Cultura

Vita brevis – J. Gaarder, 1998


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Jostein Gaarder (depaginas com mx)

Bologna – NEL 1995, spulciando tra gli scaffali di una libreria antiquaria di Buenos Aires, Jostein Gaarder s’imbatte nel Codex Floriae, ovvero una lunga lettera che Floria Emilia aveva scritto secoli prima ad Aurelio Agostino, suo ex amante. Si parla ovviamente di Sant’Agostino, l’autore delle Confessioni e uno dei grandi Padri della Chiesa. Un ritrovamento importante, un’occasione per conoscere un aspetto della vita di Agostino poco noto. “Vita brevis” ci svela le parole contenute in quella lettera d’amore, piena di sentimento e rimpianto.


IL CODEX FLORIAE
– Il Codex Floriae è datato alla fine del Cinquecento, ma non si hanno notizie dell’esistenza di un’antica pergamena da cui sarebbe stato trascritto. Tuttavia l’autore non ha “dubbi riguardo al fatto che la lettera sia autentica e che dunque debba provenire da colei che per diversi anni visse accanto ad Agostino. Sia la sintassi sia il vocabolario del manoscritto paiono quasi ritagliati nella tarda antichità, e così pure, in Floria, il misto di sensualità e quasi disperata riflessione religiosa”.


L’ANALISI
– Il testo è stato suddiviso in dieci parti ed è corredato da note esplicative, pur essendo attualizzato e quindi molto chiaro. Nella sua lunga e accorata lettera Floria Emilia si rivolge al suo ex amante, nel frattempo divenuto vescovo d’Ippona, con un misto di affetto e sarcasmo. C’è tanta tenerezza, nelle parole della donna, soprattutto nel rammentare all’uomo che aveva amato i momenti più felici della loro unione, che ebbe come frutto anche un figlio, lo sfortunato Adeodato. C’è pure tutto il rammarico della donna per come la vita li ha ingiustamente divisi, per il fatto di aver dovuto rinunciare al figlio affidato al padre, per le intromissioni di Monica, madre di Agostino, nel loro destino. Il Codex Floriae è un inno alla vita e all’amore terreno, ma anche un canto di dolore e di disperazione. Floria cita spesso le Confessioni di Agostino, ci tiene a dimostrare al “vescovo” l’ampiezza della sua cultura come quella della sua amarezza. Ne vien fuori un’immagine di Agostino non completamente positiva, ma è chiaro che in quelle parole c’è molto di personale e poco di obiettivo. Questa volta Jostein Gaarder non inventa, ma plasma del materiale interessantissimo nella sua scrittura elegante ed intelligente. Il resto è merito di Floria, la cui voce ci giunge intatta e potente da un remoto angolo di passato.


L’AUTORE
Jostein Gaarder è nato ad Oslo nel 1952. Dopo aver studiato filosofia, teologia e letteratura, ha insegnato filosofia per dieci anni. Il suo primo libro è stato pubblicato in Norvegia nel 1986, ma il successo internazionale è arrivato con Il mondo di Sofia, edito nel 1991 e vincitore in Italia del Premio Bancarella (1995). Alcuni titoli: Maya, L’enigma del solitario, In uno specchio in un enigma, La ragazza delle arance, C’è nessuno?, Cosa c’è dietro le stelle, Lilli de Libris e la biblioteca magica e Il castello dei Pirenei.

Il giudizio di Carmine
Jostein Gaarder
Vita brevis

1998, Longanesi
Valutazione: 4/5

Vita brevis – J. Gaarder, 1998 ultima modifica: 2011-05-02T10:00:32+00:00 da Carmine Totaro



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