Cronaca

Tagli sanità, in attesa audizioni, è insurrezione consiglieri; domani c’è Dotoli

Di:

Curto

Il consigliere regionale Udc E.Curto (image: www.senzacolonne.it)

Bari – “L’AUDIZIONE odierna dei rappresentanti istituzionali dei territori colpiti dalla scure del Piano di riordino sanitario della Regione Puglia ha confermato – ove ve ne fosse bisogno – la violenta brutalità consumata ai danni dell’ospedale di Manduria, scippata del suo punto nascita, nonostante i risultati eccezionali conseguiti e le tecniche di avanguardia adottate da un personale sanitarie scientificamente e dolosamente ridotto a pochissime unità”. Durissimo il commento del consigliere regionale di Futuro e Libertà, Euprepio Curto, a margine dell’intervento del rappresentante della provincia di Taranto.

“La programmazione che vede Manduria e il suo ospedale privato del punto nascita – ha dichiarato Curto – costituisce un plastico esempio di improvvisazione amministrativa, di cinismo politico, di insensibilità nei confronti di una popolazione che non merita di essere trattata come una figlia di un dio minore. Sotto questo aspetto – ha concluso Curto – sono costretto a registrare che in questa particolare occasione i consiglieri regionali di maggioranza eletti nella provincia di Taranto hanno brillato per la loro assenza e che pertanto la difesa di Manduria è avvenuta solo da parte di chi, pur non avendo specifici interessi elettorali in quella importante area del territorio ionico, ha ritenuto di battersi in sua difesa. Per quanto mi riguarda, sarò dunque in prima linea nella difesa dell’ospedale Giannuzzi”.

Curto: “Piano di rientro, legittime le rimostranze del sindaco di Ostuni”. “L’Assessore Attolini ammetta che le tesi di molti rappresentanti istituzionali dei territori colpiti dalla scure del Piano di riordino sanitario sono condivisibili, legittime, e quindi impongono una radicale rivisitazione dell’attuale programmazione che, solo eufemisticamente, può essere definita irrazionale, illogica e iniqua”. A dirlo è stato il consigliere regionale di Futuro e Libertà, Euprepio Curto, a margine dell’intervento, tra gli altri, del sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella.

“Va detto con chiarezza – ha dichiarato Curto – che l’occasione odierna, lungi dal costituire il classico sfogatoio a cui si dà luogo nelle occasioni importanti, almeno per quanto riguarda Ostuni, ha fatto sì che fossero sottoposti all’attenzione dell’Assessore alla Sanità della Regione Puglia elementi e dati oggettivamente sostenibili. Cosicchè da un lato non è possibile che per la provincia di Brindisi siano previsti tre ospedali (Brindisi, Francavilla Fontana e il cosiddetto Ospedale Nord) e poi prevedere solo due, e non tre, punti nascita: Brindisi e Francavilla Fontana. Una contraddizione in termini, soprattutto se si considera l’avvenuto, a suo tempo, irrazionale sdoppiamento dei reparti di ostetricia e ginecologia tra Ostuni e Fasano, fatto che non ha consentito alla prima il raggiungimento di quel numero minimo di parti necessari a giustificare il mantenimento del punto nascita di Ostuni”. “Ma quella odierna – ha concluso Curto – è stata anche l’occasione per porre con forza il problema della reale e concreta realizzazione dell’ospedale Nord, progetto che, chilometro dopo chilometro, si allontana sempre più dal nord brindisino per avvicinarsi e coincidere col sud barese. Una beffa insostenibile a cui personalmente mi opporrò in tutte le sedi”.

Negro: “Tagli agli ospedali, condividiamo preoccupazioni dei sindaci”. “Comprendiamo e condividiamo le ragioni e le preoccupazioni dei sindaci di Casarano e Gallipoli così come quelle dei primi cittadini dei comuni interessati dai tagli della fase due del piano di rientro sanitario. Sono le stesse ragioni e preoccupazioni che noi andiamo sostenendo da tempo e cioè che i tagli ospedalieri non possono essere basati su sterili numeri ma devono tenere conto del riferimento geografico e dei bacini di utenza di riferimento e che i sindaci vanno consultati prima e non a fatto compiuto”. È quanto affermato dal presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, al termine della seduta della Commissione Sanità che oggi ha proceduto all’audizione dei sindaci e dei presidenti di provincia sulla cosiddetta fase due del piano di rientro sanitario.

“La concertazione, come abbiamo ribadito in più occasioni, prevede che l’ascolto dei rappresentanti dei territori si faccia prima di procedere all’assunzione di qualsiasi decisione – ha sottolineato il capogruppo Udc –. Sono evidenti, da quello che abbiamo sentito dai sindaci, le ragioni di alcune errate valutazioni che meritano un approfondimento da parte del Governo regionale e vanno corrette. L’area ionico-salentina, per fare un esempio, non può essere lasciata sguarnita di un punto nascita; e la scelta su quale struttura debba essere ubicato il reparto di ostetricia non può prescindere dal coinvolgimento della conferenza dei sindaci. Questo vale anche per i territori di Ostuni, Grottaglie, Molfetta, Lucera, Manfredonia e altri”.

Il sindaco di Lucera Pasquale Dotoli (ST)

“L’auspicio – ha concluso il presidente Negro – è che il Governo regionale voglia ascoltare la voce dei sindaci e che si facciano le modifiche più confacenti per eliminare le incongruenze che si sono venute a creare. Pur consapevoli della necessità che si dovrà procedere a dolorosi tagli, ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere le ragioni di questi territori e dei loro rappresentanti istituzionali che rappresentano migliaia di cittadini preoccupati per la soppressione di servizi essenziali e primari”.

Pastore: “Piano di rientro, i comuni della Bat non siano penalizzati”. Una nota del consigliere regionale del gruppo Misto Psi, Franco Partore. “Prosegue il lavoro della III commissione consiliare e quello dei rappresentanti istituzionali della sesta provincia e dei sindaci di questo territorio. Stamani c’è stata, fra le altre, l’audizione del sindaco di Canosa e del presidente della provincia di Barletta – Andria – Trani. Il primo, Ernesto Lasalvia, ha ribadito la volontà di mantenere a Canosa di Puglia il punto nascita, richiesta che sta nei numeri, quelli dei parametri e degli standard che la regione stessa ha dettato, oltre che nella logica, quella di un reparto nuovo, all’avanguardia e necessario per una vasta utenza che vi si rivolge. Il presidente della Provincia Francesco Ventola ha invece sottolineato, ancora una volta, la necessità che per la Sesta provincia e i suoi comuni siano usati gli stessi criteri e indici individuati per il resto della regione e che la Bat non si penalizzata. Posizione, questa, che ricalca anche quella della conferenza dei sindaci della Bat, della quale, pure, la III commissione dovrà tener conto”.

Liste d’attesa scandalo, Centrodestra: “Nella Asl di Lecce un anno per una risonanza dell’encefalo”. “Le chilometriche liste d’attesa della sanità pugliese toccano punte di vero e proprio scandalo. L’ultimo caso è quello di una donna salentina a cui il 25 giugno scorso è stata prescritta una risonanza magnetica dell’encefalo e chiamando il CUP per prenotare, ha avuto appuntamento per il 24 giugno 2013, quindi tra un anno”. Lo denunciano in una nota i consiglieri regionali salentini del centrodestra, Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci. “È vergognoso – dichiarano gli esponenti del centrodestra – che in tutta la Asl di Lecce la prima data disponibile per un esame così serio e delicato sia tra un anno, ed è ancor più vergognoso ricordare le promesse del Governo Vendola che in questi sette anni e mezzo ha più volte garantito che avrebbe prima dimezzato poi addirittura azzerato le liste d’attesa che invece sono chilometriche. A questo si aggiunge il fatto che i cittadini pugliesi continuano a pagare 338 milioni di euro l’anno di tasse regionali aggiuntive per ricevere in cambio servizi sanitari praticamente inesistenti e la situazione del Salento è forse la più drammatica di tutta la Puglia specie se si considera che nel periodo estivo l’utenza degli ospedali è anche triplicata rispetto al resto dell’anno”. “Chiediamo all’assessore Attolini – concludono i consiglieri – di intervenire con un piano serio e concreto di abbattimento delle liste d’attesa onde evitare scandali come questo di un anno di attesa per un risonanza magnetica”./comunicato

Piano di rientro sanitario – Le audizioni dei sindaci in III commissione. Avviata in terza commissione la prima tornata di audizioni dei soggetti istituzionali, parti sociali, e rappresentati di associazioni interessati dal riordino della rete ospedaliera stabilito dalla D.G.R. n.1110/2012 “Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012”.
In circa due ore sono stati ascoltati dalla commissione e dall’assessore regionale alla Sanità Ettore Attolini, i sindaci dei Comuni di Triggiano (Vincenzo Denicolò), Molfetta (Antonio Azzollini), Lucera (Pasquale Dotoli), Canosa (Ernesto La Salvia), Ostuni (Domenico Tanzarella), Sannicola (Giuseppe Nocera), Casarano (Giovanni Stefàno) e i rappresentanti delle Province di Taranto (Umbero Lanzo) e Bat (Francesco Ventola). Gli incontri proseguiranno domani alle 10,30 con le audizioni dei Presidenti delle Conferenze dei sindaci delle Asl pugliesi, dei Presidenti dei Collegi revisori dei conti delle Asl pugliesi, e dei Presidi delle Facoltà di medicina e chirurgia di Bari e Foggia. Dalle 14 invece, i Direttori generali delle Aziende universitarie ospedaliere, Direttori generali delle Asl pugliesi, Presidenti Ordini dei medici delle province pugliesi.


Anci.
Il presidente di Anci Puglia Perrone ha inviato una nota al presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, nella quale, pur apprezzando la sensibilità dimostrata per aver consultato i Comuni nella delicatissima materia del Piano di rientro sanitario, comunica che la ristrettezza dei tempi (convocazione ricevuta venerdì u.s.) non ha consentito un approfondito studio sulla questione sanitaria da parte dell’Associazione.


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