Editoriali

ARPA non ‘rimangiarti’ il parere

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Impianto Apparecchiature_Elettriche-Foggia

Impianto Apparecchiature Elettriche Tozzi Foggia (stato@)

IL territorio di Capitanata continua a subire una vera e propria aggressione a favore di imprenditori che si definiscono energetici, che porta e porterà solo degrado e distruzione. A nulla varranno gli sforzi dei comuni dei Monti Dauni che si stanno affannando ad inventarsi politiche turistiche per cercare di ridare un futuro a questi territori già di per sé abbandonati ed isolati.

L’esempio più eclatante è la celerità ( celerità sospetta che porta con sé molte perplessità)con cui si susseguono le conferenze di servizio per l’approvazione della centrale a biomasse della Agritre, Gruppo Tozzi, (Tozzi Renewable Energy) S.r.l. nel comune diS.Agata di Puglia ( località Viticone) da parte del Comitato Tecnico della Provincia di Foggia. Una centrale termoelettrica a ciclo combinato (inceneritore) da 80 MW termici e 25 ,2 MW elettrici, alimentata a biomasse vegetali solide (paglia e cippato), ai confini con i comuni di Deliceto e Candela.

L’impianto si prefigura come il più grande d’Italia per quanto riguarda impianti di cogenerazione a biomassa, che non sia CDR e che in prima battuta ha ricevuto il parere negativo dell’ARPA Puglia-Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale. Non vorremmo che nella prossima conferenza di servizi l’ARPA si “rimangi” il parere espresso due mesi fa alla luce delle integrazioni prodotte dalla Agritre. Questo sicuramente comporterebbe ulteriori perplessità, anche in considerazione che l’Agenzia Regionale ha il compito di salvaguardare la qualità dell’ambiente.

Alla luce delle integrazioni prodotte, la discrepanza che ci sembra più evidente è inerente lo sprecodel75% del potere calorifico della biomassa bruciata, infatti dagli atti risulta che il recupero del calore sarà solo del 25%, cioè solo 20 MW , per eventuali e future serre nelle vicinanze. Cosa molto improbabile in quanto a circa qualche migliaia di metri vi sono già le serre di Ciccolella ( peraltro in crisi), alimentate dalla centrale a turbogas della Edison. Questo vuol dire che gli 80 MW termici verranno tutti immessi in atmosfera portando a notevoli cambiamenti nella qualità dell’aria , del suolo e nel microclima.

A questo bisognerà aggiungere che l’inquinamento indotto dall’ impianto a biomasse, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiorerà l’attuale qualità dell’aria del territorio con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiorerà anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e di metalli pesanti.

Questo impianto, siamo convinti, non porterà alcun beneficio economico agli operatori agricoli potenzialmente inseriti nell’area di approvvigionamento dell’impianto dell’AgriTRE, infatti è previsto un guadagno di 10 € adettaro, togliendo dalla superficie agricola la paglia che tritata ed interrata migliorerebbe la fertilità del suolo. Inoltre, ci sembramolto difficile un accordo con una miriade di agricoltori per l’acquisto della paglia, considerato che non esistono più i grandi latifondi e che la proprietà è parcellizzata. L’azienda per ovviare a questo problema lo delega alle organizzazioni sindacali agricole, di qui l’adesione delle stesse al progetto.

Inoltre, nelle integrazioni non si parla più di centri satellite di stoccaggio che come avevamo previsto servivano ad aggirare la “filiera corta” e a forzarne l’interpretazione, mentre ora si parla di imprenditori agricoli che stoccano la paglia nelle loro masserie, diventando tutti centri satelliti. Insomma si prefigura un territorio sottomesso alle esigenze della centrale anche con l’introduzione della coltivazione di piante dedicate( sorgo, triticale, girasole ecc.) con l’aiuto ed il supporto di tutte le organizzazioni agricole.

Non viene risolto, inoltre, il problema delle 2,5 tonnellate al giorno di ceneri umide, leggere e delle polveri residue derivanti dalla combustione , che dovrebbero essere utilizzate come ammendanti dei terreni, ovviamente facendole pagare agli agricoltori. Insomma l’azienda acquista la paglia e rivende la cenere. Sembra un bel meccanismo se le ceneri non fossero rifiuti da smaltire in discariche autorizzate. Nel complesso le integrazioni prodotte dalla AGRITRE sono basate su studi teorici che troppo spesso, come l’esperienza insegna, nulla hanno a che fare con la realtà. Ma quello che più preoccupa è il silenzio “assordante “dell’Amministrazione Provinciale, che non ha ancora redatto un “Piano provinciale per l’Energia”, né tantomeno ha espresso opinioni sulle centrali che sorgono come funghi sul territorio provinciale. Continua a comportarsi come un ente super partes fra i cittadini e le imprese che propongono, svolgendo solo un ruolo di ente tecnico e non anche politico e di tutela dei cittadini.

Legambiente Circolo “ Gaia “ di Foggia continua a chiedere all’Amministrazione Provinciale che, all’interno delle varie conferenze di servizio per il rilascio delle autorizzazioni, esprima il proprio parere, qualunque esso sia, in quanto essa è deputata alla programmazione del territorio altrimenti viene meno il suo ruolo, che non può essere solo quello di tassare i cittadini. Cosa che viene richiesta a tutti altri enti locali interessati, specie quelli che hanno le centrali ai loro confini come i comuni di Ascoli Satriano, Candela, Accadia ricordando che l’aria non rispetta i confini amministrativi. E intanto tutto procede nel massimo disinteresse da parte degli enti pubblici, infatti solo il Comune di Deliceto con una delibera di giunta ha espresso parere negativo. Si ha l’impressione che da questa centrale tutti i soggetti interessatiabbiano ottenuto qualcosa, mentre a pagare saranno solo i cittadini.

(Il prof. Tonino Soldo è presidente del circolo Gaia – Legambiente di Foggia)



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Commenti


  • sandrolibertini

    A Davos in Svizzera nei Grigioni c’è un contadino che brucia la propria biomassa in un “contenitore” apposito di diametro di ca 8-10 metri e fornisce elettricità a + di 100 case tutto l’anno….
    Nei loro termovalorizzatori 1T di rifiuti corrispondono a 300 kg di petrolio, che sprigionano calore e SUI CAMINI vengono apposti FILTRI antiinquinamento.
    Oltre a cio’ ci sono dappertutto centri di raccolta rifiuti non domestici che vengono rivalutati: il legno, il ferro, la biomassa e le bottiglie PET che si possono trasformare in diesel, si avete letto bene: diesel ed ecologico anche.
    Il popolo svizzero ubbidisce alle ordonanze (leggi) in materia e fanno quello che lo stato dice.Se al tal giorno c’è la raccolta dei rifiuti da giardino, la sera prima gli interessati mettono questi rifiuti nei luoghi INDICATI. Risultato: molto meno inquinamento, peccato che i paesi circostanti,a sud e a est non hanno questi spiriti e col vento mndano in CH il loro inquinamento…

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