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Presto ripristinati i fabbricati privati danneggiati dall’alluvione a San Marco in Lamis

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San Marco in Lamis. A distanza di quasi due anni dall’alluvione, sarà avviata tra qualche giorno la procedura per il risarcimento dei danni alle abitazioni private, a San Marco in Lamis. A darne notizia, è l’assessore al ramo Alessio Villani. Lo fa con cognizione di causa, essendo reduce dall’incontro, svoltosi qualche giorno fa tra i rappresentanti dei Comuni interessati (nrd. sono 19) della provincia di Foggia e i responsabili del Settore Protezione Civile della Regione Puglia. Il succitato centro garganico è uno di quelli maggiormente colpiti sul campo. Non a caso si contano al riguardo circa un centinaia di pratiche accese presso gli uffici comunali preposti all’indomani del nubifragio. Come risaputo, quest’ultimo ha colpito duramente l’intera zona Nord – Est della città, danneggiando gravemente non solo le case abbarbicate sul declivio, ma soprattutto le infrastrutture stradali e i canali di scolo del Torrente Jana.

Allora si parlava di danni per milioni di euro, quasi del tutto risolti, come l’avvenuta sistemazione della SS. 272, alias Via Sacra Langobardorum, e la zona di attraversamento del succitato torrente. A predisporre l’intervento sulle strutture private ci ha pensato la stessa Presidenza del Governo nazionale, rastrellando i fondi necessari e predisponendo l’apposito decreto attuativo. Lo stesso prevede 4 fasi. La prima è di ricognizione già in atto, che riguarda l’entità dei danni che, secondo le prime stime dovrebbe aggirarsi su alcune centinaia di migliaia di euro; la seconda, l’istruzione delle pratiche da parte degli uffici preposti; la terza l’espletamento del controllo-verifica da parte della Regione; l’ultima, l’invio del tutto alla presidenza per l’accreditamento dei fondi necessari alla bisogna. Da lunedì – fa sapere l’assessore Villani – sarà pubblicizzato l’apposito avviso pubblico, a cui i cittadini danneggiati dovranno rispondere, fornendo all’autorità, la quantificazione esatta dei danni subiti dalle loro abitazioni, con l’asseverazione ai sensi di legge del tecnico di parte.

Il tutto dovrà essere completato entro il 28 settembre del corrente mese. Tanto al fine di permettere, come si diceva, alla Regione di adempiere a tamburo battente alla raccolta e verifica del pratiche e a presentare il documento finale alla Presidenza in parola, per l’elargizione immediata dei fondi e alla messa in uso dei fabbricati a regola d’arte, secondo come “Cristo comanda”. Va precisato che per la sola prima casa, lo stanziamento a fondo perduto si aggira attorno all’80%. Per il resto si parla di credito agevolato, il cui mutuo sarà possibile accenderlo solo presso gli Istituti di Credito messi a disposizione dalla normativa governativa. “Dobbiamo fare in fretta e soddisfare ogni esigenza del cittadino interessato – ha concluso con appiglio decisionale il nostro interlocutore (Leggi.Villani) E’ questo il compito che mi accingo con solerzia a fare, accelerando con ogni mezzo l’iter burocratico. Tanto al fine di non perdere e disperdere questa importante occasione di aiuto che ci viene dal centro”.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 02.09.2016)



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