Manfredonia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Le tufare di Monte Aquilone

"Dal Sarnelli non troviamo alcuna notizia riguardante una chiesa di Santa Lucia"

Di:

Manfredonia. Il documento del marzo 1841 è uno dei quegli atti che squarciano le nubi del silenzio e della misconoscenza. Il suo contenuto è importante per il modo di operare della comunità sipontina nel sec. XIX, mettendo in mostra pregi e difetti della nostra gente.

Ma ciò che più interessa è che nella stessa data, presso la Tufara di S. Leonardo, vi si sono stabilite 100 famiglie, al di fuori dei pastori e dei locati, come dire circa 400/ 500 persone.
Ancora una volta dobbiamo affermare che i sipontini hanno abitato e hanno vissuto lì dove hanno lavorato, come per la laguna e come per la riva del mare.

Ora, della presenza di tufare sul Monte Aquilone (ubicazione della badia di S. Leonardo) si ha notizia già nella primo periodo angioino; per la costruzione di castello dell’Ovo, a Napoli, si sono utilizzati pure i tufi di Manfredonia, di monte Aquilone, appunto. E nel 1280, anche per la costruzione del castello di Manfredonia, si sono utilizzati gli stessi tufi (denominati anche del Candelaro, E.Sthamer, Dokumente zur Gestchichte der Kastellabauten Kaiser Fridrichs II…, doc. n. 163).

Le tufare, come ancora si osserva oggi, erano numerose, e si articolavano dall’alto della stessa collinetta fin giù, lungo il declivio, verso il Tavoliere. Visto il numero delle famiglie è da attendersi che nei pressi vi doveva pur essere un chiesa, o un luogo pio. E si dà il caso che le stesse tufare prendevano (e prendano ancora) il nome di tufare di S.Lucia, da cui mutua il nome la stessa contrada.

In un documento, datato Manfredonia, del 28 dicembre 1432, (F. Camobreco, S. Leonardo di Siponto…, doc. n. 289), si rileva: “… magister Laurectus asseruit se habere in contrata S. Lucie domum unam palaciatam cum orticello et cisterna, et fovea….ex alio latere sacristia eccl. S.Lucie et domus noviter edificata Lisuli Capuani de Manfridonia”.
Nessun dubbio, quindi, che nel territorio sipontino vi sia una contrada S.Lucia, che prenderebbe il nome dall’omonima chiesa che si nota in sito, poca discosta dalle tufare.

Dal Sarnelli non troviamo alcuna notizia riguardante una chiesa di S.Lucia, posta fuori città (extra moenia), ciò non toglie, però, che il rustico del luogo pio vi susssite ancora.
Ed ancora una volta si ha la riprova della diversificazione abitativa della comunità sipontina.
La località, in effetti, in linea d’aria, non è molto distante dalla badia di S. Cristoforo in salinis, come dal casale di Candelaro e dalla badia di S. Leonardo di Siponto.

(A cura di Pasquale Ognissanti, Archivio Storico Sipontino)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati