San Paolo di Civitate, quando le radici della storia “sovrastano” l’eolico | Capitanata

San Paolo di Civitate, quando le radici della storia “sovrastano” l’eolico

noeolicoSan Paolo di CivitateAMMINISTRAZIONI comunali che denunciano “stravolgimenti nel territorio” per ottenere succulenti royalties (pagamento di un compenso al titolare di un brevetto o una proprietà intellettuale, con lo scopo di poter sfruttare quel bene per fini commerciali): questo per  giustificare uno degli abusi più “rilevanti”  mai accaduti nel Meridione. Un abuso connesso a logiche mirate di lobby potenti. Lobby facenti capo a  “produttività continue di sistemi eolici”.

Una lobby capace di mutare “il confronto democratico” fra la gente. Un sistema in grado di stravolgere il passato delle generazioni. Questo per “insinuarsi” nel consenso degli abitanti locali, in modo strisciante, per così  rendere “merce” i beni endogeni, e le identità culturali, delle comunità a sè stanti.

Come nelle colonizzazioni passate di aree del continente. Come negli abusi spietati di vecchi conquistadores. Danaro dunque in cambio di agri; pecunia al posto di storia, ma anche assoggettamento di biodiversità e beni, nonchè di assetto urbano: questo per coprire le speculazioni originate dalle fonti rinnovabili, rette dall’esimente cultura.

Partendo dal basso, si comincia sempre con forme contruattuali ridotte, come ad esempio i contratti “capestro”: si definisce un’opzione sull’uso delle aree terriere, per “mercanteggiarle” con altre società interessate. In seguito il tentativo di “raggirare” le aspettative dei mezzadri. Dietro al raggiro: il rischio “ventilato” di un pericoloso esproprio. Questo fino ad arrivare “allo squallido condizionamento delle istanze democratiche”, ma anche ad un’immancabile affissione di un cartello virtuale: agro in S-vendita . Dietro questo stratagemma norme fatte “su misura” per accontentare le lobby dell’eolico. Il risultato finale ? La costituzione di un cancro non marginale, le cui “metastasi produttive” hanno la capacità (infettiva) di arrivare “ovunque”.

Ma grazie ad una nota di villaggioglobale.it si apprende la notizia di un caso raro, in Italia; un caso in “nette controtendenza” rispetto a logiche amministrative consolidate. Logiche basate su un principio per il quale sono sempre gli interessi di economie “elevate” a prevalere sul benessere, e sulla vivibilità, delle popolazioni locali.

A S. Paolo di Civitate (Foggia) l’Amministrazione comunale avrebbe infatti adottato una politica di sviluppo del territorio «innovativa». Diversa in un certo senso, se paragonata a quella di altri comuni pugliesi.

L’amministrazione di San Paolo di Civitate avrebbe infatti respinto ogni richiesta di mercanteggiare il proprio territorio, per non omologarlo ad una “mera occupazione industriale”, fatta di impianti eolici.

Non rinnegando la storia della comunità locale (epiche battaglie contro porcilaie, discariche e, appunto, progetti eolici industriali), l’attuale amministrazione, del sindaco Generoso Perna, avrebbe respinto ogni  progettualità di impianti eolici in tutte le sedi.

Ma non basta. A San Paolo di Civitate l’amministrazione si è impegnata anche in una direzione operativa diametralmente opposta: l’idea è quella di promuovere il rimboschimento della ex discarica (piuttosto che le bonifiche), per creare un’area regionale protetta sul fiume Fortore (Sito di importanza comunitaria) ma anche sulle colline sovrastanti. Il progetto è stato stanziato in collaborazione con la Lipu, storica associazione ambientalista italiana anch’essa riluttante ad ogni forma di “aggressione eolica” nell’agro.

L’area è stata già pianificata dalla Lipu, e dal Comune, nel 2007, al fine di sviluppare “armonicamente” una parte del territorio locale; il progetto è stato adottato dal sindaco Perna, e dalla sua Giunta, in meno di due settimane, salvo poi aspettare oltre un anno e mezzo per le burocrazie della Regione,  oltre al consueto ostruzionismo del consiglio pugliese. Nell’immediato si attende solo il varo del progetto.

Per tornare indietro nel tempo, numerosi sono strati i progetti presentati in agro di San Paolo di Civitate: in principio fu la la Friel di Bolzano (fonte: l’attacco), poi la Clean Energy Re tre e la Free Energy Tre, quindi la Sud Energy con altre decine di pale fino alla Srl Colonne d’Ercole.

Di recente il sindaco Perna, di concerto con l’amministrazione, ha redatto un documento, approvato all’unanimità in Consiglio comunale, per esprimere la propria contrarietà ad una nuova centrale eolica in paese. “A meno di non sviluppare posti di lavoro per i giovani”.

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2 Commenti

  1. lucy scrive:

    Ma non dite stronzate, abbiate almeno il coraggio di dire la verità,avevano molto più interesse nei pannelli solari,altro che inquinamento…ma fatemi il piacere

  2. lucy 2 scrive:

    1.confermoappieno la dichiaraxione fatta da lucy infatti una passeggiata vi permetterà di visitare i panelli solari su terreni di ……
    2.non è stato lui che non ha voluto l’eolico ma le ditte che ha contattato che hanno risposto picche
    3. la colpa dell’autore dell’articolo è quello di non aver cobtrollato le dichiaeazioni del primo cittadino

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