Manfredonia

Doveva finire nel 2009, ma ancora proroghe: amianto inbonificabile agli Alti Fondali


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Progetto, lavori bonifica Alti Fondali (Stato)

Manfredonia – ANCORA proroghe. Come in precedenza, correndo il rischio di ripetersi, nuova proroga ( Focus nuova proroga, ordinanza 15.11 del 29.04.2011 della Capitaneria di Porto) per i “ lavori di bonifica del materiale contenente amianto dai pali di sostegno lungo il pontile di approccio e all’interno del bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia”. Proroga prevista “dal giorno 02 maggio (2011) al 31 luglio 2011“. Tutto finito ? Macchè: tempo di consegna dei lavori entro il 31 luglio “salvo (però, ndR) ulteriore proroga“. Infatti.

Dunque, per i lavori di bonifica del “materiale contenente amianto dai pali di sostegno (..) del bacino Alti Fondali” ( Focus lavori ), si dovrà attendere ancora del tempo. Ancora attendere come oramai risaputo ( La proroga al 31 ottobre 2010) e ( Proroga al 30 novembre 2010).

RICAPITOLANDO FRA I LAVORI – Per l’ultimazione dei lavori, la prima ordinanza (tutte a firma della Capitaneria di Porto di Manfredonia, n.55/08) era stata emanata lo scorso 16 dicembre 2008; l’ultima il 29 ottobre 2010. Nel bel mezzo: le ordinanze del 15 ottobre 2009 (56/09), con proroga lavori fino al 29 aprile 2010. E ancora: l’ordinanza 11/2010 del 27 ottobre 2010, con proroga fino al 27 agosto scorso. E ancora: l’ordinanza 41/2010, del 26 agosto 2010, con la quale era stata prorogata fino al 31 ottobre 2010 l’ordinanza 55, di cui si è riferito.

Infine (nuova ordinanza, 15.11 del 29 aprile 2011) “l’autorizzazione della ripresa lavori in data 26.04.2011 con la quale il Comune di Manfredonia Settore 6° – Lavori Pubblici – Espropriazioni – Manutenzione ha autorizzato l’Impresa Dalena Eco-Trend S.r.l. a riprendere i lavori di bonifica amianto dalle tubazioni e pali installati nel bacino portuale “Alti Fondali” di Manfredonia con prevista ultimazione degli stessi in data 31.07.2011″.

In precedenza c’era stata la richiesta di emanazione di ordinanza presentata in data 26.04.2010 dalla Società DALENA ECO-TREND S.r.l. di Putignano(Ba) quale ditta appaltatrice ed autorizzata dal Comune di Manfredonia ad eseguire i lavori di bonifica per presenza amianto delle tubazioni e dei pali installati nel bacino portuale “Alti Fondali” di Manfredonia e relativo monitoraggio e manutenzione dell’incapsulamento. Con la la nuova ordinanza la Capitaneria di Porto di Manfredonia – come prassi e giustamente- “ha ritenuto indispensabile regolamentare il transito/sosta delle unità navali in genere nella zona di mare interessata dai lavori in parola, ai fini della sicurezza della navigazione e della salvaguardia della vita umana in mare“.

In precedenza, con l’ultima proroga della Capitaneria, i lavori sarebbero potuti andare avanti fino al 30 novembre 2010. Questo a seguito di una nota (prot. n.45770) pervenuta negli uffici della Capitaneria lo scorso 29 ottobre, con mittente il Comune di Manfredonia Settore 7° “Urbanistica ed edilizia“. Nella nota il dirigente del 7^ settore ha ordinato alla ditta appaltatrice (Dalena-Eco Trand srl di Putignano) di “completare i lavori non oltre il 30 novembre 2010″. In base alle informazioni raccolte i lavori relativi alla bonifica dei pali contenenti amianto (vedasi in seguito i particolari) dovevano andare avanti fino a metà novembre. Poi il blocco degli stessi fino al prossimo marzo. Da marzo il completamento dei lavori, all’incirca 500 pali ancora da bonificare (ma si farebbe riferimento solo all’incapsulamento degli stessi), entro l’estate del 2011. Ma quando sarebbero dovuti terminare in realtà i lavori ? E quando invece la partenza ? Quali le somme dell’appalto ? Quale l’obiettivo prefissato della ditta appaltatrice e dell’ente appaltante (il Comune di Manfredonia) all’origine del progetto ?

Un progetto di cui Stato ne ha parlato già lo scorso 7 maggio 2010 (e di cui il giornalista F.Bellizzi de L’Attacco di Foggia ne aveva già discusso con ulteriori particolari). Un progetto che in corso d’opera avrebbe avuto delle variazioni dopo note degli organi preposti ai controlli e al monitoraggio dell’area. Nel mezzo: decreti ingiuntivi contro la ditta da parte di un ex candidato alle amministrative, barche affondate “sciaguratamente” ma innanzitutto slittamento (ora consistente) della data finale dei lavori.

Detto che le ordinanze della Capitaneria si adeguano allo sviluppo e procedimento dei lavori, detto che con le ordinanze si stabilisce un’analoga regolamentazione del transito navale nell’area, si ricorda che la ditta “Dalena Eco-Trend” Srl di Putignano (Ba), continuerà ad eseguire i lavori di bonifica sul porto Alti Fondali (industriale) di Manfredonia, “tramite l’utilizzo di unità navali, galleggianti e personale subacqueo specializzato”. I lavori fanno riferimento anche al monitoraggio e manutenzione dell’incapsulamento delle stesse palificate contenenti amianto.

TUTTO SAREBBE PARTITO DALLA DENUNCIA DI UN ARMATORE – Un armatore di Manfredonia, di nome Giuseppe (evitando il cognome) avrebbe rappresentanto la fonte principale per la partenza dei lavori. Difatti proprio attraverso una denuncia dello stesso alle autorità competenti sarebbe stato attivato in seguito un monitoraggio nell’area, con l’accertamento della presenza di amianto sulle palificate “e necessità di rimozione delle stesse”. I lavori nell’area erano (ri)partiti ufficialmente dal 27 aprile 2010, dopo un ritardo di mesi.

IL PROGETTO NEL BACINO ALTI FONDALI DI MANFREDONIA – L’accordo procedimento fa riferimento alle legge 166 del 2002 fa riferimento (giusto decreto Mit 3838/3539 del 3 giugno 2004), giusto accordo procedimento del 29 novembre 2005 tra l’ex sindaco di Manfredonia P.Campo e il direttore generale per le infrastrutture della navigazione marittirima interna. Il responsabile unico dei lavori è stato individuato nell’ingegnere G.Spagnuolo, l’ufficio della direzione dei lavori all’ingegnere G.Di Tullo (anche coordinatore per l’esecuzione della sicurezza). Importo del progetto: 3.500.000 di euro, importo contratto lavori 2.703.204,84. Impresa esecutrice la Dalena Ecotrand srl, sp 172 per Alberobello, Putignano (BA) iscrizione Soa: Soatem, direttore tecnico G.Angelo Dalena. Progettazione esecutiva: ingegnere V.Trassari di Napoli. Ditte subappaltatrici: Cogit, costruzioni generali italiane Spa, di Brindisi. Importi lavori subappaltati: 796mila euro. Partenza lavori: 22 dicembre del 2008, termine dopo 281 giorni (ottobre 2009). La progettazione preliminare-esecutiva è stata affidata alla ditta Ati Microlab srl di Manfredonia– con coordinatore Med Ingegneria di Ferrara (che ha curato anche il progetto definitivo dei lavori del Porto Turistico di Rodi Garganico). Chiesto parere per le opere anche a Provincia di Foggia, ARPA (un prelievo è stato fatto, su richiesta, dai tecnici dell’ente ambientale di Foggia) i sindacati, la Spesal, dirigente dottor A.Nigri.


I LAVORI DOVEVANO FINIRE NEL 2009 – COSA HA RITARDATO LE OPERE ?
Da progetto i lavori in essere dovevano partire il 22 dicembre del 2008, per terminare dopo 281 giorni, dunque entro la fine del 2009. Motivazioni ? Tutte da verificare. Ma a seguito dell’inchiesta svolta, il dato più rilevante fa riferimento ad un cambio di progettazione, in corso d’opera, stabilita dai progettisti, derivante da una spesa per gli interventi che avrebbe superato nel tempo le stime ufficiali definite all’inizio del piano. Ovvero ? I fondi stanziati (5 milioni di euro) con la legge 166 del 2002 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti) non sarebbero risultati sufficienti, secondo le stime delle imprese e dell’ente appaltante (Dalena dunque e Comune di Manfredonia), per completare le opere.

Bacini Alti Fondali di Manfredonia (Stato)

Dunque dalla prevista rimozione del cemento amianto (fibrocemento, o anche detto dal nome del maggiore produttore, Eternit) si sarebbe declinato verso una maggiore opera di incapsulamento, per bloccare le fibre dell’amianto presenti nelle palificate. Le fibre sarebbero presenti tanto nella parte immersa delle palificate (fino a 70 cm – 1 metro) quanto in quella emersa. Dunque l’iniziale rimozione pianificata non è risultata ‘adeguata’ secondo i tecnici come metodologia atta a risanare la problematica, da qui la decisione di optare per un maggiore intervento di incapsulamento, con “al massimo 15 palificate interessate alla rimozione” – come detto a Stato dal dirigente del settore del Comune – mentre tutte le 2000 palificate dovrebbero essere incapsulate (come detto altre 500 dal prossimo marzo), con i sistemi di fissaggio rafforzati. Le opere stanziate per il porto Alti Fondali di Manfredonia sarebbero risultate ‘atipiche’ nella loro procedura operativa, “caso unico” (quello di Manfredonia) nello Stivale. In ogni modo, la cifra totale dell’appalto avrebbe consentito invece, secondo tecnici del settore, di risanare la problematica ‘in modo adeguato’. In ogni modo restano evidenti le diverse varianti del progetto e il ritardo consistente per l’ultimazione dei lavori.

CON LA RIMOZIONE DELL’AMIANTO CADUTA DEI PALI ? I TECNICI: “IMPOSSIBILE” – Altri tecnici del settore interpellati da Stato negarono una possibile caduta delle palificate a seguito della rimozione della matrice in cemento amianto. L’anima di tutte le 2000 palificate (354 approccio, 1600 fra banchine d’attracco A1-2-3-4-5 e collegamento) sarebbe difatti “intatta”, tale da non pregiudicare lo stesso palo nel caso di una avvenuta rimozione. Dunque, i ritardi nei lavori per la bonifica dell’amianto nel bacino Alti Fondali non sono addebitabili a questa ipotesi avanzata in sede tecnica del progetto. L’ipotesi peggiore porterebbe infatti a pensare ad un distaccamento della fibra con ricaduta nel fondo marino. Inoltre, le parti già cadute nel mare si sarebbero staccate dalle palificate a causa del “moto ondoso” e non per gli interventi effettuati. In ogni modo fibre di amianto sono presenti nel fondale marino dell’area (in estate sarebbe stato predisposto un divieto nei lavori per la presenza di ‘traffico a mare’).

“SISTEMA RIMOZIONE CON VENTOSE NON ADEGUATO” – I lavori sul porto dovevano partire, come detto, nel dicembre del 2008, ma sarebbero cominciati nel gennaio del 2009, con interruzioni già nel maggio dello stesso anno. Le principali cause dei ritardi nei lavori è stata addebitata al: maltempo invernale (moto ondoso), ritardi per autorizzazioni (per lavori su mare: Capitaneria di Porto di Manfredonia, su struttura terra: Autorità Portuale, addirittura un anno), fino a degli ipotetici ‘corsi propedeutici per i sommozzatori’ per svolgere i lavori. A maggio del 2009 la ditta appaltatrice dei lavori (Dalena-Eco trand srl) avrebbe tentato una rimozione della palificate “con un sistema a ventosa” – come comunicato dal Comune – ma le camice sarebbero risultate “troppo aderenti ai piloni”. Dopo le interruzioni nel maggio 2009, i lavori si sono praticamente fermati, con una barca attraccatta nei mesi prima sul porto (senza persone a bordo) “affondata sciaguratamente” (una barca presente attualmente in un deposito di un operatore marittimo e non ancora riparata). Morale ? I lavori sono stati fermi quasi per un anno. Con un decreto ingiuntivo emesso – da parte di un ex candidato nelle precedenti amministrative, come comunicato dallo stesso – nei confronti di una delle ditte interessante al piano da parte di un imprenditore locale. Un ex candidato che avrebbe fornito il proprio ausilio per un monitoraggio nell’area preliminare alla partenza dei lavori.

IL SECONDO APPALTO PROPEDEUTICO – Inoltre era stato appaltato nello scorso maggio, dal Ministero Infrastrutture e Trasporti Genio Civile di Bari e, a detta dei responsabili, anche dall’Autorità Portuale di Manfredonia, un intervento per la protezione catodica (tecnica di salvaguardia dalla corrosione di strutture metalliche esposte ad un ambiente elettrolitico – acqua di mare o terreni- che può essere aggressivo nei confronti del metallo. Generalmente superfici esterne di tubazioni o cisterne in acciaio interrate o immerse in acqua di mare) delle stesse palificate (interessante al primo intervento) per “evitare l’ossidazione delle stesse”. Problema di questo secondo intervento ? Anche qui i ritardi nell’appalto (appalto affidato alla Granata N. – impianti elettrici di Sala Consilina, Salerno – come comunicato dal Genio Civile di Bari), per dei lavori che sarebbero “propedeutici” e connessi, inderogabilmente, con la bonifica dell’amianto delle palificate dell’Alti Fondali. Da Bari aspettavano a maggio la risposta dell’Autorità Portuale di Manfredonia, da Manfredonia comunicarono a Bari di ‘aspettare’ e, al contempo, di ‘regolarizzarsi’.

IL PARERE DELLO SPESAL – Lo scorso 6 maggio un secondo parere sarebbe giunto all’ente appaltante dei lavori (Comune) da parte della Spesal dell’Asl-Fg (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. Lo Spesal fa parte del Dipartimento di Sanità Pubblica delle ASL): i lavori nelle banchine di attracco A1-2-3-4-5 sarebbero partiti al tempo, così come nel pontile di collegamento. Ora, sarebbe stato dato il benestare, dallo Spesal al Comune, per la partenza dei lavori per il pontile di approccio. Nel parere si sarebbe fatto riferimento alla “necessità dell’incapsulamento in opposizione alla rimozione del cemento amianto”.

IN PRECEDENZA: ”TERMINE DEI LAVORI ENTRO LA PROSSIMA ESTATE” – NECESSARIE DELLE VERIFICHE SULLA SUFFICIENZA DEI FONDI A DISPOSIZIONE PER IL COMPLETAMENTO DELLE OPERE ? – A prescindere dal termine dei lavori, che, come rivelatosi, non saranno completate neanche con la nuova proroga (entro il 30 novembre 2010), ma come detto entro l’estate del 2011, al termine delle opere, nonché della protezione catodica, sarebbe stato stabilito un ulteriore monitoraggio ad intervallo nell’area interessata alle opere. Un monitoraggio che presupporebbe un ulteriore stanziamento di fondi.

g.defilippo@statoquotidiano.it


VIDEO NELL’AREA


Doveva finire nel 2009, ma ancora proroghe: amianto inbonificabile agli Alti Fondali ultima modifica: 2011-05-02T19:56:40+00:00 da Giuseppe de Filippo



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