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Manfredonia, referendum Energas. Italo Magno “Noi ci siamo e voi?”

"La gente, al centro ed alla periferia, sia che frequenti i social o meno, che legga o non legga, ha bisogno di essere informata"

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Manfredonia. ”Il nostro senso di responsabilità ci ha fatto dichiarare la volontà di assecondare la lotta referendaria, nonostante il netto giudizio negativo per una scelta che ha, con ogni evidenza, la volontà di azzerare tutto quello ch’è stato fatto finora per sensibilizzare la popolazione, con l’aggiunta che questo referendum costa almeno 150.000 euro, per un Comune che è al limite del collasso finanziario.

Ma noi ugualmente ci saremo, come forza responsabile, anche in questa lotta; a condizione che la popolazione vada informata su tutto quello che l’aspetta, a meno che la scelta referendaria non sia stata pilatesca, sospetto che viene a chi ha ascoltato da esponenti della maggioranza e da qualche rappresentante istituzionale, tale singolare affermazione: “Adesso vediamo se veramente i cittadini di Manfredonia sono contro Energas!”, lanciando alla città una sfida di chi ritiene di poter starsene placidamente ad attendere che il sole sorga, se sorgerà il sole.

Ma non funziona così. La gente, al centro ed alla periferia, sia che frequenti i social o meno, che legga o non legga, ha bisogno di essere informata. Noi l’abbiamo fatto, ormai per due anni, con i nostri pochi mezzi, unendoci all’associazionismo, con chiunque ci stava, aprendo i nostri banchetti, raccogliendo firme, mentre le autorità erano sorde e a volte ci lanciavano contro una grassa derisione. E ciononostante, ci rendiamo conto che ci sono ancora grandi sacche d’inconsapevolezza ed indifferenza.

In Consiglio Comunale, pur votando contro il referendum, abbiamo posto, per la nostra partecipazione alla campagna referendaria, questi punti:
1. Nominare subito in Consiglio Comunale un Comitato cittadino per il “NO” ad Energas, con la
partecipazione di partiti, sindacati ed associazioni;
2. Convocare un convegno con studiosi che spieghino i rischi che Energas fa correre alla città;
3. Decidere lo svolgimento di una grande manifestazione cittadina;
4. Organizzare un corteo di macchine per l’occupazione simbolica della località Santo Spiriticchio;
5. Inviare una delegazione al Ministero dello Sviluppo, capeggiata dal Sindaco di Manfredonia.

I tempi sono ristrettissimi e già è giunta l’ora di attivare le prime due condizioni, con tempi certi:

1. Nominare il Comitato Cittadino contro Energas, al massimo entro sabato 8 ottobre p.v.
2. Entro il 15 ottobre, occorre già sapere il giorno e il luogo del convegno, in cui esperti del problema ci illuminino sui rischi che comporta Energas, in quanto senza informazione saranno in tanti a disertare le urne e molti altri voteranno “sì”, perché oltre ai doni, alla blandizia ed alle promesse, Energas sta svolgendo tenacemente la sua opera propagandistica, a cui sappiamo alcuni esponenti politici locali non sono stati insensibili.

Queste sono le prime urgenti richieste che rivolgiamo a chi ci amministra. Del resto per chi ha buttato dalla finestra più di 150.000 euro ed ha speso, in questi giorni, altri soldi per il pallone, non sarà difficile trovare qualche migliaio di euro per pagare esperti affidabili che ci illuminino su quello a cui andiamo incontro.

Per un anno intero ci avete ingannato, signori della maggioranza, ora non ci fidiamo più di voi e vi aspetteremo al varco, settimana per settimana, non vi consentiremo di affrontare il referendum con la stessa insipienza tenuta finora.

Se credete davvero a questa lotta, basta dimostrarlo, seguendo la rotta che viene ormai imposta a tutti noi, onde arrivare ad un voto consapevole ed avvertito. Altrimenti vuol dire ingannarci un’altra volta”.

(A cura di Italo Magno – Manfredonia Nuova, 02.10.2016)



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Commenti


  • Pasquino

    Egregio consigliere Magno lei è in errore perché la decisione non è pilatesca ma è come il cetriolo dell’ortolano che , in questo caso colpisce i cittadini di Manfredonia. Difatti, comunque vadano le cose, sarà colpa dei manfredoniani, non dei politici che hanno fatto di tutto e di più in favore dell’energas. Lei ci mette la sua buona volontà, ma non faranno niente dei punti del suo articolo.


  • Sipontino

    Non ha ancora capito che ci vogliono i forconi con questi signori!


  • 1 sipontino vale un panettone

    Son d’accordo con entrambi gli interventi è una solo una grande farsa e non mi stuperei se vincesse il si, cosi otterebbero ridicolizzerebbero il professore e gli altri che si sono impegnati con il cuore in questa lotta e direbbero, avete visto? I Manfredoniani vogliono i bomboloni? Ormai solo un miracolo o 2 possono far arenare il preseguio del progetto:

    1) scioglimento del Comune per irregolarità amministrative;
    caduta del Sindaco;

    2) Vittoria netta del NO al referendum pro dittatoriale e poteri forte tanto da dare uno scrollata e una caduna di mister renzi e tutta la cricca romana.

    Se la città non scende in piazza alla grande, nulla potrà fermare il disegno
    dei lobbisti energetici e i spudorati fiancheggiatori locali.


  • Antonello Scarlatella

    Non riesco veramente a capire la contrarietà del referendum. Certo costa e appesantira’ ancor di più le casse comunali. Credo però che sia l unico mezzo democratico che possa far esprimere la popolazione.
    Con tutto il rispetto per le altre campagne di sensibilizzazione non si può vincere questa battaglia sui social o per mezzo dei giornali on line.


  • Lettore


  • Ex elettore magno pentito

    Che personaggio stucchevole. Meno male che i manfredoniani l’hanno bocciato. Chiedo scusa a Riccardi se ho votato questo individuo.


  • Tano La Foglia

    L’autista del C.P. ha portato l’auto in officina per la verifica dei liquidi prima di affrontare il viaggio per Manfredonia.


  • No Energas

    Ora l’importante e portare gente a votare, il 13 novembre è una data storica per Manfredonia,possiamo togliere ogni ombra di dubbio e far vedere chi comanda a Manfredonia.


  • No Energas

    Le consiglio un ODG per il prossimo consiglio comunale: organizzazione comitato No Energas, vedremo chi si tira indietro.


  • Pasquino

    Scarlatella ti rispondo sul problema referendum consultivo. A cosa serve se il consiglio comunale di Manfredonia con delibere adottate ed esecutive ha già detto no all’installazione del mega deposito. Perché l’amministrazione comunale, sindaco in testa, non organizza manifestazioni di protesta? Forse per la questione che hanno cambiato la destinazione d’uso di quei terreni riparametrando il territorio del parco nazionale del Gargano. Ciò cosa ti fa capire? A fronte di quanto sopra ti chiedo a cosa serve il referendum? Quello dello sperpero di pubblico denaro lo hai detto anche tu. Sperando che quanto innanzi sia abbastanza esauriente ti saluto.


  • Antonello Scarlatella

    Capisco Pasquino. Credo che le pressioni dall’alto siano cosi’ forti che solo un referendum consultivo da parte della popolazione possa dar man forte per la risoluzione della questione.
    Le manifestazioni di protesta lasciano il tempo che trovano.(poi i cittadini manfredoniani preferiscono il passeggio alle azioni di lotta)
    Inoltre le manifestazioni possono avere valenza se propedeutiche ad altre azioni quali dissenso da parte della casa comunale e espressione del popolo.
    Che 150 mila euro siano un vero peccato….ma non vedo altra soluzione.
    Ciò che tutti noi dobbiamo capire che una amministrazione potrebbe avere delle tali pressioni da dover poi eseguire gli ordini che vengono dall’alto, si chiami Governo o Regione.
    Lo scudo da parte dell’amministrazione è proprio la consultazione popolare ed il coinvolgimento diretto da parte dei cittadini.
    Non possiamo vincere le battaglie senza lasciare qualcosa sul campo.
    Già il fatto che due schieramenti di minoranza si oppongono al referendum indebolisce di fatto un risultato positivo.
    Mi auguro che sia Manfredonia Nuova e sia Movimento 5 Stelle che si oppongono di fatto al referendum non comunichino ai loro seguaci di disertare le urne.
    Diversamente faremo come dice quel vecchio detto pugliese.
    “facciamo per farci il segno della croce e ci cechiamo gli occhi”

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