Manfredonia

Nastri trasportatori, porto, Comune: “mancano le risorse”. Ancora?

Di:

Riunione Comitato per il Porto (ST - archivio)

Manfredonia – “UNO studio sulla convenienza economico-finanziaria per la riattivazione dei nastri trasportatori per merci sfuse sul molo Alti fondali di Manfredonia (vale a dire: il porto industriale)”. E’ la decisione presa dal Comitato per il portoal termine della riunione tenuta nei giorni scorsi a Palazzo San Domenico. Come noto il Comitato si è costituito per “ricercare collegialmente le più opportune soluzioni, dal punto di vista tecnico ed economico, atte al rilancio dello scalo marittimo di Manfredonia”. Con il Sindaco, Angelo Riccardi, erano presenti il presidente dell’ASI di Foggia, Franco Mastroluca, col direttore Valerio Ricci, il Commissario all’Autorità portuale di Manfredonia, Gaetano Falcone, il vice presidente di Assindustria di Foggia, Ciro Gelsomino, col direttore Enrico Barbone, il capitano di corvetta Fabrizio Marilli per la Capitaneria di porto.

In “coerenza col progetto di rilancio elaborato”, il Comitato ha inoltre aderito alla proposta del presidente dell’ASI Mastroluca, di “procede al collaudo dell’impianto dei nastri trasportatori sul quale pende una controversia giudiziaria tra l’impresa costruttrice Termomeccanica e la Regione Puglia”, riguardante in particolare le “somme spese per la costruzione di quella mastodontica struttura terminata nel 2002 dopo anni di complesse vicende che hanno accompagnato la realizzazione di quelì’impianto definito dei “nastri d’oro” anche per una storia di presunte (presunte?, ci sono state 4 condanne in merito, ndr) tangenti”. Si ricorda che nel processo furono interessati vertici politici tra il ’90 e ’91: ex assessori regionali, ex deputati Psi, ex ministri ed esponenti socialisti anche di Manfredonia, oltre all’ex deputato Dc e già segretario provinciale Udc, l’ex assessore regionale al Turismo, l’ex vice commissario Asi. L’accusa: dal manager della Emit di Milano (l’Emit fu l’impresa che vinse l’appalto al tempo del Consorzio Asi, 78 miliardi di lire) l’obbligo di una tangente pari a 5 miliardi di lire per “evitare intralci nei lavori” per il primo lotto dei nastri trasportatori.

“Il problema immediato – ha fatto presente Mastroluca – è la disponibilità dei fondi necessari per procedere al collaudo dal momento che la Regione Puglia si è detta disposta a sostenere la spesa a rendiconto del collaudo”. Una posizione contestata dallo stesso Mastroluca che ha fatto presente che si tratterebbe di una anticipazione di spesa dal momento che l’onere del collaudo spetta alla stessa Termomeccanica. Più sostanziale e determinante è la questione inerente ai finanziamenti delle opere di riordino, ammodernamento e funzionamento delle strutture portuali in vista dell’attività che dovranno svolgere nell’ambito del polo specialistico impostato sulla movimentazione di gramaglie e dei liquidi giusta la vocazione funzionale della struttura come emergerà dallo studio esecutivo.

“Si tratta di opere – ha specificato Mastroluca raccogliendo i consensi unanimi dei componenti del Comitato – da realizzare tanto a mare quanto a terra anche per rafforzare il sistema dei rapporti con altre aree produttive come quella di Incoronata. Non mancano le idee, mancano le risorse”, ha stigmatizzato denunciando “il comportamento matrigno della Regione che a Taranto elargisce centinaia di milioni di euro mentre a Manfredonia dice che non ha denari”. Ma questa è una antifona che si ripete per tante altre realtà locali, come emerge dalla nota dell’Ente.


I FONDI GIA’ A DISPOSIZIONE: NON BASTANO?
. Ma davvero è un problema di fondi? Da ricordare i fondi per la bonifica dell’amianto nel bacino Alti Fondali (con successivo monitoraggio causa cedimenti a poco dall’ultimazione degli interventi), lo sblocco dei fondi Cipe (30 milioni di euro) per il Porto industriale di Manfredonia, gli incontri con l’assessore regionale Amati, (che ha comunicato la mancanza dei fondi regionali per il progetto) ; ma anche i i fondi a disposizione – 650mila euro – per la protezione catodica dei pali nel bacino Alti Fondali, sulle palificate dove è stato riscontrato l’amianto (VD). Cosa vieta allora la ripartenza dei lavori? Possibile una migliore ripartizione dei fondi (se ancora disponibili) già a disposizione?

LA PROPOSTA DELL’ARCHITETTO FRANCESCO TRIGIANI: PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI NASTRI PER L’ENERGIA DI MANFREDONIA

g.defilippo@statoquotidiano.it


Photogallery Porto Industriale

Porto industriale, area (archivio St)



Vota questo articolo:
4

Commenti


  • calvani

    “col direttore Enrico Barbone”…..ma chi è costui???
    Ma sopratutto ci capisce qualcosa??


  • Muammar

    meglio così, non buttiamo altri soldi pubblici


  • risoluzione

    prima che la spesa si faccia gli euro finiscono…………………………


  • semprevigile

    Dopo che è stato lasciato per tantissimi anni all’incuria più totale, adesso lo vogliono riattivare spendendo, alla fine, altri soldi pubblici. Mi pare un controsenso in tutto e per tutto, se era preposto a tale scopo (trasporto rinfusi, lo si poteva attrezzare e rendere operativo già da tempo, atteso che sono giunte navi che hanno scaricato merci alla rinfusa. Perchè adesso tale interessamento per tale serpente arruginito…. mi sa tanto di presa in giro come se si volessero spendere soldi per qualcosa che comunque non darà i suoi risultati…
    Vedo che intorno a tale serpente morto… ci sono tante autorità… ma non potevano prendere una decisione prima…che si arruginiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi