Manfredonia

Arrestato latitante Miucci, braccio destro boss Franco Li Bergolis (VIDEO)


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I controlli dei CC del Ros di Bari (ST)

Monte Sant’Angelo – IL sorvegliato speciale Enzo Miucci, 27enne di Manfredonia (Fg) – ritenuto il braccio destro del boss della mafia garganica Franco Li Bergolis – è stato arrestato il 31 ottobre a Monte, dopo circa due anni di latitanza. L’operazione è dei carabinieri del Ros di Bari, con supporto militari del Comando provinciale Cc di Foggia e supporto logistico del Comando Compagnia di Manfredonia. Miucci era figlio di Antonio ucciso il 14 agosto del 1993, nell’ambito della faida garganica iniziata nel 1978 tra le famiglie Li Bergolis e Primosa-Basta-Alfieri (complessivamente 35 gli omicidi ufficiali n 33 anni di rivalità). In base alla tesi accusatoria, Miucci avrebbe favorito la lunga latitanza di Franco Li Bergolis, catturato il 26 settembre del 2010 ( Arresto F.Libergolis, ricorso, sentenze maxi-processo Iscaro/Saburo). Franco Libergolis, alias “u calcarùl”, era stato ritenuto a capo dell’omonima famiglia mafiosa egemone nel Gargano ed inserito nell’elenco dei 30 latitanti di massima pericolosità a livello nazionale nonché ritenuto responsabile di ricettazione, detenzione e porto illegale di armi da sparo e tentata estorsione. Li Bergolis, 33 anni allevatore nativo di Monte Sant’Angelo, era ricercato da oltre un anno, (7 marzo 2009), successivamente alla condanna emessa in primo grado dalla Corte d’Assise del Tribunale di Foggia. Anche se in verità i carabinieri erano dietro l’uomo da almeno due anni, dopo che nell’estate del 2008 era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nel maxi-processo alla mafia garganica.


Focus cattura Miucci.
Nei confronti di Enzo Miucci era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, nel giugno 2010, per il reato suddetto. Enzo Miucci, come detto, è il figlio di Antonio – cognato di Ciccillo Li Bergolis – ammazzato a Monte Sant’Angelo il 14 agosto del ’93 nell’ambito della faida tra i Libergolis e gli Alfieri/Primosa. Per l’omicidio del padre di Enzo, Antonio, fu arrestato, processato e assolto Michele Alfieri, ucciso il 13 gennaio del 2010 a Monte Sant’Angelo. La latitanza di Miucci è partita nel maggio 2009, pochi giorni dopo l’omicidio (nel quale Miucci non era coinvolto) di Andrea Barbarino, invalido amico dei Li Bergolis, ammazzato in via Mozzillo Iaccarino a Manfredonia da due killer il 22 maggio 2009, con quattro colpi di fucile a canne mozze sparati da un’auto in corsa sulla quale c’erano due sicari. Andrea Barbarino, di 28 anni, era stato ritenuto vicino al clan mafioso Libergolis Morte Andrea Barbarino).


La cattura dei Ros. Enzo Miucci era conosciuto come ‘u’ creatur’.
In base a quanto comunicato dalla Procura di Bari, le mura domestiche di Monte Sant’Angelo sono servite a proteggere anche la latitanza di Enzo Miucci, 27 anni di Manfredonia, detto Renzino, ma conosciuto nell’ambiente come “u’ creatur” forse perché fin da ragazzino si era messo al servizio del boss, suo parente, Franco Li Bergolis, 33 anni di Monte Sant’Angelo, detto “u calcarul”, diventandone prima uno dei fedelissimi, poi il suo braccio destro e ora, dopo la cattura del capo avvenuta il 26 settembre 2010, il suo sostituto. Per questo Miucci aveva deciso, sebbene ricercato da due anni, di restare nel quartier generale della Mafia del Gargano (Monte Sant’Angelo) proprio per mantenere le fila dell’organizzazione criminale di stampo mafioso fortemente indebolita non solo dalla cattura del boss Li Bergolis, ma anche dopo quella del boss emergente del clan Li Bergolis, Giuseppe Pacilli, 39 anni, di Monte Sant’Angelo, detto “Beppe u’ montanar”, avvenuta il 13 maggio scorso, in una masseria nei boschi sempre di Monte Sant’Angelo ( Focus arresto Pacilli)

Miucci è stato arrestato il 31 ottobre scorso a casa sua, dai carabinieri del Ros e del Nucleo Investigativo di Foggia, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari. Dopo la sua scomparsa (avvenuta il 30 maggio del 2009) la sua famiglia aveva lasciato Manfredonia e si era trasferita a Monte Sant’Angelo. A conferma di come il paese venga considerato il posto più sicuro per i latitanti e per le loro famiglie: qui i boss, i loro parenti e i loro più stretti collaboratori possono, con ogni probabilità, godere di una rete di protezione non possibile in altre zone del Gargano, che sono sotto l’influenza del clan Li Bergolis. Miucci si nascondeva nella stanza dei suoi bambini, nell’armadio, lì dove aveva ricavato un doppio fondo dove si nascondeva ogni volta che le “sentinelle” appostate intorno alla sua abitazione lo avvisavano dei controlli delle forze dell’ordine. L’altra sera, però, i controlli sono stati più minuziosi e Miucci si è consegnato ai militari del Ros senza fare resistenza. In casa sono stati sequestrati anche: una trentina di cartucce di vario calibro per pistola, uno scanner rilevatore di frequenze radio elettroniche, un binocolo utilizzato per controllare le vie di accesso alla sua abitazione e denaro in contante per circa seimila euro possibile provento dell’attività di estorsione e della vendita di sostanze stupefacenti.

Il 27enne Enzo Miucci (ST)

Miucci perse il padre, Antonio ucciso dai killer dei clan avversari Primosa-Alfieri, quando aveva solo 9 anni, in una calda giornata di agosto. Un omicidio che segnerà la sua vita per sempre. “Adottato” dal parente Franco Li Bergolis, all’epoca solo adolescente cresce nella convinzione di dover vendicare il padre, ma di mettersi in tutto e per tutto al servizio del clan. E’ lui in prima persona a garantire non solo che la latitanza del boss fosse sicura, ma a fornirgli tutti i confort necessari. Forse lui stesso riesce a tessere quella rete di rapporti con i clan foggiani, Sinisi-Francavilla, che serviranno a Franco Li Bergolis non solo per intrecciare alleanze preziose, ma ad avere validi sostegni di copertura proprio durante i quasi due anni di latitanza (566 giorni per la precisione). Gli investigatori antimafia di Bari avevano intuito il ruolo del Miucci e avevano chiesto e ottenuto per lui una misura cautelare che lo avrebbe, il 22 giugno scorso, portato in carcere. Miucci, però, in quell’occasione sfugge all’operazione che porterà all’arresto di oltre una decina di persone (molti dei quali del clan Francavilla) accusate proprio di aver favorito la latitanza del boss Li Bergolis. Insomma, quella del Miucci, nonostante la giovane età, è sicuramente una delle figure di spicco della mafia del Gargano, che in poco più di un anno vede dietro le sbarre tre dei più pericolosi e ricercati latitanti.


Laudati.
La Procura Antimafia di Bari, nel congratularsi con i Carabinieri di Foggia e del Ros per la brillante operazione, evidenzia ancora una volta la circostanza che Li Bergolis, Pacilli e Miucci sono stati tutti catturati a Monte Sant’Angelo, culla della mafia Garganica e roccaforte della stessa. Lo splendido risultato ottenuto con l’arresto dei tre (Li Bergolis è stato arrestato dai Carabinieri, Pacilli dalla Polizia) è la conferma di come la Squadra Stato è in grado di dare risposte se la sinergia delle forze in campo viene incanalata in un unico obiettivo: la sconfitta della mafia e il ripristino della legalità. La Procura sottolinea, infine, che la Squadra Stato non potrebbe “giocare una partita” così importante sul territorio senza il contributo di tanti giovani e di tanti imprenditori che hanno deciso di “scendere in campo” a giocare la stessa partita al fianco della Legalità.

Arresto Franco Libergolis, fuori il Comando provinciale dei Carabinieri, 26 settembre 2011 (ST)

La rete dei fiancheggiatori. I 14 indagati Come riportato per le OCC ai danni dei 14 soggetti indagati che favorirono la latitanza del boss Franco Li Bergolis ( I soggetti colpiti da OCC per favoreggiamento latitanza Franco Li Bergolis) la rete dei fiancheggiatori aveva consentito al latitante Franco Libergolis di sottrarsi alla cattura garantendogli appoggi logistici, collegamenti con il nucleo famigliare e beni di vario genere, consentendo la piena operatività del clan Libergolis. I quattordici ordini di custodia cautelare – emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese – erano stati emessi il 22 giugno 2011. I fiancheggiatori avevano, appunto, anche il ruolo di intermediari fra il loro capo e le due donne di li Bergolis. A loro toccava accompagnare la consorte del proprio capo dall’avvocato, con studio a Trani. A uno, invece, in modo particolare – secondo gli inquirenti dell’Antimafia di Bari e secondo i riscontri dei Carabinieri – toccava il ruolo di “braccio destro”: Enzo Miucci, detto Renzino, figlio come detto di Antonio ucciso il 14 agosto del 1993, nell’ambito dello scontro tra i li bergolis e i Primosa-Basta-Alfieri. Riscontri basati sulle numerose intercettazioni oltre che sui più classici pedinamenti danno all’Autorità giudiziaria la certezza che il Miucci è stato molto spesso in compagnia di li Bergolis durante la latitanza. Così come è dimostrabile che a far compagnia al boss siano stati esponenti del clan Francavilla.


I processi. Le condanne.
Nel maxi-processo contro la Mafia del Gargano Franco Libergolis era stato condannato in primo e secondo grado all’ergastolo (vedi sviluppi e ricorso – Ricorso condanna F.Libergolis) quale mandante dell’omicidio di Matteo Mangini, il manfredoniano freddato il 2 settembre del 2001 per “contrasti legali probabilmente allo spaccio nel territorio di sostanze stupefacenti”. Un omicidio del quale erano stati accusati come “esecutori materiali” (fonte: GdM-C) Angelo Gioacchino Grilli e proprio Enzo Miucci, ritenuto braccio destro di Libergolis, in attesa di giudizio e coinvolti nelle 14 misure cautelari emesse dalla Dda di Bari.

La Cassazione. I cinque giudici della V sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Amato, lo scorso 4 ottobre 2011, erano andati oltre le richieste del procuratore generale, che aveva chiesto il rigetto dei ricorsi, la conferma delle pene inflitte, con una sola eccezione: la condanna di Franco Libergolis all’ergastolo, limitamente all’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Matteo Mangini, ventenne sipontino, crivellato con colpi di pistola sotto i portici di via Gargano, il 2 settembre 2001. Secondo il procuratore generale Iacoviello (fonte: GdM) le motivazioni della condanna sul capo d’imputazione di Libergolis non erano “convincenti”: da qui la richiesta d’annullamento (con conferma dei 30 anni inflitti a Libergolis per gli altri reati di mafia, armi, droga ed estorsione) e la celebrazione di un nuovo processo d’appello. Di diverso parere la Corte d’Appello con la conferma dell’ergastolo a carico del 33enne ex latitante di Manfredonia. Il collegio difensivo (avv.ti Innocenza Starace, Francesco Santangelo, Ettore Censano, Franco Metta, Carlo Mari, Michele Guerra, Giovanni Arico’ e Giulia Buongiorno) in arringhe proseguite fino alle ore 4 di martedì pomeriggio ha chiesto alla Suprema Corte d’annullare il verdetto d’appello e ordinare la celebrazione di un nuovo processo: secondo i legali l’inchiesta si sarebbe poggiata “quasi esclusivamente” su intercettazioni spesso prive di riscontri e che avrebbero lasciato dubbi sulla loro esecuzione. L’avvocato Innocenza Starace, legale di F.Libergolis ha chiesto di annullare la decisione della Cassazione per condanna ingiusta. “Nello stesso senso si è espressa la Corte d’Appello di Bari – dice l’avvocato I. Starace – nei confronti del 27enne di Manfredonia Enzo Miucci (ritenuto il conducente della motocicletta utilizzata dai due killer, con presunto passeggero il 32enne Angelo Gioacchino Grilli, ndR) assolto totalmente dopo essere stato considerato, dalla ricostruzione accusatoria, uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Matteo Mangini il 2 settembre 2011 (con mandante F.Libergolis, ndR)”. “Un giudizio infondato quello sussistente alla base della condanna del mio assistito – dice l’avvocato Starace – da qui la volontà di esperire un mezzo, previsto dalla Cassazione, per riprendere il concetto espresso, con ricorso al 625 bis del cpp, per errore di fatto”.


Video. L’operazione dei Ros. Arresto Enzo Miucci



L’arresto di Giuseppe Pacilli. La conferenza




Redazione Stato, gdf@riproduzione riservata

Arrestato latitante Miucci, braccio destro boss Franco Li Bergolis (VIDEO) ultima modifica: 2011-11-02T12:11:19+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Anonimo

    Pian pianino usciranno tutti dai loro rifugi!!!!!!


  • dico quello che sento

    la gloria si canta sul morto e morto in questo momento non c’è.
    non c’è perché non si viene freddati senza un colpevole e di freddati senza colpevoli c’è ne sono ancora.
    la morte non ha appartenenza così come i colpevoli non hanno appartenenza e aggiungerei privilegi.
    mentre un braccio viene disarcionato l’altro viene fortificato e diventa sempre più arrogante.
    canterò la gloria quando entrambe le braccia verranno disarcionate, non ditemi niente c’è ancora timore e reverenza in giro e più arresti su un’unica direttrice verranno fatti e più timore e reverenza ci saranno per l’altra direttrice.


  • Anonimo

    anonimo…
    lida qua liiii


  • cusenza

    no solo arrogante,ma anche piu potenti, lo dicono ancora a tutti che loro sono dio e pataterno.mi domando ma avete paura di questo dio di nome romiti”’che facciano anche i vostri nomi.all’ora a chi aspettate a sbatterli dentro a vita’quei criminali che si stanno prendendo gioco dello STATO”’.


  • Anonimo

    carissimo anonimo, liiii da quà, glielo vai a dire a tua ………!chiaro?


  • Anonimo

    avevo scritto glielo vai a dire a tua ………, è inutile che censurate!


  • Redazione

    Cortesemente, moderazione. Grazie, Red.


  • Anonimo

    tutti i nodi tornano al pettine……. e qualcuno gia’ e tornato…. meglio cosi…

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