"Fare il monitoraggio degli sversamenti dopo l'indagine della DDA di qualche mese fa e l'ultimo arresto avvenuto a San Severo"

Marino “Terreni ‘Daunia Venenum’ sequestrati ma inibito loro uso?”

"Se un esercizio commerciale vende merce avariata viene chiuso"

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San Severo. “Fare il monitoraggio degli sversamenti dopo l’indagine della DDA di qualche mese fa e l’ultimo arresto avvenuto a San Severo”. È quanto chiede Dino Marino, consigliere comunale Pd di San Severo, in relazione a una notizia circolata in questi giorni.

“I terreni interessati dall’operazione “Daunia Venenum” sono stati sequestrati ma – pare che – non sarebbe stato inibito il loro uso. Se un esercizio commerciale vende merce avariata viene chiuso. Qui invece si sequestrano i terreni e poi si permetterebbero le coltivazioni. Grave è l’inerzia della Regione che con satelliti o con droni può monitorare tutto il territorio regionale, in accordo con le organizzazioni del mondo agricolo. I terreni vanno bonificati a carico di chi si è reso responsabile dell’inquinamento e i comuni interessati allo sversamento di rifiuti devono costituirsi parte civile”, spiega Marino che aggiunge: “mentre la Puglia è riconosciuta come il territorio più bello del mondo; location scelta dai miliardari per i loro matrimoni fiabeschi, la magistratura e il ministro Orlando, assieme alla Regione, non capisono che qui gli sversamenti delle ecomafie, uccidono le persone, avvelenando i terreni e alterando la catena alimentare.

Tutto questo, ove i sospetti trovassero conferma, si pone drammaticamente contro le buone prassi agricole della maggior parte dei produttori. Il danno ai prodotti agricoli, ai consumatori, alla nostra salute, sarebbe immane. Non è più tempo di dormire! Sono urgenti il monitoraggio, il fermo della produzione, le analisi dei terreni e le eventuali bonifiche”, conclude il consigliere comunale Pd.

Marino “Terreni ‘Daunia Venenum’ sequestrati ma inibito loro uso?” ultima modifica: 2017-09-02T10:00:15+00:00 da Redazione



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Commenti


  • qui qualcosa puzza

    come mai il comune di zapponeta non si costituirà come parte civile in questo processo? c’ è qualcosa che non torna, le magagne sono tante e gli interessi anche. Aziende morte e poi rinate magicamente, amministratori e parenti di amministratori implicati……………qui è tutto “LETAME”.

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