
    Tranquilli tutti


  • Raffaele Vairo

    Caro Pino,
    condivido quello che scrivi sulla partitocrazia italiana. La degenerazione partitocratica con i suoi tentacoli rappresenta, come ben sai, un problema atavico. Il termine “partitocrazia” fu introdotto nel dibattito politico italiano a partire dagli anni Sessanta in polemica con lo strapotere dei partiti, che tendono a sostituirsi alle “Istituzioni rappresentative” nella direzione e nella determinazione della vita politica democratica dello Stato. Tuttavia, rispetto a quegli anni la situazione è oggi molto peggiorata. I casi di corruzione si registrano, senza interruzioni, quasi a tutti i livelli. Alla corruzione si è aggiunto il dilagante conflitto d’interessi, come le ultime vicende insegnano… Fenomeni che non riguardano più la sola sfera educativa o culturale della nostra società ma che sono diventati, ormai, di natura “antropologica”. Un vescovo della nostra città (Andrea Cesarano) diceva: “ci vuole poco per cancellare le buone abitudini, ma per le cattive occorrono generazioni”.
    Ma la vergogna più grande, secondo me, è non provare più vergogna….
    Un caro saluto

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