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Silenzio e qualche amico. In Provincia l’ultimo saluto a Pellegrino


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La camera ardente. Il saluto di Mimmo Di Gioia (St)

Foggia – Foggia – LA fascia blu di Presidente della Provincia adagiata sul tulle bianco che ne copre la salma. Fra le mani, appoggiato all’altezza del ventre, un rosario in legno, semplice. In mezzo alle gambe, un tomo scuro delle “Tragedie” di William Shakespeare. Alla base, adagiato sull’orlo della bara, il camice di Villa Igea.

Antonio Pellegrino torna in quella che è stata casa sua. Ci ritorna quasi non fosse mai uscito. A Palazzo Dogana hanno messo in piedi la sua camera ardente. Per eternificare il suo ricordo da questa parte di mondo, quello conosciuto, tattile, sensibile. Se n’è andato che aveva 72 anni. Non tantissimi, in definitiva. Nemmeno due settimane dopo la dipartita di Rocco Laricchiuta. Anche lui politico, anche lui medico.

Per l’ex Presidente della Provincia, più contenuto dell’ex assessore alla Cultura del Comune di Foggia, non c’è lo stuolo processionale di ex pazienti che ha contraddistinto la commemorazione laica di Laricchiuta. L’emotività è più sotterranea, contenuta, silenziosa. Vero è che il tempo ha giocato a sfavore. Nella notte il decesso, la mattina la camera allestita. Vero è anche che Pellegrino manteneva un’area più dottoriale che medicale. Una sorta di contegno istituzionale affermato dentro e fuori i palazzi della gestione del potere. Meno impulsivo, forse anche meno simpatico. Ma non per questo meno uomo.

Fu la politica provinciale degli anni Novanta, la sperimentazione donata alla Capitanata. Pellegrino significò nuovi teatri, rassegne, iniziative, scuole. Alla bottega politica di Palazzo Dogana svezzarono diverse leve del centrosinistra, nelle sue liste trovarono nido molti ragazzi, il progresso civile della città. Provò anche a scalzare il centrodestra dal Comune. Nel 2004 tentò la scalata al Comune di Foggia. Venne sconfitto al primo turno dalle spaccature del centrosinistra che fece convergere i suoi voti su Orazio Ciliberti. Da quel momento, un piccolo salto nel centrodestra, fino all’isolamento senechiano dalla politica.

Tornò a servizio della Medicina. Il suo primo, vero, grande, unico amore. Urologo di fama nazionale. E buono di cuore. Nel 1963 ricevette l’encomio ufficiale del Generale di Corpo d’Armata per il bel lavoro di assistenza alle popolazioni svolto, al seguito delle Forze Armate, nel Friuli, ai tempi del Vajont.

Da qualche tempo aveva scelto l’appartamento. In primis per colpa di quel male maledetto che l’ha ucciso. Cancro al pancreas. Da mesi entrava ed usciva dagli Ospedali, quasi per ironia della sorte. Come Laricchiuta, era cosciente di quanto gli stesse accadendo. Come Laricchiuta non ha deciso di fare rumore, di pubblicizzare, di mettere in pubblica piazza il suo dolore per barattarlo con un pugno di compassione a buon mercato. Forse per questo motivo, nello stesso giorno in cui l’Assessore Comunale spirava, Pellegrino sceglieva di non rimanere oltre in nosocomio. Sceglieva di porre fine a quella fissità ospedaliera che l’aveva incatenato ad un letto, impassibile e rassegnato. La richiesta ai medici la racconta a Stato un suo amico. Disse: “Toglietemi tutto e mandatemi a casa. Morirò lì”. E lì è morto. Dicono serenamente. Certamente cosciente, lucido.

Nel rumore istituzionale di Palazzo Dogana, il corpo ingiallito del dottore è quasi un emblema di calma. Attorno, un picchetto delle Fiamme Gialle. Soltanto qualche amico a salutarlo. E poi la normale partecipazione politica, i comunicati che qui non arrivano, non li legge nessuno. Ma Billa Consiglio, Enrico Santaniello, Tonino Prencipe, Antonio Pepe, Rino Pezzano, Michele Augello entrano uno dopo l’altro per un ultimo saluto.

Domani, alle 16, le esequie alla chiesa di Gesù e Maria, in Piazza Giordano, ad un tiro di schioppo, poche centinaia di metri, dal Palazzo della Provincia. Quello che la città gli riconoscerà sempre come la sua casa politica naturale

IL CORDOGLIO DI DOMENICO RIZZI – “Apprendendo della scomparsa dell’autorevole ed amato Presidente della Provincia di Foggia per un decennio, Antonio Pellegrino, Sinistra Ecologia e Libertà di Capitanata esprime il proprio dolore e lamenta la perdita di una grande personalità della sinistra foggiana. La presidenza di Antonio Pellegrino ha rilanciato il ruolo di della Provincia come ente di area vasta, partecipando e promuovendo lo sviluppo economico della Capitanata e sostenendo con convinzione il Contratto d’Area di Manfredonia. La presidenza di Antonio Pellegrino passerà alla storia per il sostegno convinto al ruolo della istruzione pubblica, attraverso la costruzione di decine di nuovi istituti di istruzione superiore nell’intera provincia. Inoltre, un’altra caratteristica fondamentale del presidente Antonio Pellegrino è stata la valorizzazione della cultura: ricordiamo la costruzione del Teatro del Fuoco, il potenziamento della Biblioteca Provinciale, la Fondazione Giordano ed il sostegno alle innumerevoli iniziative sparse sul territorio provinciale. Con Antonio Pellegrino scompare un medico capace di grande professionalità, una eminente personalità della politica e della cultura di grande rigore morale”.

LEO DI GIOIA – “La scomparsa del professor Antonio Pellegrino rappresenta una perdita incommensurabile per la Comunità di Capitanata tutta”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Popolo della Libertà Leonardo Di Gioia riguardo la dipartita dell’ex presidente della Provincia di Foggia. “Antonio Pellegrino ha rappresentato uno tra i protagonisti indiscussi della rinascita della Capitanata negli anni Novanta. Un politico ed un medico di grande spessore umano che, attraverso la passione che ha contraddistinto tutte le sue azioni, resterà nei cuori di tutti coloro i quali hanno avuto modo di condividere i suoi percorsi amministrativi e professionali. Foggia e la Capitanata perdono, nel giro di pochi giorni, due figure di alto profilo come Rocco Laricchiuta e Antonio Pellegrino. Al tempo stesso dobbiamo essere capaci di raccogliere la grande eredità che ci lasciano. Quella di operare nella vita pubblica e quotidiana con lo stesso spirito d’amore che ha animò ogni loro attività politica, amministrativa e professionale. Alla famiglia di Antonio Pellegrino – conclude Leonardo Di Gioia – il mio cordoglio più sentito”.

GIANNICOLA DE LEONARDIS – “La scomparsa del prof. Antonio Pellegrino provoca una profonda tristezza non solo in quanti lo hanno conosciuto ed ammirato, per la sua profonda umanità e per la passione e l’entusiasmo che hanno sempre contraddistinto la sua vita, ma nell’intera comunità (non solo di Capitanata) che ha perso una persona capace di lasciare un’impronta significativa e indimenticabile, nella sua attività scientifica ed amministrativa”. Giannicola De Leonardis, consigliere regionale Udc e presidente della settima commissione Affari istituzionali, ricorda con affetto e commozione “il medico brillante e sorridente, nel suo reparto di Urologia agli Ospedali Riuniti diventato un riferimento a livello nazionale, ed il presidente dell’Amministrazione provinciale ricco di intuizioni ed iniziative che rimarranno nel tempo, a testimonianza della sua voglia di rilanciare il territorio che tanto amava, in particolare attraverso la cultura. Una persona speciale, moderata, ancorata a solidi valori, indimenticabile. Alla sua famiglia, a titolo personale e per conto dell’intera Unione di Capitanata, esprimo la più viva vicinanza e il più sentito cordoglio in un momento di estremo dolore e sofferenza”, conclude De Leonardis.


PEPE
– «Oggi la Capitanata è più povera. La nostra comunità perde un uomo che ha amato profondamente questa terra, che si è impegnato per la sua crescita, che l’ha rappresentata con dignità ed autorevolezza nei suoi incarichi istituzionali, nella sua attività politica, nell’esercizio della sua professione. Antonio Pellegrino è stato per la provincia di Foggia molto di più che un semplice presidente, molto più che il capo di un’Amministrazione. È stato l’uomo che ha ridato centralità a quest’Ente, che con le sue idee ed i suoi sogni ci ha donato progetti ed opere pubbliche che saranno per sempre il suo simbolo, che ci ricorderanno per sempre cosa significa amare la Capitanata». Così Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, nel messaggio di cordoglio per la scomparsa del professor Antonio Pellegrino, ex presidente dell’Amministrazione provinciale. «È forte in me la commozione mentre rendiamo l’ultimo saluto a questo grande uomo, alla sua coerenza, alla sua sensibilità e alla passione con cui ha sempre difeso i suoi valori e portato avanti i suoi ideali. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia e al suo dolore – afferma il presidente Pepe – Il legame di ciascuno di noi con Antonio Pellegrino è speciale. Alcuni ne hanno apprezzato le qualità di medico, la sua competenza, la sua professionalità. Altri il suo rigore di amministratore pubblico, costantemente impegnato a fare della provincia di Foggia un territorio migliore, a costruire tassello dopo tassello la centralità della Capitanata, trasformandola in una piccola capitale della cultura della Puglia e del Meridione d’Italia. Altri ancora hanno condiviso con lui un percorso politico fatto di autenticità, in cui mai il bene comune e l’interesse collettivo sono stati barattati con piccoli vantaggi di parte. Palazzo Dogana, che ospita la camera ardente, è stata per nove anni la sua seconda casa, il luogo in cui egli lavorò giorno e notte in modo indefesso, l’Ente in cui egli provò a cambiare il destino della nostra gente».

«La scomparsa del professor Pellegrino – prosegue Antonio Pepe – apre un vuoto incolmabile nei nostri cuori. Una sofferenza profonda che però abbiamo il dovere di liberare dal dolore per trasformarla nella continuazione della sua opera. Raccogliendo il suo testimone e facendo rivivere nel nostro lavoro il suo esempio, l’amore per questa terra che fu la stella polare della sua vita. Sono sicuro che egli avrebbe voluto essere ricordato così: senza lacrime ma con il sorriso e la caparbietà di difendere i diritti della Capitanata, con orgoglio dell’appartenenza a questa provincia e alla città di Foggia, fieri delle potenzialità di un territorio meraviglioso e splendido». «Vogliamo salutarlo così – conclude il presidente della Provincia – Rievocando il suo sorriso ed il suo amore per la Capitanata. Raccogliendo il suo lascito ideale e sforzandoci di non smettere mai come lui di amare questa nostra terra. Perché la sua memoria non sia mai sterile ricordo ma continui a vivere tutti i giorni nelle nostre opere».

PEPE (2): “INTITOLIAMO IL TEATRO DEL FUOCO AL PROFESSORE PELLEGRINO” – «Intitolare il Teatro del Fuoco al professor Antonio Pellegrino è il modo migliore per omaggiare la sua memoria ed il suo impegno politico e amministrativo al servizio della comunità di Capitanata». È l’annuncio formulato dal presidente della Provincia, Antonio Pepe, nel pomeriggio di oggi accompagnando il Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, nel rendere omaggio alla salma dell’ex presidente dell’Amministrazione provinciale nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana. «La stagione di governo del professor Pellegrino alla guida della Provincia di Foggia – afferma il presidente Pepe – ha regalato al territorio numerose opere pubbliche, a cominciare proprio dalla Sala del Tribunale di Palazzo Dogana. Intitolare il Teatro del Fuoco all’uomo che lo ideò e lo realizzò, nella costante attività di valorizzazione del profilo culturale della Capitanata, di ampliamento dei suoi spazi di fruizione e di moltiplicazione delle iniziative e degli eventi, è il giusto tributo che rendiamo ad un grande amministratore».
L’idea di intitolare il Teatro del Fuoco all’ex presidente della Provincia sarà portata in tempi brevissimi da Antonio Pepe all’attenzione del Consiglio provinciale «per condividere una scelta attraverso cui vogliamo continuare a far vivere il suo amore per la provincia di Foggia».

COMPARTO BICCARI – “Il professor Antonio Pellegrino ha rappresentato l’esempio più fulgido di una Capitanata migliore. Oggi la Comunità dauna intera piange la scomparsa di un uomo di indiscutibile spessore umano, professionale, politico e amministrativo”. E’ quanto affermano il coordinatore del Comitato di quartiere Comparto Biccari Antonello Abbattista, il presidente del Comitato civico Gente di Foggia Salvatore De Martino e il coordinatore del Comitato di quartiere San Lorenzo Gianni Gliatta in merito alla dipartita dell’ex presidente della Provincia di Foggia ed ex consigliere comunale Antonio Pellegrino. “Una figura che ha sicuramente contribuito da protagonista ad una importante stagione per la provincia di Foggia nello scorso decennio e che deve costituire un esempio da seguire per tutti coloro i quali amano il nostro territorio – proseguono Abbattista, De Martino e Gliatta che concludono – La Comunità del Comparto Biccari , il Comitato civico Gente di Foggia e il Comitato San Lorenzo esprimono il più sentito cordoglio alla famiglia del professor Pellegrino”.

Camera ardente (St)

CAMPO: “CI HA OFFERTO UNA NUOVA FRONTIERA E RESTITUITO DIGNITA'” – “La Capitanata oggi piange l’uomo che ha affermato la piena dignità dei suoi cittadini, offrendo loro una nuova frontiera economica e culturale con cui confrontarsi nel secondo millennio”. Il segretario provinciale del PD, Paolo Campo, esprime così il “commosso cordoglio dell’intera comunità Democratica per la scomparsa di Antonio Pellegrino” e la “fraterna e filiale vicinanza alla sua famiglia, sempre così presente nei pensieri del nostro amato presidente”.

L’umanità, l’ironia, la bonomia di Antonio Pellegrino hanno impreziosito la sua intelligente e innovativa azione di governo – continua Campo – fondata sui pilastri della ripresa occupazionale e la rinascita culturale. E’ stato protagonista assoluto della stagione della concertazione con le forze sociali e le istituzioni territoriali da cui sono nate le straordinarie esperienze di Patti Territoriali e Contratto d’Area, la cui attivazione ha segnato la ripresa dello sviluppo economico della Capitanata, prevalentemente fondato su vocazioni territoriali fino ad allora inespresse, e dato impulso al nuovo protagonismo del Gargano e dei Monti Dauni. Ha intuito, prima e meglio di tanti altri, che il nostro orizzonte economico e culturale è il Mediterraneo: luogo di scambi e traffici che la nostra terra può e deve intercettare e implementare mettendo a sistema le eccellenze attuali e potenziali della Pentapoli foggiana e dei territori limitrofi al nostro, da lui connessi nel Patto delle 4 Province.

E’ questa, a mio parere, la sua intuizione più preziosa, perché fondata sul protagonismo inclusivo della Capitanata e il rafforzamento della connessione con gli altri territori pugliesi; tutt’altra cosa rispetto al separatismo di basso profilo su cui si vuole oggi far convergere l’attenzione delle istituzioni. Specchio di questa positiva tensione è stata la continua attività svolta per restituire operatività all’aeroporto ‘Gino Lisa’, al porto di Manfredonia ed alla stazione ferroviaria di Foggia. La logistica era ed è la pietra angolare della competitività di un territorio, e Antonio Pellegrino ne era tanto consapevole da ingaggiare anche aspri confronti con i governi amici pur di ottenere attenzione e risorse per infrastrutture praticamente abbandonate a se stesse.
Il nostro presidente, insieme ai suoi più stretti collaboratori, ha voluto e saputo coltivare la memoria della nostra terra per radicarvi la valorizzazione del patrimonio di talenti e qualità artistiche fino ad allora mortificati dalla carenza di risorse e programmazione. La rinascita culturale, per Antonio Pellegrino, era la strada da intraprendere per accrescere la consapevolezza di noi stessi e, quindi, delle nostre capacità utili al riscatto dalla mortificazione dell’assistenzialismo e della marginalizzazione.

La Galleria d’Arte Moderna, i musei, le mostre e le manifestazioni costruiti e realizzate hanno dato lustro alla Capitanata e ci hanno offerto l’opportunità di rendere evidenti, anche a noi stessi, quale e quanta bellezza è capace di regalare la nostra terra e la sua gente. E poi ci sono le decine di opere pubbliche sparse per l’intera provincia, a segnalare quanta attenzione si è avuta per chi viaggia, studia, pratica sport, produce arte. Personalmente, ho avuto la fortuna di essere al fianco di Antonio Pellegrino, come consigliere provinciale, nella sua prima consiliatura e di averne avuto il sostegno durante la campagna elettorale del 2008. Oggi siedo in Consiglio provinciale anche in rappresentanza della lista da lui ispirata e costruita per tornare ad essere parte integrante e attiva dell’area politica con cui aveva condiviso la nascita e la strutturazione del progetto che portò prima lui alla guida della Provincia di Foggia e poi Romano Prodi al governo del Paese. Antonio Pellegrino ha contribuito a scrivere la storia della nostra terra – conclude Paolo Campo – e con la sua azione e la sua personalità ha inscritto se stesso nel pantheon delle figure nobili della Capitanata”.

G. GATTA – “La scomparsa di Antonio Pellegrino, Amministratore integerrimo e capace di ergersi al di sopra delle parti al servizio della propria Terra, prestigioso professionista, galantuomo di antico stampo, è un lutto grave per l’intera Capitanata, che gli rende il doveroso omaggio e si stringe alla sua famiglia annoverandolo tra i migliori dei suoi figli. Per chi è chiamato oggi a servirla, è una memoria da coltivare con orgoglio ed un esempio da imitare con convinzione.”


MONGELLI
– “Antonio Pellegrino è stato un amministratore pubblico esemplare, una figura alla quale ispirare il modo di esercitare la funzione istituzionale al servizio della comunità, ed una persona dotata di rara umanità, come ben sanno i familiari ai quali l’intera Amministrazione comunale si stringe commossa. Interprete straordinario della più autentica foggianità, capace come pochi di ispirare la propria attività ai principi della solidarietà civica e della valorizzazione del merito e dei talenti, ha offerto un contributo decisivo alla rinascita della sua città facendole riscoprire il ruolo di capoluogo e assegnandole la funzione di riferimento operativo nei processi di programmazione dello sviluppo e di rinascita della cultura. Con caparbietà ha difeso e contribuito al rilancio della Fiera come dell’aeroporto, del nodo ferroviario come dell’area industriale; così come ha ricercato con costanza modelli economici innovativi e capaci di far emergere la qualità delle nostre imprese e maestranze”.

P. LONIGRO – “La Capitanata perde un uomo di valore, sia per le sue alte doti professionali, che quale preparato amministratore; doti profusi a favore dell’intera Provincia”. Pino Lonigro commenta così la scomparsa del Prof. Antonio Pellegrino. “Ha lasciato impronte significative ed importanti sia nella sua attività di eccellente medico chirurgo, alleviando la sofferenza di tante vite umane, che per l’intensa attività amministrativa. Per ben due consiliature quale Presidente della Provincia di Foggia – continua Lonigro – ha rilanciato il territorio e l’Ente Provincia realizzando opere importanti nel campo della Cultura come la realizzazione del Teatro del Fuoco, l’apertura di alcuni Musei, la creazione della Rassegna del Cinema ed altri interventi non meno significativi nel campo delle Opere Pubbliche, una fra tutte, la realizzazione della nuova sede della Provincia di Foggia. E’ stato l’artefice dell’istituzione del Patti Territoriali che hanno consentito la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi nell’intera provincia”.


RETTORE UNI/FG G. VOLPE
– “Ho appreso con dolore la notizia della scomparsa del prof. Antonio Pellegrino, ottimo medico chirurgo, attivissimo Presidente della Provincia di Foggia e grande uomo. A nome dell’intera comunità accademica esprimo la più sentita partecipazione al dolore della famiglia e di tutti i cittadini di Foggia e della Capitanata, ricordando in particolare il suo straordinario impegno nella creazione e promozione di istituzioni e attività culturali e la passione e la determinazione con le quali ha lavorato in maniera decisiva per la nascita dell’Università di Foggia”.

A.RICCARDI – “La notizia mi ha riempito di profonda mestizia. In qualità di sindaco di Manfredonia e a nome dell’intera città desidero esprimere alla famiglia il più sentito cordoglio e la vicinanza in un momento così triste. Il ‘professore’ Pellegrino mancherà a tutti: ai pazienti del Reparto di Urologia presso gli Ospedali Riuniti di Foggia, che accoglieva sempre con sorriso e grande professionalità; ai colleghi di Palazzo Dogana, che ha guidato per due legislature con energia ed entusiasmo; agli amici e a tutta la Capitanata, la terra amata che ha visto germogliare i semi del suo impegno e della sua innovativa azione di governo. Oggi quei germogli tracciano un sentiero, la strada da seguire per coloro che credono nella ripresa occupazionale e nella rinascita culturale del nostro territorio. Antonio Pellegrino, infatti, ha saputo coltivare la memoria, i talenti e le risorse della Capitanata, restituendoci la consapevolezza delle nostre capacità, della possibilità del riscatto sociale. Coltivare la sua memoria significherà portare avanti le sue idee, i suoi sogni di inclusioni e connessioni, di integrazione tra forze sociali e istituzioni, di orizzonti allargati fino a comprendere tutto il Mediterraneo… per continuare, insieme a lui, a scrivere la storia di questa terra”, conclude il sindaco Riccardi.


ANTONIO PRENCIPE (PD)
– “E’ anche nella visione politica e nell’azione amministrativa di Antonio Pellegrino che, in Capitanata, si radica il progetto del Partito Democratico e la nascita di un luogo aperto alla contaminazione tra culture politiche differenti ed alla discussione sui temi più avanzati del governo territoriale”. Lo afferma il capogruppo del PD in Consiglio provinciale, Antonio Prencipe, esprimendo “il cordoglio e la commozione dell’intero gruppo consiliare per la scomparsa di una figura oggi dolorosamente consegnata alla storia della nostra terra”. “Al di là delle enfatizzazioni strumentali – continua Prencipe – la relazione critica tra Antonio Pellegrino e i partiti che hanno partecipato alla definizione e sostenuto l’attuazione della sua innovativa linea di governo, sempre rispettosa della storia dei partiti stessi e della militanza di tante migliaia di cittadini, ha fatto emergere il positivo contributo della società civile in un momento particolarmente delicato della nostra storia, locale e nazionale. Il presidente della Provincia, il primo eletto direttamente dalla gente di Capitanata, ha riaffermato e difeso il valore fondativo delle istituzioni, così come ha sollecitato e ottenuto una piena assunzione di responsabilità degli eletti rispetto al mandato elettorale. La sua sobrietà, integrità e passione civica hanno riguadagnato fiducia all’istituzione democratica da lui rappresentata con tanta passione e onore, anche perché ha saputo interpretare al meglio la funzione di portavoce di un territorio tanto vasto e complesso: indifferente agli schieramenti politici di parte e concentrata sull’affermazione della dignità e il riconoscimento di pari opportunità per i cittadini della Capitanata”.

NUZZIELLO – Il consigliere della Puglia per Vendola Anna Nuzziello: “Una grave perdita per la Capitanata e per tutto il territorio regionale la scomparsa di Antonio Pellegrino. Un lutto cui si stringe la Comunità della Provincia di Foggia che con immenso dolore piange un Amministratore dal grande valore umano e professionale. Alla famiglia e a tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscere il compianto Antonio Pellegrino esprimo le mie più sentite condoglianze”.


CORDOGLIO CONSIGLIO REGIONALE
– “A nome del Consiglio regionale della Puglia e mio personale, esprimo il cordoglio per la scomparsa del prof. Antonio Pellegrino, già presidente dell’Amministrazione provinciale di Foggia. L’intera Assemblea rappresenta alla famiglia la profonda stima per le qualità dell’amministratore e del professionista, figura di spicco della Capitanata e uomo di elevata statura morale”.

MORTE PELLEGRINO, GIANNATEMPO: “UN UOMO CHE HA AMATO LA SUA TERRA” – “Abbiamo perso un uomo che ha sempre difeso con tenacia e intelligenza le prerogative della Capitanata, una terra che ha amato e per la quale si è speso con tutte le sue forze”. Con queste parole il Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, ricorda il professor Antonio Pellegrino, presidente della Provincia di Foggia dal 1994 al 2003, deceduto la scorsa notte. “Sono tanti i meriti di Pellegrino – aggiunge Giannatempo – il principale è quello di aver rilanciato la Provincia di Foggia. Ha dato vita ad innumerevoli iniziative a sostegno dell’istruzione pubblica e della cultura, ha contribuito concretamente allo sviluppo economico del territorio. La Provincia, grazie a lui, ha potuto giocare un ruolo da protagonista. Ricorderemo quest’uomo per il suo rigore morale, la sua serietà e le sue intuizioni, frutto di una passione civile che ha sempre contraddistinto la sua azione e che superava gli steccati posti dall’appartenenza ad aree politiche diverse. Negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di presidente della Provincia, Pellegrino non ha fatto mai mancare la sua collaborazione al Comune di Cerignola. Alla sua famiglia porgo le mie più sentite condoglianze a nome di tutta l’Amministrazione Comunale”.

MARIANO RAUSEO (PD FOGGIA). “Dopo quella di Rocco Laricchiuta, la scomparsa di Antonio Pellegrino rappresenta un’altra gravissima perdita, un’ulteriore e difficilmente rimarginabile ferita per la comunità provinciale. Il Presidente Pellegrino lascia un segno indelebile, un ricordo incancellabile, la testimonianza di un uomo retto e di altissime qualità morali. E’ stato un professionista di livello non comune, un amministratore di rara efficienza e di indiscutibile capacità, un politico appassionato, leale, affidabile, onesto, trasparente e particolarmente sensibile alle sorti dei più deboli. Il professor Pellegrino è stato il grande Presidente di quella che è stata una grande Provincia, negli anni dei suoi due mandati amministrativi. Avrebbe dovuto e potuto essere anche un grande sindaco di Foggia, se le circostanze politiche del 2004 lo avessero consentito. E questo costituisce, da un lato, il grande rammarico di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e, dall’altro, la grave perdita di una città che non ha avuto la fortuna di averlo alla sua guida. Nel formulare le più vive condoglianze alla famiglia, esprimo il più sentito e profondo cordoglio di tutto il PD di Foggia e mio personale.”

IDV CAPITANATA – L’’IdV di Capitanata esprime il proprio cordoglio per la perdita del professor Antonio Pellegrino. L’’umanità e la sensibilità del medico si sono sempre coniugate in lui con l’’onestà e l’’impegno sociale e politico,dimostrato negli anni in cui ha guidato la nostra Provincia, in qualità di Presidente. Alla famiglia del professor Antonio Pellegrino le più sentite condoglianze.

PRC – Il PRC della provincia di Foggia esprime la propria vicinanza alla famiglia del professore Antonio Pellegrino colpita dal dolore per la sua scomparsa. Ricordiamo la figura operosa ed impegnata sia nella professione che nella politica quale Presidente della Provincia di Foggia e l’impronta che ha lasciato con il suo fare schietto e dinamico.

p.ferrante@statoquotidiano.it

Silenzio e qualche amico. In Provincia l’ultimo saluto a Pellegrino ultima modifica: 2011-05-02T10:23:23+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • lia masi

    amicizia e stima reciproca sono per me un riferimento che mi onora.


  • lia masi

    amicizia e stima reciproca sono per me un riferimento che mi onora.


  • M° MICHELE MANGANO

    La notizia della morte del Prof. Pellegrino mi ha sconvolto e lasciato senza parole! Pensare che gli ho inviato, come facevo sempre, un messaggio di auguri per la Santa Pasqua, ma questa volta, a differenza delle altre, non mi aveva risposto. Strano, mi son detto. Così mercoledi 27 Aprile ho provato a chiamarlo, ma nessuna risposta…il telefono era spento! Non immaginavo fosse così grave la sua malattia! Era quello che io definisco un Uomo da prendere ad esempio, in tutti i sensi…come Uomo con un sorriso che è stampato nella mia mente, sincero, schietto e diretto, al servizio della gente comune; nella professione medica per la sensibilità che chi lo conosceva bene percepiva immediatamente…nonostante la sua malattia aveva per ognuno una parola di conforto; nella politica penso che molti dei nostri governanti dovrebbero prendere lui come modello, volto sempre alla valorizzazione del nostro territorio, della nostra cultura, della nostra ricchezza storica.
    Sarà difficile anzi impossibile per me personalmente dimenticarlo…ha creduto nelle mie potenzialità, tanto da essere presente spesso con me, durante la sua Presidenza, nelle trasmissioni televisive Rai e Mediaset, a valorizzare la cultura della Capitanata, e negli ultimi anni, come semplice amico, mi consolava spesso quando mi lamentavo con lui della poca sensibilità delle isitituzioni locali verso il nostro territorio.
    Questo giorno è triste perchè abbiamo perso un grande Uomo, un grande Medico, un grande Politico,ma soprattutto io ho perduto un Grande Amico!
    Ciao Presidente!


  • Giornale di Fabbrica

    Cordoglio sincero per la morte del Presidente Antonio Pellegrino. Antonio, uomo di grande umanità che lascerà un segno indelebile in questa Provincia afflitta da una cattiva gestione politica. Oggi va via un grande, un sincero, un martire e un padre della Capitanata. Noi l’ho ricorderemo con affetto e con stima.

    ADDIO ANTONIO
    IL GIORNALE DI FABBRICA


  • Francesco

    Sono immensamente dispiaciuto per la morte del prof. Pellegrino.
    Grazie alle sua mani oggi sono ancora vivo; 11 anni fa mi asportò un tumore maligno e non dimenticherò mai quello che ha fatto per me e per tanti altri.
    Un abbraccio alla Famiglia, Francesco Rollo


  • caterina

    A me, la morte di Pellegrino ha fatto una certa impressione. Sì, ha rotto l’incantesimo perchè quest’uomo si muoveva, pensava e operava come se fosse immortale. E più di uno gli aveva creduto, gli credeva. Sono sicura che il pensiero della morte non lo sfiorasse nemmeno. E poi, se devo essere sincera, e io lo sono quasi sempre, quella cosa di mettere il tomo scuro di Shakespeare nella bara, il camice ai piedi, la fascia sul tulle… mi sembra proprio fuori luogo ma forse in sintonia con l’uomo scomparso. A meno che non si tratti di un allestimento operato da qualcuno che grazie a lui e all’ombra del potere del chirurgo, ha saputo costruirsi una posizione solida e inattaccabile. Io penso che l’attesa sia fondamentale. Bisogna saper attendere. Troppo presto per giudicare. Al di là delle lapidi di cui è piena la Provincia e le opere della Provincia.

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