CulturaManfredonia
A cura di Pasquale Ognissanti e Giacomo Telera (Archivio Storico Sipontino)

Ottaviano Salomone, alla luce delle nuove fonti bibliografiche analizzate

Le notizie in nostro possesso, riguardanti l’attività del Salomone, si riducono solo al 1478

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Manfredonia. Tra le personalità di prestigio della comunità sipontina nel ‘400, indubbiamente si annovera Ottaviano Salomone, tipografo in Cosenza, primo stampatore pugliese. Le notizie in nostro possesso, riguardanti l’attività del Salomone, si riducono solo al 1478, ma non si escludono dei riflessi anche per il 1479; il Caldora attesta la presenza del sipontino a Napoli, nel 1483, come risulterebbe da un rogito notarile. Di certo sappiamo che è di origine ebraica, e non v’è da stupirsi, se nella stessa comunità sipontina, sin dall’VIII secolo (ma anche prima), è fiorita una importante presenza ebraica.

E lo stesso “casale Siponti”, per le personalità che vi abitano, per le attività che si svolgono, per la conformazione del territorio nel quale è allogato, è sito di prestigiosa comunità ebraica. Per quanto riguarda il sec. XV, a Manfredonia abbiamo: Raffaele Cohen de Lunel, Giuda ben Salomone da Camerino (1472), Isaac hebreo de Manfridonia (1480-1481), Masello iudeo de Manfridonia (1486), Iudeo de Franco (1487), Salomone iudio (1489), ecc., per la maggior parte commercianti. Oltre alla buona bibliografia di studiosi locali, ed alle monografie curate dal Caldora e dal Frattarolo, abbiamo avuto modo di riscontrare altri saggi dai quali traspare la valenza dell’attività tipografica del Salomone, le opere impresse ed i tipi usati per la stampa.

Ed alludiamo a G. Amati (Ricerche storico-critico-scientifiche sulle origini, scoperte, invenzioni e perfezionamenti fatti nelle lettere, nelle arti e nelle scienze con alcuni tratti biografici degli autori più distini nelle medesime, Milano, G.Pirotta, 1830), a V. Capialbi (Memorie delle Tipografie calabresi, Napoli, Tipografia di Porcelli, 1835), a E. Percoco (La morte di don Enrico d’Aragona- Lamento in dialetto calabrese, 1478. Archiv. Stor. Prov. Napol., a. XIII, 1888), a P. Veneziani (Ottaviano Salomone e la stampa a Cosenza nel sec. XV, Accademie e Biblioteche d’Italia, Roma, 1973), a M. Chiodo (L’accademia cosentina e la sua biblioteca. Società e cultura in Calabria. 1870-1998, Cosenza, Pellegrini, 2002), a C. Vecce (San Francesco di Paola e la cultura letteraria e umanistica della Napoli aragonese, in F. Senatore – a cura di- Francesco di Paola e l’Ordine dei Minimi, nel Regno di Napoli, secc.XV-XVII, Istituto Italiano per gli Studi filosofici Ordine dei Minimi, Napoli, 2008 ).

In particolare, ci soffermiano su E. Andricciola (Le Miracoli de la biata Virgine Maria Un Mariale del secolo XV, Catanzaro, Rubbettino, 2005), che analizza proprio l’omonima opera stampata dal sipontino, rifacendosi a quanto scritto dal Veneziani. L’incunabolo Le Miracoli… non è riportato tra le opere rilevate dal Caldora; esso è “…composto da 40 carte, di 30 linee ciascuna. Misura mm. 130 x 175 e presenta una legatura non coeva in cartone. Purtroppo alcune carte sono danneggiate da macchie …attualmente – aggiunge l’Andricciola -, si trova presso la Biblioteca Fardelliana di Trapani, la quale lo ha acquistato nel 1845”. Interessante e copiosa è la bibliografia che accompagna il saggio dell’Andricciola.

Gli autori consultati analizzano una per una le opere stampate da Salomone, mettendone in risalto innanzitutto il contenuto delle stesse, con le personalità ivi celebrate, nell’ambito dell’epoca storica dalle medesime vissute (Enrico d’Aragona), poi si soffermano criticamente sul numero delle copie conservate presso le varie biblioteche ed in modo particolare sulla numerazione delle pagine e sui tipi utilizzati.

Pure notevole è la bibliografia che accompagna queste analisi.

In ultimo, ci piace riportare, come fonte bibliografica: Dictionnaire de géographie ancienne et moderne à l’usage du libraire et de l’amateur de livres… / par un bibliophile [Pierre Deschamps], Librairie Firmin Didot frères, fils et C., Paris, 1870, nel quale, a p. 354, vi è un breve cenno su Salomone.

Ed ecco l’elenco delle opere uscite dai torchi dell’ebreo Sipontino:
– De Immortalitate anime in modum dialogi vulgariter incipit prologue lege feliciter – Campharo Iacobo;
– Discorso della Grandezza de Dio, opera in Rime ottave che contiene la descrizione della Sfera, e tratta dell’Istoria del Mundo e della Geografia – Dati Gregorio (ma per altri studiosi si tratta del fratello Leonardo);
– Qui si tractano le fabule di Exopo … trasmutate dal dicto latino in vulgare per Maestro Facio Caffarello da Faenza…;
– Cantilenae tres in obitum Henrici de Aragonia Calabriae Gubernatoris;
– Piramo e Tisbe;
– Disticha Catonis;
– Le Miracoli de la biata Virgine Maria – (Anonimo).

A cura di Pasquale Ognissanti e Giacomo Telera (Archivio Storico Sipontino)



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